Home Interviste in Esclusiva Giovanni Trapattoni: “Allegri è il top player della Juve”

Giovanni Trapattoni: “Allegri è il top player della Juve”

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L’ex C.T. azzurro: “Il più grande rimpianto della mia carriera è il non aver partecipato al Mondiale 2010 con l’Irlanda per via della mano di Henry…”

GiovannI Trapattoni, ex mister tra le altre, del Milan, della Juve, dell’Inter, della Fiorentina, del Bayern Monaco e del Benfica è intervenuto ai microfoni di passionedelcalcio.it

Da tecnico vanta 6 scudetti con la Juve, 1 con l’Inter, tre campionati esteri vinti con il Bayern, il Benfica e il Red Bull Salisburgo, 1 Coppa dei Campioni con la Juventus, 1 Coppa delle Coppe sempre con i bianconeri e 3 Coppe Uefa (2 Juve e 1 Inter).

Da giocatore col Milan ha ottenuto 2 campionati, 2 Coppe dei Campioni e 1 Coppa delle Coppe.

Questi sono solo alcuni dei successi del Trap.

Trapattoni è stato anche selezionatore sia della Nazionale italiana che della Nazionale irlandese.

Stasera rischia di più il Napoli o la Roma?

Il Napoli ha più possibilità di arrivare al secondo posto. Gli azzurri si stanno ritrovando e con Higuain sono un’altra squadra. Nella Roma però c’è un certo Totti che può ancora fare la differenza.

Chi merita il voto più alto nella Juve?

Mister Allegri. Gli faccio tanti complimenti perché sta gestendo il gruppo alla grande e non è semplice motivare i giocatori dopo tanti successi.

Il Milan dovrebbe richiamare Mihajlovic?

Alcuni calciatori sono come i gatti… vanno a lamentarsi… evidentemente c’erano stati dei contrasti caratteriali tra Mihajlovic e qualche giocatore. Non sarebbe peccaminoso se Berlusconi tornasse sui propri passi e richiamasse il tecnico serbo, perché Brocchi sta dimostrando di non essere ancora pronto per certi palcoscenici.

L’Inter o la Fiorentina: chi sta deludendo di più?

Ambedue le compagini erano partite forti, poi lentamente sono calate. Il tecnico nerazzurro Mancini l’ho visto molto deluso, mentre Sousa è indeciso sul proprio futuro, ma deve scegliere in fretta perché la piazza fiorentina è molto passionale e vuole una squadra competitiva.

L’Udinese rischia la retrocessione?

Ci sono delle stagioni in cui va tutto storto. L’ambiente di Udine però è l’ideale per lavorare senza pressioni. Gli uomini di De Canio devono andare a Bergamo e vincere.

I successi a cui è più legato e il maggior rimpianto?

Tutte le vittorie ti lasciano qualcosa dentro. Vincere come tecnico italiano all’estero però ha un sapore particolare. Il più grande rimpianto è quello di non aver partecipato al mondiale 2010 con l’Irlanda per via del tocco di mano decisivo di Henry nello spareggio contro la Francia. C’erano troppi interessi commerciali dietro…

Stefano Rizzo

 

 

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