La squadra di Arteta ha finora mostrato una fase difensiva impeccabile, anche migliore rispetto alla scorsa stagione e con un Gyokeres in più può giocarsela con tutti
Negli ultimi anni, anzi probabilmente dalla fine dell’era Wenger, l’Arsenal è stata presa come esempio massimo di squadra incompiuta, eterna seconda sempre condannata a vedere gli altri vincere. Una big decaduta, che tutt’al più nell’ultimo ventennio si è dovuta accontentare di qualche coppa nazionale, mentre i top team rivali conquistavano campionati e trofei europei. Con Arteta, i Gunners speravano di dare vita ad un nuovo ciclo vincente, per tornare ai blasoni di un tempo.
In questi anni, di successi importanti ancora non ne sono arrivati, ma non è tutto da buttare. Anzi, il tecnico basco è riuscito a rendere l’Arsenal nuovamente competitiva, sia in Premier League che in Europa, ed appetibile per i giocatori più ambiti sul mercato. La cosiddetta mano dell’allenatore è evidente, l’identità di gioco dei Gunners è chiara ed anche se la fama di eterna seconda persiste il lavoro di Arteta è stato di altissimo livello e lo si può notare soprattutto nella prima fase di questa stagione.
Il suo Arsenal infatti negli anni ha edificato una fase difensiva solidissima, grazie all’esplosione di Raya tra i pali, l’intesa tecnica e tattica tra due grandi difensori centrali come Gabriel e Saliba ed alcuni innesti di qualità sulle fasce come Timber e Calafiori. I numeri dei Gunners in questa prima fase di stagione sono impressionanti: in 16 partite tra tutte le competizioni solo 3 reti subite e ben 13 match chiusi a porta inviolata. I ragazzi di Arteta non prendono gol da fine settembre contro il Newcastle e a prescindere dal fattore campo concedono pochissimo. Questo equilibrio tattico è dato anche dal prezioso lavoro che i due mediani Rice e Zubimendi fanno per proteggere la linea difensiva, fungendo da collante con i tre trequartisti e la punta centrale.
Proprio quest’ultima fu il punto dolente della seconda parte della scorsa stagione, con Gabriel Jesus infortunato che fu sostituito a turno da giocatori sì di grande qualità ma adattati. Nei momenti decisivi dunque è venuto a mancare un vero bomber. Per il momento, anche quel problema sembra risolto. Viktor Gyokeres, arrivato in estate dallo Sporting Lisbona per 75 milioni di euro, ha già toccato quota 6 gol in 14 presenze tra tutte le competizioni ed oltre alle reti ha dimostrato sin da subito di essersi calato perfettamente nel sistema di gioco di Arteta.
Senza esagerare, si può dire che per il momento l’Arsenal è una squadra senza difetti, ma la stagione è ancora lunghissima ed oltre alle variabili legate agli infortuni non bisogna sottovalutare il peso che le aspettative di vittoria possono avere su un club poco abituato a vincere. Quest’anno i Gunners non possono più nascondersi, non vincere renderebbe vano il grande lavoro fatto da Arteta, dai giocatori e dalla società, confermando la fama di eterna incompiuta della società londinese.
Luca Missori
(Fonte immagine: Edition.cnn.com)








