I bosniaci arrivano ad una delle partite più importanti degli ultimi anni da sfavoriti, ma con il morale ed il calore di casa dalla loro parte, l’Italia dovrà fare molta attenzione a non sottovalutare il proprio avversario
Sembra paradossale dirlo dopo già due mondiali saltati, ma sottovalutare la Bosnia, solo perché complessivamente inferiore al Galles e soprattutto all’Italia, sarebbe un errore madornale. I precedenti contro Svezia e Macedonia del Nord, che partivano entrambe sfavorite contro gli Azzurri, sono lì a fungere da monito su cosa va fatto (e non va fatto) domani sera a Zenica. Questa volta inoltre, la nostra nazionale non avrà nemmeno il fattore campo dalla sua. La qualificazione ai campionati del mondo che manca da 12 anni andrà conquistata in trasferta. Andiamo però a conoscere nel dettaglio la nazionale bosniaca.
Rispetto al Galles, la Bosnia è sicuramente una nazionale più tecnica, ma meno fisica, meno compatta, con un ritmo di gioco molto più basso. Questo per l’Italia potrebbe rappresentare un piccolo vantaggio, dato che gli Azzurri hanno più volte dimostrato di soffrire le partite ad alta intensità, con le formazioni che tendono a chiudersi. Contro i gallesi, il CT Barbarez ha optato per un classico 4-4-2 con due linee di pressione molto strette tra loro, ma se si guarda agli incontri degli ultimi mesi si può notare quanto questo sistema di gioco sia interpretato in maniera fluida, con il passaggio al 3-5-2 a seconda dell’avversario e dei momenti della partita. In quest’ultimo caso, i bosniaci adotterebbero un modulo speculare a quello dell’Italia, rendendo fondamentale prevalere nei duelli individuali nelle varie zone del campo.
A livello individuale, il pericolo maggiore resta ovviamente Edin Dzeko. 40 anni appena compiuti, una carriera sul viale del tramonto, ma la classe infinita e il carisma di uno dei migliori attaccanti passati in Serie A nell’ultimo decennio non si compra e non sparisce mai. Quando si alza la posta in gioco Edin si carica la squadra sulle spalle. Lo sa bene il Galles, a cui si è strozzato in gola l’urlo della vittoria a causa dell’incornata al minuto 87 proprio dell’ex centravanti di Roma e Inter. Il bomber bosniaco è ancora oggi leader tecnico e carismatico della sua nazionale, terminale offensivo ed allo stesso tempo creatore di gioco. Un giocatore completo, da temere sia dentro che fuori l’area di rigore. Annullare o comunque limitare il suo impatto sulla partita aumenterebbe di molto le probabilità per l’Italia di portare a casa il match.
Non c’è solo Dzeko però da tenere d’occhio. In difesa, Muharemovic guida il reparto insieme a Kolasinac. Entrambi militano in Serie A e dunque conoscono bene molti degli italiani che sfideranno domani sera. A presidiare il centrocampo c’è l’ex romanista Tahirovic, coadiuvato da Sunjic. Nel reparto offensivo l’altro attaccante è Demirovic. Il bomber dello Stoccarda non sta attraversando un gran momento di forma (ha sbagliato anche il rigore col Galles) ma se è in giornata ha qualità sufficiente per impensierire la retroguardia azzurra.
Infine, una menzione per Kerim Alajbegovic. Milita nel Salisburgo, ha 18 anni ed è considerato sia in Austria che in Bosnia uno dei talenti più cristallini della sua generazione. Con il Galles è entrato a metà ripresa ed ha cambiato il corso del match, fornendo l’assist per il pareggio di Dzeko e (soprattutto) segnando il rigore decisivo per il passaggio del turno. Tanta personalità dunque, oltre che tanta qualità, nonostante la giovane età. Barbarez è ancora indeciso se schierarlo dall’inizio oppure no, ma l’Italia dovrà prestargli lo stesso molta attenzione. Gli Azzurri, in ogni caso, restano i favoriti ed hanno il dovere morale di espugnare Zenica per evitare di saltare il terzo mondiale di fila. La Bosnia è avversario insidioso, soprattutto in casa, ma una sconfitta domani sera sarebbe un altro eclatante fallimento iridato.
Luca Missori
(Fonte immagine: Goal.com)








