In diverse squadre, anche di alta classifica, sono sempre di più i giovani talenti italiani che si stanno imponendo facendo la differenza, un’ottima notizia per Gattuso ed il futuro della nostra nazionale
Spesso si sostiene, non a torto, che il campionato italiano dia poco spazio e tempo ai giovani, mentre all’estero si gettano nella mischia i ragazzi provenienti dai settori giovanili senza guardare alla carta d’identità. In Italia infatti si preferisce puntare su calciatori già affermati ma spesso nella fase discendente della loro carriera. Un po’ per necessità, a causa degli infortuni e dei tanti impegni ravvicinati, un po’ per convinzione, questa tendenza si sta però invertendo anche in Serie A. Mai come in questa stagione infatti, ci sono diversi giovani calciatori italiani che stanno emergendo, ritagliandosi un ruolo da protagonista anche in squadre blasonate.
Ad aprire la strada è stato senza dubbio Francesco Pio Esposito. Classe 2005, l’attaccante campano è approdato all’Inter in estate come quarta punta del reparto offensivo nerazzurro. In poco tempo però, e nonostante le tante aspettative su di lui, si è ritagliato il suo spazio divenendo molto di più di un semplice rincalzo. Già a segno in tutte e tre le competizioni, Esposito si è fatto apprezzare non solo in zona gol, ma anche per il lavoro sporco che fa per il resto della squadra. L’intesa, soprattutto con Lautaro Martinez, è ottima e la sua personalità gli ha permesso di scalare anche le gerarchie della nazionale italiana. Un’ottima notizia in vista dei delicati play-off mondiali di fine marzo.

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Un altro giovane che sta facendo molto bene in questa stagione è Marco Palestra, anche lui classe 2005. Il terzino del Cagliari è il prodotto di uno dei migliori vivai d’Italia, quello dell’Atalanta, con cui ha anche fatto l’esordio tra i professionisti nel 2023. Poi, lo scorso agosto, il passaggio in prestito al Cagliari. Con i rossoblù viene schierato da subito titolare e Pisacane da quel momento in poi non tornerà più sui suoi passi. D’altronde, il rendimento di Palestra parla da sé: già quattro assist ed un gol (contro la Fiorentina lo scorso 24 gennaio, il primo in Serie A) in questa prima parte di campionato. Un atletismo dirompente sulla fascia destra, unito ad un’ottima tecnica di base e ad una discreta intelligenza tattica. A breve, lo vedremo anche in nazionale.

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L’ultimo arrivato nella “Giovane Italia” è Antonio Vergara. Più per necessità che per una precisa scelta tattica, Antonio Conte lo sta mandando in campo nelle ultime settimane ed il ragazzo di Frattaminore (Napoli) si è fatto trovare prontissimo: gol, bellissimo anche se inutile, al Chelsea; altro gol, questa volta decisivo, alla Fiorentina. Vergara ha mostrato sin da subito un’ottima tecnica, una capacità notevole nel dribbling, skill sempre più rara da trovare in Serie A, ed una grande personalità. L’attaccante del Napoli infatti, dopo otto anni nel settore giovanile partenopeo, è ormai presenza fissa in prima squadra ed a 23 anni sembra non avere alcuna paura delle pressioni derivanti dall’indossare la maglia dei Campioni d’Italia.

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Oltre a questi tre ragazzi, ce ne sono altri che meritano una menzione. In primis, Davide Bartesaghi, classe 2005, che in silenzio ha convinto Allegri a schierare lui e non un esterno di esperienza come Estupinan sulla fascia sinistra del Milan. In secundis, Lorenzo Bernasconi, che con l’arrivo di Palladino all’Atalanta si sta via via ritagliando un ruolo sempre più da protagonista nella Dea. Infine, da sottolineare la crescita di Niccolò Pisilli e Daniele Ghilardi, che sotto la sapiente guida di Gasperini stanno maturando in fretta, imponendosi come qualcosa di più di semplici rincalzi per i titolari della Roma. Dopo anni a discutere di miglioramenti dei settori giovanili italiani, forse qualcosa sta iniziando a muoversi.
Luca Missori
(Fonte immagine: LaStampa.it)








