Il celebre telecronista si è spento all’età di 86 anni nell’ospedale di Gorizia, tra tre giorni sarebbe stato il suo compleanno, il mondo dello sport piange un personaggio iconico
Partiti! Non si può che iniziare così, con il suo classico incipit al primo tocco sul pallone di un match. Quest’articolo non lo avremmo mai voluto scrivere, però eccoci qui a dare l’ultimo saluto ad una voce che ha accompagnato gli italiani in tanti anni di calcio. Se n’è andato Bruno Pizzul, radiotelecronista storico, soprattutto di calcio, e personaggio indimenticabile per la sua pacatezza, sobrietà e professionalità. Aveva 86 anni e ci ha lasciati a pochi giorni dal suo 87° compleanno.
La sua vocalità era inconfondibile, così come le sue espressioni e frasi storiche, ricordate tutt’oggi dagli appassionati. Vanta tante imitazioni da personaggi dello spettacolo a cui lui si è sempre approcciato in maniera complice e divertita. Un uomo che poteva incutere timore vista la sua altezza ma che scioglieva subito i cuori con il suo modo di fare.
Laureato in giurisprudenza inizia l’avventura in Rai nel 1969. L’anno seguente commentò la sua prima partita, uno spareggio di Coppa Italia tra Juventus e Bologna. All’Europeo del 1972 arriva la prima finale internazionale, quella tra Germania Ovest e URSS che vide il trionfo dei tedeschi per 3-0. Il primo ricordo di un successo per una squadra italiana risale all’anno dopo, 1973, ovvero la Coppa delle Coppe sollevata dal Milan a Salonicco, rossoneri che superarono il Leeds United. Gli ultimi trofei commentati della sua lunga carriera furono quelli, entrambi nel 1999, della Lazio, sempre in Coppa delle Coppe contro il Mallorca, e del Parma, in Coppa Uefa avversario il Marsiglia. Prima del successo dell’Atalanta lo scorso anno quella del Parma era l’ultima vittoria in quel torneo di una squadra italiana.
Delle innumerevoli gare commentate ci ricordiamo purtroppo quella del 1985 tra Juventus e Liverpool, finale di Coppa Campioni, quando all’Heysel negli scontri che precedettero la partita morirono 39 persone. Lui, quasi come un inviato di guerra, raccontò quei terribili istanti prima della gara.

L’avventura con la nazionale inizia nel 1986, nonostante un iniziale approccio con alcune partite tra il 1980 e 1981 nonchè un’amichevole nel 1985. La sua prima rassegna internazionale come voce dell’Italia fu dunque il mondiale in Messico quando sostituì Nando Martellini, vittima di un malore. Di lì in poi iniziò un sodalizio con la maglia azzurra che terminò nel 2002. In quel periodo Pizzul accompagnò gli italiani per cinque mondiali e quattro campionati europei, comprese tutte le qualificazioni. Celeberrima l’avventura a Usa ’94 con Roberto Baggio protagonista e con un titolo perso a Pasadena solamente ai rigori con il Brasile.
Tra le gare saltate la finale per il terzo e quarto posto con l’Inghilterra di Italia ’90, visto che a lui era affidata la finalissima dello stadio Olimpico tra Germania e Argentina. Poi anche alcune amichevoli e dei match trasmessi da altre emittenti. Nell’agosto 2002 con l’amichevole tra Italia e Slovenia, persa dagli azzurri 1-0, Bruno Pizzul si accomiatò.

In quel modo scolpì nella pietra il suo nome che andava a completare la triade degli storici commentatori azzurri con Nicolò Carosio e Nando Martellini. Tre nomi che segnarono anche l’evoluzione del modo di fare telecronaca. Da un ritmo molto più compassato, quasi disinteressato, sino ad arrivare ad una partecipazione più coinvolgente.
Il rammarico di Bruno Pizzul è proprio quello di non aver mai gridato “Campioni del Mondo o d’Europa!”. Vittoria che arrivò nel 2006 quasi un beffardo scherzo del destino. Ha continuato a commentare partite di serie A negli sfortunati esperimenti televisivi Gioco Calcio e CartaPiù, nonché alcune gare su La7.
In televisione ha condotto trasmissioni come la Domenica Sportiva, Domenica Sprint e Sport Sera. Tante le sue collaborazioni in altri programmi. Una delle ultime apparizioni fu su DAZN nel 2022 nella trasmissione SuperTele con Pierluigi Pardo dove aveva un spazio denominato “Tutto molto bello”, una delle frasi iconiche utilizzate durante le sue telecronache.
Noi di Passione del Calcio abbiamo avuto l’onore di intervistarlo in due occasioni. La prima nel 2013 (clicca qui per leggere l’intervista) e successivamente nel 2016 (clicca qui per leggere l’intervista). Ha inoltre partecipato alla nostra trasmissione radiofonica condotta dai due direttori Erika Eramo e Stefano Rizzo.
Questo il messaggio che ci lasciò nello speciale per i 300 personaggi intervistati dove contattammo 200 di loro. Ecco quello che Bruno Pizzul ci disse in quell’occasione:
“Cari amici di Passione del Calcio, compiacendomi per la passione e competenza con cui svolgete il vostro lavoro e la grande platea di personaggi che avete coinvolto, rivolgo a voi tutti e in particolare a Erika e Stefano un affettuoso saluto e vi auguro di continuare nel vostro impegno comunicativo tanto gradito ai 40.000 utenti che vi seguono con costanza. Buon lavoro e in gamba ragazzi. Con stima.”
Infine un articolo a lui dedicato per i suoi 80 anni confezionato da Erika Eramo. Clicca qui
Personalmente sono molto legato a Bruno Pizzul e alla sua voce, oltre che per la passione legata a questo mestiere. Sentire il suo intercalare con le tante espressioni che lo hanno reso unico mi fa venire la pelle d’oca, anche perché connesso a un calcio e a dei campioni che non torneranno più. Ho avuto il piacere di seguire una sua lezione 21 anni fa e porto questo ricordo gelosamente con me. Veramente una persona di una gentilezza e disponibilità rara. Una figura che mancherà tanto in questo ambiente.
La redazione di Passione del Calcio si stringe attorno ai suoi cari inviando le più sentite condoglianze.
Glauco Dusso








