Il clamoroso epilogo della Coppa d’Africa con il penalty fallito dal giocatore del Real Madrid ha portato alla mente altri errori indimenticabili dal 2000 a oggi
“Nino non aver paura, di sbagliare un calcio di rigore, non è mica da questi particolari che si giudica un giocatore…” Francesco De Gregori recitava così in una sua famosissima canzone. Non possiamo dargli torto anche perché come si suol dire i rigori li sbaglia solo chi ha il coraggio di tirarli. Certo poi la sfortuna non bisogna andarsela a cercare e ogni riferimento alla recente finale di Coppa d’Africa non è casuale. Brahim Diaz è solo l’ultimo dei calciatori che ha sbagliato un tiro dal dischetto pesante come un macigno, però c’è modo e modo di calciare un pallone così importante. Proviamo a pescare cinque rigori sbagliati (ce ne sono sicuramente di più) che sono passati alla storia dal 2000 a oggi.
21 Maggio 2008, Manchester United-Chelsea: John Terry. A Mosca si gioca la finale di Champions League. Le due squadre inglesi chiudono i 120 minuti sul risultato di 1-1, per effetto dei gol di Cristiano Ronaldo e Lampard. Si va ai calci di rigore. Al terzo tiro lo stesso Cristiano Ronaldo fallisce il suo penalty, ma solo il fato deciderà che non sarà quello l’episodio da ricordare. Decimo rigore, John Terry può consegnare la prima Champions League al Chelsea sotto una pioggia battente. Lo storico capitano dei blues, però, scivola col piede d’appoggio e con il destro manda il pallone a lato. I red devils ringraziano visto che alzeranno il trofeo dopo due turni d’oltranza. Poco importa che sia stato Anelka a sbagliare il tiro decisivo, l’errore che finirà negli annali sarà proprio quello dello sfortunato John Terry.
2 Luglio 2010, Uruguay-Ghana: Asamoah Gyan. Sudafrica, mondiale 2010. Nei quarti di finale si consuma uno dei rigori più drammatici, anche qui 120 minuti di battaglia, ma bisogna tornare un minuto indietro per raccontare l’incredibile. Al 119′, sul risultato di 1-1 firmato da Muntari e Forlan, una doppia respinta sulla linea di Suarez salva la porta uruguagia. Il problema è che la seconda avviene con la mano. Il risultato è evidente: rigore per il Ghana e rosso per l’attaccante. La formazione africana è a un passo dalla semifinale, risultato mai raggiunto da una nazionale di quel continente. Asamoah Gyan si prende la responsabilità dell’appuntamento con la storia. Il suo tiro, però, troppo potente s’impenna, incoccia la traversa ed esce. Sgomento e tristezza per un popolo intero, delirio per Suarez che stava prendendo la via degli spogliatoi. Si va ai rigori e come il peggiore degli incubi per i ghanesi, la vittoria andrà all’Uruguay.
19 Maggio 2012, Bayern Monaco-Chelsea: Arjen Robben. All’Allianz Arena di Monaco di Baviera il Bayern si ritrova a giocare in casa la finalissima di Champions League. Il Chelsea di Di Matteo è ancora alla ricerca della prima affermazione. Succede tutto negli ultimi dieci minuti. Vantaggio di Muller e pareggio di Drogba. Supplementari che vengono animati soprattutto dai bavaresi e dall’arbitro che concede il rigore della possibile vittoria ai tedeschi. Sul dischetto si presenta Arjen Robben, pronto a far esplodere la “sua” città. L’olandese, però, non aveva fatto i conti con Petr Cech che lo ipnotizza respingendo il tiro. Niente da fare. Se si volta le spalle al destino lui lo farà con te. La lotteria dei rigori è amarissima per il Bayern Monaco, ad esultare sarà il Chelsea che alza al cielo di Monaco di Baviera la sua prima Champions League.
28 Agosto 2012, Udinese-Sporting Braga: Maicosuel. Preliminari di Champions League, l’Udinese ha l’opportunità di iscriversi nuovamente alla maggiore competizione europea. Dopo l’1-1 dell’andata a Braga, lo Sporting arriva a Udine e il risultato sarà lo stesso (reti di Armero e Ruben Micael), anche dopo i supplementari. Si va ai calci di rigore e dopo le reti di Domizzi e Pinzi, si presenta sul dischetto Maicosuel, detto O’Mago. Il brasiliano, probabilmente per tener fede al suo soprannome, tenta la magia. Ne esce fuori un cucchiaio che Beto, estremo del Braga, legge benissimo bloccandolo senza problemi. Un gesto sciagurato che segnerà per sempre la sua carriera. Non sbaglierà più nessuno, in Champions League ci va il Braga.
2 Luglio 2016, Germania-Italia: Graziano Pellè. L’episodio che fa più male ai tifosi italiani probabilmente è proprio questo. Europeo del 2016, in Francia l’Italia di Conte si rende protagonista di un cammino eccellente, nonostante non fosse tra le favorite. Ai quarti di finale ecco la sfida con la Germania. Gli azzurri fanno una gara come al solito gagliarda pareggiando con un rigore di Bonucci il vantaggio di Ozil. Il risultato non cambia più e si va ai rigori. Alla fine se ne tireranno 9 a testa e di errori ce ne sono tanti. Rimarrà, però, negli occhi di tutti quello di Graziano Pellè. L’attaccante prova a sfidare Neuer, come si può notare dal labiale e dallo sciagurato gesto con la mano come a preannunciare un cucchiaio. L’azzurro, invece, colpisce malissimo la sfera mandandola debolmente a lato. Figuraccia che risulterà decisiva perché al nono rigore saranno i tedeschi ad esultare. All’Italia rimarranno i complimenti e un epilogo amarissimo che probabilmente poteva andare in altra maniera.
Glauco Dusso








