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Confusione e passi indietro: il Real Madrid tra presente e futuro incerto

Fonte gazzetta.it
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Una stagione da dimenticare per le merengues che nel Clasico hanno subìto la vittoria del campionato dal Barcellona, tra liti e tensioni interne c’è Mourinho sullo sfondo

Tutto era iniziato con un cambio di rotta. Il Real Madrid che saluta Carlo Ancelotti destinato al Brasile accoglie Xabi Alonso, rappresentante della nouvelle vague degli allenatori internazionali. Lo spagnolo, che aveva incantato con il Bayer Leverkusen, stava a significare una svolta per i blancos. Basta gestione dei campioni ma puntare anche sul gioco, sul far divertire attraverso le trame che i calciatori creano. Un passo decisamente importante e al tempo stesso rischioso per chi ha fatto della maestosità dei propri campioni il fiore all’occhiello delle precedenti gestioni. Una squadra che ha visto passare i migliori giocatori del mondo nelle varie zone del campo e i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Infatti i mister transitati da Florentino Perez sono stati tutti grandissimi gestori di risorse umane, vedi Zidane e Ancelotti.

Per la società madrilena un grosso cambio che, però, ci mette poco ad essere mal digerito. Xabi Alonso viene subito risucchiato in un vortice che riguarda il rapporto con i giocatori più rappresentativi. Probabilmente non ne riconoscono lo status e nonostante un buon campionato fino a quel momento le cose non vanno, tanto è vero che a gennaio questo scollamento tra mister e rosa porta all’esonero del tecnico spagnolo. L’arrivo di Arbeloa è stato una toppa arrangiata quando la situazione era ormai compromessa.

Il Real Madrid si è ritrovato a dover gestire dissidi interni che probabilmente erano stati scongiurati gli anni passati da gestori più esperti. Fatto sta che la classifica è precipitata a favore dei rivali del Barcellona, le altre competizioni sono finite anzitempo. Intanto i campioni giocano ognuno per sé. Scoppiano i casi Mbappè, che fuori dal campo non manca mai di mostrarsi fuori dal progetto, e soprattutto la lite tra Valverde e Tchouameni spiattellata dai media senza colpo ferire. A chiusura del tutto la sconfitta nel Clasico che ha consegnato la Liga al Barça, come dire al peggio non c’è mai fine.

E adesso? Forse una delle stagioni più negative a livello di gestione per il Real Madrid, qualcosa di inusuale da quelle parti. La notizia di questi giorni è il forte interessamento per il prossimo anno a un ritorno di Josè Mourinho. Sì, avete capito bene. Un allenatore che ormai ha cominciato da tempo il suo declino, che ha iniziato a scegliere squadre di caratura inferiore rispetto a quello che succedeva qualche anno fa. Una mossa strana che invece di guardare al futuro si gira ad ammirare il passato con una certa nostalgia. Il portoghese è stato un grande gestore, questo è evidente, ma in un calcio diverso. La possibilità che si tratti di un autogol per Florentino Perez è elevata, insieme a una dirigenza che sembra sempre più in confusione.

Si era scelto all’inizio un calcio propositivo, ora si fa dietrofront. I tifosi attendono le mosse del club, per ora di “blanco” c’è solo il loro volto.

Glauco Dusso

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