Dopo la sconfitta all’esordio contro la Cremonese i rossoneri hanno collezionato tre vittorie consecutive senza subire gol, dimostrando di avere già un’identità di squadra ben definita
“L’impresa eccezionale, dammi retta, è essere normale” cantava Lucio Dalla tanti anni fa. Una frase tanto profonda quanto veritiera che si può applicare a diversi ambiti della vita. Sì perché a volte, dalle situazioni complicate, si riesce ad uscire non facendo altro che tutta una serie di cose semplici, una dopo l’altra, senza strafare. Gli ultimi anni, a livello sportivo, sono stati molto difficili per il Milan. Dopo lo Scudetto vinto nel 2022, sono arrivate una serie di batoste, soprattutto contro i rivali dell’Inter, che hanno fatto perdere posizioni ai rossoneri nelle gerarchie del calcio italiano.
La mancanza di progettualità a livello societario si è riflessa anche sui risultati in campo, con il Milan che soprattutto nella scorsa stagione è sembrato un’accozzaglia di singoli e non una vera e propria squadra. Quest’estate però, la dirigenza rossonera ha lasciato da parte gli algoritmi e gli esperimenti ed ha deciso di puntare sull’usato sicuro: Max Allegri. Il tecnico toscano, già vincitore di uno scudetto col Milan nel 2011, è stato richiamato con lo scopo dichiarato di rimettere insieme i cocci dell’annata passata, di risollevare un gruppo completamente disunito, reduce dalla cocente delusione della finale di Coppa Italia persa col Bologna e della mancata qualificazione alle coppe europee.
Per voltare pagina, Allegri è ripartito dalle basi: 3-5-2, difesa a tre solida, baricentro basso e compattezza tra i reparti. Un centrocampo ben assortito che unisce la qualità senza tempo di Modric, la quantità di Fofana e la gamba e la capacità di inserimento di Adrien Rabiot, un pretoriano di Max già dai tempi della Juventus. Sulle fasce, la corsa di Estupinan e l’intelligenza tattica di Saelemaekers, che l’allenatore di Livorno ha insistito per trattenere. Primo non prenderle in sintesi, poi qualcosa in attacco accade, anche se Leao è ancora infortunato e Gimenez è spuntato. Ci pensa Pulisic (una garanzia) o qualche centrocampista.
L’inizio è stato negativo, con la sconfitta a sorpresa in casa alla prima giornata contro la Cremonese. Dopo però sono arrivate tre vittorie consecutive con sei gol fatti, zero subiti, e sprazzi di ottimo calcio soprattutto negli ultimi due match contro Bologna e Udinese. Il Milan è ben lontano dall’aver risolto tutti i suoi problemi, ma sembra già aver acquisito in poco tempo un’identità ed una parvenza di unità di squadra. Dietro il condottiero Allegri, c’è un gruppo disposto a seguirlo in tutto e per tutto. Dove possono arrivare i rossoneri, che hanno il grande vantaggio di non giocare le coppe europee, ancora non è dato saperlo. Già il test di domenica prossima contro il Napoli campione d’Italia ci dirà qualcosa in più.
Luca Missori
(Fonte immagine: Goal.com)








