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Ivano Bordon: “Nessuno si aspettava che Buffon andasse in panchina al PSG ma avrà le sue opportunità”

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L’ex portiere: “La Juve è la favorita in Champions, ma le italiane possono accedere tutte agli ottavi”

Noi di passionedelcalcio abbiamo parlato con l’ex portiere dell’Inter e della Nazionale Ivano Bordon per analizzare il momento che sta passando Gigi Buffon al PSG ma non solo.

Bordon tra gli anni ’70 e ’80 ha difeso la porta nerazzurra vincendo due scudetti per poi passare alla Sampdoria.

Si è laureato due volte campione del mondo. Nel 1982 come vice di Dino Zoff, mentre nel 2006 nel ruolo di preparatore dei portieri.

Lei che ha allenato Gigi Buffon sia nella Juventus che in Nazionale come giudica l’approdo a Parigi?

Nessuno si aspettava che potesse andare in panchina. Sono convinto però che avrà lo stesso le sue occasioni perchè sta bene mentalmente e fisicamente. Inoltre l’allenatore Tuchel sta puntando su Areola perchè Gigi è squalificato per le prime gare della Champions.

A proposito di numeri uno le è piaciuto Donnarumma nella Nations League? Senza Buffon sente meno pressioni?

Gigio è un buonissimo portiere e in queste due partite ha dimostrato sicurezza. E’ giovane e attraverso il lavoro e acculumando esperienza potrà migliorare molto. E’ uno dei punti fermi di questa Nazionale.

Ecco appunto da dove dobbiamo ripartire?

Mancini ha dichiarato che nella Serie A circolano troppi stranieri ed ha ragione. Non sarà facile costruire una Nazionale a livello delle big mondiali. Non farei troppi esperimenti ma punterei su un gruppo collaudato.

L’Inter ha possibilità di passare il turno in Champions?

Sarà tosta ma alla fine riuscirà ad accedere agli ottavi. Spalletti dovrà gestire bene le risorse in vista dei diversi impegni ravvicinati.

Chi parte favorita nella competizione più importante europea?

La Juventus. Ritengo che abbia tutto per vincere. Potranno arrivare molto in là anche la Roma e il Napoli che può comunque passare il girone di ferro vista l’esperienza di Ancelotti.

Che differenze ci sono tra i due successi mondiali che lei ha vissuto in azzurro?

Nel 1982 capimmo durante i gironi che potevamo ambire al successo. E’ stata una scalata formidabile. Non sono mai sceso in campo in Spagna durante la rassegna iridata ma tutto il gruppo è stato fondamentale e pertanto ho vissuto lo stesso un momento magico.

 

 

 

 

 

 

 

Nel 2006 l’espulsione di De Rossi contro gli Stati Uniti poteva farci crollare e invece abbiamo reagito. Poi il rigore trasformato da Totti all’ultimo secondo contro l’Australia ci ha aperto una prateria e abbiamo preso ulteriormente coraggio. Sento mio molto anche questo successo.

 

 

 

 

 

Entrambi i trionfi derivano da forti polemiche che si erano abbattute sui colori azzurri.

Fonti foto: ebay.it, tuttomercatoweb.com, ItaSportPress.it

Stefano Rizzo

 

 

 

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