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Serie A urge restyling: Pisa e Verona quasi ai saluti a inizio marzo

Fonte fantacalcio.it
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Le due formazioni hanno praticamente tirato i remi in barca in vista della retrocessione, ci si interroga se non sia ora di rivedere il numero delle partecipanti al campionato

Fine febbraio o inizio marzo fa poca differenza. La serie A ha già praticamente salutato due squadre che sembrano ormai destinate alla retrocessione in B. Pisa e Verona, infatti, hanno quasi consegnato le armi in un andamento che vede inanellarsi sconfitta su sconfitta. Il percorso di nerazzurri e gialloblu è molto simile. Entrambe le compagini hanno mandato via un allenatore che non stava sfigurando a livello di gioco sostituendolo con scelte poco comprensibili facendo apparire l’ambiente ormai compromesso.

A Pisa Gilardino aveva mostrato un buon calcio ma soprattutto un discreto carattere. Il materiale a disposizione non era all’altezza ma le prestazioni non mancavano. Incomprensibile la separazione da lui e la scelta di Hiljemark, un esperimento che in corsa si sta rivelando un clamoroso azzardo. Il Verona dal canto suo ha deciso di allontanare un mister, Paolo Zanetti, che comunque non stava sfigurando, perlomeno a livello di prestazioni, anche qui la rosa a disposizione è quella che è, se poi si viene privati anche del giocatore migliore, Giovane, a gennaio la salita non può che diventare più ripida. Qui la società decide di rimanere a metà strada. Paolo Sammarco, allenatore della primavera, all’inizio sembrava una scelta momentanea salvo poi diventare definitiva. L’andamento, però, non è migliorato.

Fonte derbyderbyderby.it

Pisa e Verona, dunque, stazionano a braccetto sul fondo della classifica con 15 punti. Sono 9 le lunghezze dal gruppo a 24 e con 11 giornate a disposizione pensare anche solo di avvicinarle diventa arduo. D’altronde se tra tutte e due hanno messo insieme solo 3 vittorie (Pisa 1, Verona 2), ovvero i punti di distacco da recuperare, non si può essere ottimisti.

Da tutto questo cosa possiamo evincere? Semplice. Il campionato di quest’anno è il perfetto specchio di quello che si dice da tempo. La serie A dovrebbe tornare a 18 squadre. Sia per la spettacolarità sia per non gravare sui club con troppi impegni. Se con un immaginario paio di forbici tagliassimo dalla classifica Pisa e Verona ci troveremmo con una lotta salvezza che potrebbe risucchiare diverse squadre in caso di inciampi. Invece ora la coda è praticamente gelata, con due posti in B quasi praticamente assegnati e uno vagante.

Una rivoluzione che anche le altre squadre potrebbero accogliere in maniera favorevole. Dall’altro lato della classifica, per esempio, magari non vedremo le big del nostro calcio dover rinunciare a giocarsi le proprie carte nelle competizioni europee, probabilmente con meno infortuni e un calendario più ad ampio respiro. Nei top campionati europei già Germania e Francia hanno adottato la linea a 18 squadre.

I vertici del nostro calcio dovrebbero ponderare bene le prossime scelte. Serve un cambiamento drastico se non vogliamo trovarci a commentare nei prossimi anni l’ulteriore declino del nostro pallone.

Glauco Dusso

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