Home Curiosità Cesare Prandelli e il tabù da sfatare

Cesare Prandelli e il tabù da sfatare

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Il mister ha allenato la Fiorentina dal 2005 al 2010 e a distanza di 10 anni perciò ritorna sulla panchina gigliata prendendo il posto dell’esonerato Beppe Iachini

Negli ultimi anni la famosa minestra riscaldata è una costante del menù viola. Infatti sono diversi i cavalli di ritorno che hanno galoppato verso altre destinazioni per poi giungere nuovamente a Firenze.

In questa attuale Fiorentina ne sono presenti tre, uno per ogni settore, il dirigente Daniele Pradè, il giocatore Borja Valero e ultimo in ordine di tempo mister Cesare Prandelli. Per i primi due più ombre che luci. Per il ds il primo ciclo si è svolto dal 2012 al 2016 con il quarto posto conquistato per tre anni di fila. I colpi Aquilani, Pizarro, lo stesso Borja Valero, Cuadrado, Pepito Rossi, Joaquin, Ilicic, Salah e l’indimenticabile Davide Astori hanno dato lustro al progetto. Dopo le parentesi con la Sampdoria e l’Udinese Pradè ha ripreso il comando delle operazioni del calciomercato viola ma i risultati di un certo livello tardano ad arrivare. Il centrocampista spagnolo Borja Valero invece è stato il faro in mezzo al campo per 5 anni, saltando nel complesso pochissimi incontri, ora ha all’attivo solo una presenza partendo dalla panchina contro la sua ex squadra (dal 2017 al 2020) Inter, evidentemente a 35 anni ha bisogno di più tempo per carburare.

Cesare Prandelli ha accumulato dopo la viola esperienze non proprio felici nel Galatasaray, nel Valencia, nell’Al-Nasr e nel Genoa. Nel 2012 però ha conquistato da CT della Nazionale italiana, ruolo ricoperto per 4 anni, la finale dell’Europeo del 2012 poi persa contro la Spagna.

In questa lista più nera che viola ne fanno parte anche il ds Pantaleo Corvino, l’allenatore Vincenzo Montella, e i calciatori Milan Badelj, Alberto Gilardino e Luca Toni. Il dirigente salentino dopo le soddisfazioni raccolte dal 2005 al 2012, due partecipazioni alla Champions League, è di ritorno nel 2016, in mezzo l’esperienza al Bologna, portando la Fiorentina a livello di quando l’aveva lasciata ovvero da centro-bassa classifica. Il Montella-bis anche è stato un pianto. L’aeroplanino dal 2013 al 2015 era risucito a far raggiungere al gruppo viola una semifinale di Europa League e una finale di Coppa Italia, oltre ai tre quarti posti consecutivi. La seconda avventura invece verrà ricordata per la salvezza raggiunta all’ultima giornata, senza vincere neanche una partita, e per l’esonero nella stagione successiva con una squadra in caduta libera e salvata poi da Beppe Iachini.

Infine Toni, Gilardino e Badelj quando hanno indossato nuovamente la maglia viola sono riusciti comunque a dare il loro contributo, tra l’altro non più da titolari, ma il loro rendimento è stato lontano anni luce rispetto ai bei tempi che furono.

Riuscirà Cesare Prandelli ad invertire questo trend negativo?

L’ottavo di finale di Champions nel 2010 contro il Bayern molto combatutto (decisivo ai fini della qualificazione l’errore clamoroso dell’arbitro Ovrebo a favore dei bavaresi), la semifinale di Coppa Uefa nel 2008 persa ai rigori contro il Rangers Glasgow, la rovesciata di Osvaldo contro il Torino nello zero a uno che valse l’accesso ai preliminari di Champions League e il 2-3 con cui la viola ha sbancato Torino sponda bianconera sempre nel 2008 sono i traguardi più importanti raggiunti da Cesare Prandelli.

La rovesciata vincente di Osvaldo

Ora la palla è di nuovo nelle mani del tecnico di Orzinuovi chiamato in causa per trainare la viola più in alto possibile.

Fonti foto: LaNazione.it; Corriere.it; TuttoCalcioCatania.com; ViolaNews.com

Stefano Rizzo

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