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Parte 1. Juve nel segno del 7 – Mazzia-D.Fortunato-Luppi

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Dopo sette scudetti consecutivi la Vecchia Signora vuole tornare a trionfare in Europa e alzare la coppa dalle grandi orecchie. Per farlo dovrà essere trascinata da CR7. Il primo grande ostacolo è l’Atletico Madrid allenato da Simeone. Proprio lo stadio dei colchoneros sarà il teatro della finalissima. Sul cammino della Juventus abbiamo chiesto lumi ad alcuni ex bianconeri che hanno calcato i campi di gioco dal ’60 fino agli anni dieci di questo millennio

Bruno Mazzia: ex centrocampista tra gli anni ’60 e ’70 della Juve e della Lazio. Con la casacca bianconera ha vinto uno scudetto. Ex allenatore tra le altre dell’Udinese. E’ stato colui che ha fatto esordire nel calcio professionistico Roby Baggio e Alex Del Piero.

 

 

 

 

 

 

 

Daniele Fortunato: ex centrocampista tra gli anni ’80 e ’90. Ha militato nell’Atalanta, nella Juve e nel Torino. Vanta una Coppa Uefa in bianconero.

 

 

 

 

 

 

Gianluca Luppi: ex difensore negli anni ’80, ’90 e 2000 nelle file del Bologna, della Juventus, della Fiorentina, dell’Atalanta e del Napoli.

 

Che partita si aspetta che sarà Atletico Madrid-Juve?

MAZZIA: Una partita difficile in casa di una squadra che è tra le prime in Liga e che ha sempre fatto bene in Champions.

D.FORTUNATO: Difficile. I particolari faranno la differenza. Mi aspetto una grande prestazione. Il livello dell’attenzione dovrà essere altissimo. Purtroppo noto che i difensori non sono al 100% per ciò che concerne la condizione fisica.

LUPPI: Sarà una sfida molto delicata per entrambe le squadre. La Juve ha la fortuna di giocare l’andata a Madrid. Bisognerà ragionare nell’ottica del doppio confronto.

L’arrivo di CR7 potrà portare finalmente la Juventus sul tetto d’Europa? Che idea si è fatto dopo questi primi mesi sull’asso portoghese in bianconero?

MAZZIA: Ha sicuramente migliorato il reparto offensivo, ma un singolo giocatore non può far vincere la Coppa. E’ andato oltre le previsioni e sta dimostrando quanto vale. La società bianconera ne ha tratto un grande vantaggio sotto tanti punti di vista.

D.FORTUNATO: L’obiettivo primario è la Champions League per la società bianconera. E’ inutile negarlo. Gli scudetti negli ultimi anni si sono festeggiati anche senza tutti i soldi spesi per Higuain e Cristiano Ronaldo. Bisogna sfruttare al massimo il periodo di forma di CR7 e degli altri veterani considerando che non sono più giovanissimi.

LUPPI: Il tecnico Allegri per primo sa benissimo che non basta un giocatore per vincere. Sarà fondamentale arrivare in forma nei momenti decisivi. Cristiano Ronaldo è un aiuto in più, oltretutto sa essere determinante nelle partite che contano. Ci vorrà anche però quel pizzico di fortuna.

I momenti migliori della sua carriera?

MAZZIA: Sono passati tanti anni e tra i vari successi con la Juve rimane indimenticabile aver vinto, nel torneo più prestigioso, al Bernabeu il 21 febbraio 1962, quando il Real veniva da 5 trionfi di fila in Coppa dei Campioni. In molti mi chiedono che vuol dire aver lanciato nel calcio professionistico due campioni come Roby Baggio al Vicenza e Del Piero al Padova. Non ho alcun merito, semmai sono stati bravi gli allenatori che li hanno cresciuti nei settori giovanili. Erano talmente fuori dalla norma che si sarebbero lanciati comunque da soli. Io mi sono solo ritrovato a farli esordire.

D.FORTUNATO: L’arrivo alla Juve. Interagire con persone del calibro di Zoff e Scirea è stato incredibile. Provai tanta gioia ad alzare la Coppa Italia con la maglia del Torino guidati da mister Mondonico.

LUPPI: L’esordio in A con il Bologna e l’approdo alla Juventus. Riportare in A il Venezia dopo 30 anni circa è stata un’impresa che mi è rimasta dentro.

Fonti foto: spazioj.it, pinterest.it, biellacronaca.it, toronews.net e ebay.it

Erika Eramo e Stefano Rizzo

 

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