La sconfitta di sabato scorso ha forse certificato la fine del calcio proposto dal tecnico rossonero che potrebbe invece rilanciarsi in chiave azzurra
Una storia di successi e tanto da raccontare. Ora, però, sembra arrivato il momento di voltare pagina, almeno a un certo livello. Massimiliano Allegri e la sua ultima uscita, ovvero quella di sabato scorso a San Siro contro l’Udinese, hanno messo molto in discussione. Non solo la stagione rossonera ma anche la parabola nelle squadre di club dell’allenatore toscano. Un concetto un po’ forte ma che sottolinea, ancora una volta, come il calcio non possa più prescindere dalle idee, senza essere necessariamente legato ai nomi.
Il Milan aveva puntato forte su di lui, conscio del fatto che la squadra non avendo le coppe e disponendo di una rosa importante, potesse tornare a vincere qualcosa sotto la sua gestione. Una mera illusione. Ora, nonostante il margine sia ancora rassicurante, anche la qualificazione in Champions scricchiola. Altri passi falsi potrebbero essere fatali. Juventus, Como e Roma rincorrono, il margine si è ridotto. Il calendario con un paio di scontri diretti spaventa.
In estate l’ultima immagine di Allegri poteva fornire degli indizi ai dirigenti milanisti. Quest’ultimi, però, hanno puntato sul carisma e la personalità di un allenatore che nel triennio juventino scorso aveva già mostrato delle ampie crepe. La stagione del Milan sta ricalcando l’ultima della Juventus proprio di quei tre anni. Grande entusiasmo iniziale, partite vinte più di grinta che di gioco, anche all’ultimo minuto. Poi il crollo nel girone di ritorno appena qualche difficoltà iniziò a mettere in discussione il tutto.
Sta succedendo questo anche oggi. L’entusiasmo del derby vinto a marzo si è subito disintegrato con la sconfitta di Roma con la Lazio. La vittoria col Torino è stata un brodino, la debacle di Napoli e soprattutto la figuraccia con l’Udinese, la triste realtà. Gioco assente, senatori spaesati, giocatori sopravvalutati e altri gestiti male. Soldi spesi molti, risultati nulli, ache la Coppa Italia è stata gettata alle ortiche troppo facilmente.
Il Milan ora si ritrova con una squadra costruita senza un’idea per il futuro e un allenatore che deve capire il suo. Sì, perché Allegri ha vinto quando aveva grandissimi giocatori a disposizione anche perché la gestione dello spogliatoio non gli è mai mancata, così come la personalità per farlo. Adesso, però, servono anche le idee. La soluzione migliore per lui e per il club sarebbe quella di separarsi. Il Milan per programmare il futuro con un allenatore anche con meno esperienza ma che abbia una visione, per dimenticare un’annata che si spera possa concludersi almeno con la Champions League da giocare il prossimo anno.
Allegri? La capacità di gestire e motivare un gruppo non gli si può negare e quindi la nazionale potrebbe essere la via giusta. Lui con uno staff importante sarebbe probabilmente una delle scelte migliori per rilanciare sia sé stesso che gli azzurri, in una modalità senza fronzoli e poco tempo per lavorare sul campo. Quest’estate si saprà di più sul destino del calcio italiano e di Max. Entrambi devono capire cosa fare da grandi.
Glauco Dusso








