Nel triangolare di beneficenza delle scuole tra Juventus, Fiorentina e Napoli, i ragazzi di mister Solieri chiudono al secondo posto dopo la finale persa contro i bianconeri
La terza edizione della Special Eleven Cup oltre a dare un contributo importante per la Fondazione Stefano Borgonovo e l’Associazione Vita-Volontari per Vocazione, ha regalato tre match piacevoli da seguire. Durante le partite vari elementi si sono distinti per giocate di buon livello e la grande quantità di gol ha contribuito ad aumentare lo spettacolo e le emozioni.
Un Napoli che nelle due gare ha mostrato due facce: nella prima contro la Fiorentina ha espresso un bel gioco nonostante lo svantaggio iniziale, come testimonia il risultato finale di 3-1; gioco che nella finale contro la Juve ha smarrito ogni sicurezza, con la squadra costretta a soccombere per 6 reti ad 1, regalando così la coppa ad avversari famelici e spietati.
A poco è servito l’apporto del bomber della scorsa edizione Riccardo Marini, tecnicamente superiore, ma che dopo la doppietta contro i viola, ha accusato molta stanchezza nella finale. Il numero 4 azzurro Francesco Magliano si è distinto per continuità, facendo intravedere doti tecniche supportate da una buona condizione fisica. Nota di merito anche per il centrocampista Campi, autore di un gol da applausi.
Pagelle
1. Andrea Ciarafoni – 6,5: Bravo a reggere nella prima partita gli attacchi dei viola; positivo nelle uscite e attento nei tiri da fuori, paga ingiustamente le sei marcature bianconere nella finale.
2. Valerio Canuzzi 7: Spinge molto sulla fascia in entrambi gli incontri ma copre poco in difesa; grande facilità di corsa e buoni mezzi tecnici.
3. Mario Liguori 6,5: Bravo più a difendere che ad attaccare; si rende poco insidioso ma da una grossa mano in difesa.
4. Francesco Magliano 9: Il Migliore. Doti tecniche sopra la media, forse un po’ compassato, ma non molla mai e oltre a recuperare molti palloni, si rende protagonista di bei passaggi e di lodevoli giocate in disimpegno.
5. Lorenzo Silvestri 6,5: Ordinato in difesa a parte qualche svarione, giustificato anche dall’onda d’urto Juventina.
6. Lorenzo Campi 7,5: E’ il vero metronomo del centrocampo; gestisce i tempi di gioco con naturalezza e tranquillità. Una perla il suo gol con sombrero nel match contro la Fiorentina.
7. Manuel De Simoni 7: Sguscia con agilità tra le maglie avversarie, ma è troppo innamorato del pallone; doti tecniche sopra la media e autore di qualche pregevole conclusione.
8. Luca Miozzi 7: Un mastino del centrocampo, ricorda Guarin; riapre la partita contro la Juve da subentrato con la rete dell’1-2; l’ultimo ad arrendersi.
9. Tommaso Visconti 6,5: Fastidioso per le difese avversarie, con maggiore convinzione avrebbe potuto rendersi più pericoloso; peccato.
10. Riccardo Marini 8: Il vero faro del Napoli. Fantasista e capitano, che si mette la squadra sulle spalle con una doppietta contro i viola. Colpisce almeno 5 traverse nelle due partite, ma nella finale è un po’ spento e la sua squadra ne risente. Un possibile talento.
11. Virgilio Mancini 6,5: Bravo nel gioco di sponda e nell’aiutare i compagni; ricorda Kalinic, anche se non si rende spesso pericoloso.
13. Giuliano Porcelli 6,5: Anarchico e ribelle nell’interpretazione del ruolo; aiuta poco in fase difensiva ma è un’arma utile e pericolosa per l’attacco
14. Luigi Cortone 7: Non elegantissimo ma molto efficace nei disimpegni; bravo di testa e negli anticipi, concreto come un buon difensore deve essere.
All. Carlo Solieri 8: Il mister mette in campo una squadra decisa e con le idee chiare, con un 4-4-2 compatto ma pronto a regalare spettacolo in fase offensiva, grazie al gioco palla a terra e alla discreta tecnica individuale di tutti gli effettivi. Cerca di fare lo sgambetto anche alla Juventus, ma sono i bianconeri ad imporsi ancora una volta; gli unici che di beneficenza non vogliono sentir parlare.
Carmine Abate








