Home Interviste in Esclusiva Boni-Peccenini…la Roma siamo noi, siete voi

Boni-Peccenini…la Roma siamo noi, siete voi

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La redazione di Passione del Calcio era presente alla bellissima serata organizzata da Alessandro Conforti nell’esclusivo Club Lanciani. All’interno dell’evento oltre ad una gustosissima cena sono stati presentati i due volumi “La mia amante giallorossa” (su Pierino Prati) e “La Punta Spezzata” (su Giuliano Taccola). Insieme ai simpatici Prati e Righetti non sono mancati altri due ex giallorossi a cui abbiamo rivolto cinque domande a testa

Loris Boni: “Bellissimo condividere questi momenti con i tifosi”

 

Cosa le è piaciuto della serata “La storia siamo noi”? Che effetto le fa rivedere i vecchi compagni?

E’ sempre piacevole condividere queste serate con i tifosi. Partecipo volentieri. Sono bei momenti in cui possiamo stare tutti insieme. Oltre alla Roma mi sono trovato bene anche con la Sampdoria.

Come vede la Roma di oggi? Incuriosito dal nuovo acquisto del figlio d’arte Justin Kluivert?

Bisogna andare con i piedi di piombo. E’ un ragazzo giovane e non creerei troppe attese intorno a lui. Prima si deve integrare nel gruppo.

Chi apprezza oggi come mediano infaticabile?

Faccio fatica ad individuare giocatori simili a me perché il calcio negli anni è mutato parecchio. Come centrocampista mi piace molto Nainggolan. Mi auguro che resti.

Un ricordo-aneddoto su Liedholm?

Sono arrivato nella Roma grazie a Liedholm. Era una persona estremamente carismatica. Da lui ho imparato diverse cose.

Lei realizzò la rete del 2-0 contro la rivale svedese Osters IF nei sedicesimi di finale della Coppa Uefa 75-76 dove giocò tutte e 6 le partite. Invece per noi la Svezia ha portato decisamente male. Che Mondiale vedremo? 

E’ l’unico gol che ho segnato ad una squadra svedese. Mi aspettavo che l’Italia non passasse lo spareggio perché qualcosa non funzionava nel gruppo. Bisogna ripartire rifondando tutto. Sarà un Mondiale in cui regnerà l’incertezza. Sono curioso di vedere se i grandi fuoriclasse riusciranno a fare la differenza anche con le rispettive Nazionali.

  

Franco Peccenini: “Una serata che fa effetto, ripensi anche a chi non c’è più”

 

Cosa le è piaciuto della serata “La storia siamo noi”? Che effetto le fa rivedere i vecchi compagni?

Fa sempre effetto rivederli perché ti riportano indietro nel tempo, agli episodi più belli vissuti insieme. E’ stata una bellissima serata. Pensi però a chi non c’è più come Dino Viola e Agostino Di Bartolomei, persone che sono state determinanti per la storia giallorossa appunto, e che non possono godere di tutto questo.

Come vede la Roma di oggi? Incuriosito dal nuovo acquisto del figlio d’arte Justin Kluivert?

Più che parlare degli acquisti dovremmo stare attenti alle cessioni. Si fanno i nomi di Alisson e Nainggolan e ciò desta non poca preoccupazione. Non metto in dubbio la qualità di ragazzi come Kluivert ma, più che di giocatori da fare, la Roma ha bisogno di giocatori già fatti.

Lei era molto veloce, un pilastro della difesa insieme a Rocca. Chi apprezza oggi come difensore? Che mi dice della Coppa Italia vinta in giallorosso nella stagione 79-80?

Romagnoli è uno dei migliori in Italia. Peccato visto che era della Roma e ce lo siamo fatti sfuggire. Poteva dare lustro alla nostra squadra. Basta con questa smania di vendere. Penso anche a Marquinho per esempio. Fu il primo trofeo, dopo lo scudetto e la Coppa Italia vinte con la Primavera. E’ stata talmente una bella esperienza che conservo una Coppa Italia in miniatura a casa, vicino al letto. E’ la prima cosa che vedo la mattina quando apro gli occhi.

Un ricordo-aneddoto su Liedholm?

Nils ha scritto pagine importanti per la Roma e per me. Ho avuto la fortuna di essere, insieme a Rocca, uno dei suoi pupilli. Ci prese sotto la sua ala istruttrice e protettrice. Oltre che un grande mister era un maestro di vita. Aveva quell’ironia da mezzo napoletano che era unica nel suo genere. Mi ricordo le serate in cui ci mettevamo intorno a lui e lo ascoltavamo come fosse un oracolo.

Che Mondiale vedremo? Per chi tiferà?

E’ un grandissimo dolore non ci sia l’Italia. Non ho dubbi su chi tifare…per la Spagna, la Nazionale che mi diverte di più. Lavorando per la Juventus ho girato il mondo ed ogni volta che mi trovavo in terra iberica era un piacere vedere le partite di qualsiasi categoria, perché giocano per divertirsi. Hanno un’altra concezione del calcio rispetto a noi.

 

I Direttori di Passione del Calcio con Pierino Prati e Ubaldo Righetti

N.B. Ringraziamo Alessandro Conforti, organizzatore della serata e Marcello Cuicchi, presente in foto con Pierino Prati, Loris Boni e l’attore/comico Gabriele Marconi

Fonti foto: genovapost, asrtalenti, lavocegiallorossa, wikipedia

Erika Eramo e Stefano Rizzo

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