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La Juventus è tornata grande

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Dopo alcuni anni in sordina, la squadra bianconera sembra aver imboccato la strada giusta per riprendersi quel ruolo da protagonista che storicamente le appartiene

La Juventus sembra rinata, come la fenice, dalle sue ceneri, quelle che l’hanno vista, ormai da un quinquennio, concludere le stagioni in posizioni di rincalzo e non al primo posto come le compete e come è nel suo DNA. Naturalmente ci riferiamo alla vittoria del campionato di Serie A che manca in bacheca da alcuni anni, mentre sono arrivate vittorie in Coppa Italia (2020/21 e 23/24) e in Supercoppa italiana (2020). L’avvento di Igor Tudor sulla panchina bianconera, avvenuto nel marzo scorso a seguito dell’esonero di Thiago Motta, non sembrava avesse dato poi quel grande scossone che si sperava. Il tecnico croato era comunque riuscito a qualificarsi per la Champions League, racimolando diciotto punti in nove partite e risalendo dal quinto al quarto posto utile per prendere parte alla massima competizione europea, ma la situazione non impressionava gli addetti ai lavori. La qualificazione in Champions però gli è valsa la conferma sulla panchina juventina.

L’inizio dell’attuale stagione vede una squadra con un marchio molto diverso dal passato e sicuramente l’impronta di Tudor è ora ben più evidente, una squadra che lascia spazio al gioco avversario più che nel passato, ma che produce anche di più in zona offensiva, con verticalizzazioni veloci e inserimenti efficaci, come certificano i due goal realizzati dal centrale difensivo Lloyd Kelly, nelle ultime due partite, tra campionato e Champions. Il ritrovato Dusan Vlahovic è anche una testimonianza diretta del clima che aleggia nello spogliatoio. Dusan è un ragazzo sensibile che ha bisogno di considerazione, di sentirsi al centro di un progetto ed è così che arriva a dare veramente il meglio di sè. A volte impegnarsi per dare il massimo non basta se non c’è la giusta impronta mentale a spingere l’atleta a fare quel salto di qualità, spesso inconscio quanto determinante. Altra perla che brilla nella rosa juventina è quel Kenan Yıldız che, con i suoi goal, fa ricordare un altro grande del passato, quell’Alex Del Piero che ha incantato i campi di tutta Europa ed ora, il turco/tedesco sta, sempre più, mostrando le sue grandi qualità ed il suo apporto fatto di tocchi di classe e genialità può dare spinta e convinzione a tutta la squadra per cercare grandi risultati. Kenan è davvero quel numero 10 che alla Juventus aspettavano da tempo!

La Juventus avanza a suon di poker di goal, in campionato e in Champions. Nel primo caso le sono valsi una vittoria per 4-3 contro una rivale storica come l’Inter, nel secondo un pareggio, 4-4, acciuffato in extremis contro il Borussia Dortmund nella prima partita del torneo europeo. Sicuramente una squadra che non molla mai e che ha le qualità giuste per arrivare sino alla fine e contendere a chiunque il titolo di campione d’Italia 2025/26. Vogliamo riportare un dato storico e curioso, in relazione al risultato di parità 4-4 ottenuto dalla Juventus del tecnico Igor Tudor nel match casalingo di Champions contro il Borussia Dortmund allenato da Niko Kovač: ebbene i due allenatori si erano trovati di fronte da calciatori in una gara della fase a gironi di Champions League, l’edizione era quella del 2000/01 e anche allora era la partita d’esordio. La gara in questione era Amburgo-Juventus terminata con il punteggio di 4-4 e anche in quell’occasione i bianconeri acciuffarono il pareggio in extremis, al 88′ con Inzaghi su rigore e il dato curioso è che entrambi andarono a segno, Tudor al 6′ e Kovač al 82′.

Luigi A. Cerbara

Fonti foto: m.tuttosport.com; sport.virgilio.it; juventus.com

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