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Europa League: l’Aston Villa si affida ad Emery, la Roma cerca la rivincita, occhio al Bologna e al Real Betis

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Il prossimo 24 settembre ripartirà anche l’ex Coppa Uefa con il formato dello scorso anno, i Villans grazie al loro allenatore sono la squadra da battere, ma attenzione alle italiane e alle spagnole

Con la sosta per le nazionali che volge al termine, tornano non solo i campionati ma iniziano anche le coppe europee. Come per la Champions, anche per l’Europa League è in vigore dalla scorsa stagione il nuovo formato a 36 squadre, con una prima fase a campionato in cui ogni squadra ne affronta altre otto e poi una seconda fase ad eliminazione diretta identica a quelle del passato. Non sono previste retrocessioni né dall’alto, ossia dalla Champions, né verso il basso, in Conference League. Vediamo dunque una griglia delle possibili formazioni favorite per la vittoria finale. 

In pole position c’è sicuramente l’Aston Villa. Nella scorsa stagione gli inglesi hanno raggiunto i quarti di finale di Champions League, impensierendo e non poco i futuri campioni del Paris Saint-Germain. In patria sono andati quasi fino in fondo in Fa Cup ed hanno disputato anche un ottimo campionato. A livello di rosa (e non solo) sono senza dubbio la squadra da battere, anche perché a guidarli dalla panchina c’è Unai Emery, il re dell’Europa League: quattro successi totali per lui di cui tre col Siviglia e uno col Villarréal. Nessuno come il tecnico basco fino ad oggi nella ex Coppa Uefa

Dietro gli inglesi, si può tranquillamente mettere la Roma. I giallorossi negli ultimi anni hanno dimostrato in più occasioni di avere tutte le carte in regola per arrivare fino in fondo alla competizione. Due semifinali (nel 2021 e nel 2024) ed una finale persa per un soffio ai rigori col Siviglia nel 2023. La delusione per il club capitolino è ancora cocente, ma può trasformarsi in una spinta motivazionale in più per tentare di mettere le mani su un trofeo mai conquistato in quasi 100 anni di storia, anche perché ora, col nuovo formato, il livello dell’Europa League si è abbassato. In più c’è il fattore Gasperini, che sa già come si vince questa coppa. Memorabile infatti il suo trionfo con l’Atalanta nel 2024. La speranza per la Roma è che la magia di Gasp si ripeta. 

In seconda fila, ad occupare la terza e la quarta posizione, ci sono due formazioni molto insidiose come il Nottingham Forest ed il Real Betis. Gli inglesi, che nel proprio palmares possono vantare ben due Champions League, hanno scombussolato le gerarchie della Premier League nella scorsa stagione e possono contare su un’ottima fase difensiva, oltre che su una discreta creatività in attacco. Questi fattori possono senza dubbio fare la differenza nei momenti cruciali delle sfide ad eliminazione diretta. Discorso simile va fatto per il Betis, che a dispetto della nazionalità è una formazione molto poco “spagnola”, abile a difendersi e a giocare in verticale sfruttando la velocità e la qualità dei suoi giocatori offensivi. Dopo aver raggiunto la finale di Conference League, in cui per un tempo ha domato un avversario molto più forte sulla carta come il Chelsea, la formazione di Manuel Pellegrini può dire la sua anche in Europa League

Il Bologna? I felsinei sono stati eliminati nella prima fase della scorsa Champions League, ma a maggio hanno vinto la Coppa Italia, guadagnandosi di diritto un posto in Europa League, ed in estate hanno rinforzato la loro rosa acquistando tra gli altri giocatori di grande esperienza come Ciro Immobile Federico Bernardeschi. I rossoblù, se non possono essere considerati dei veri e propri favoriti per la vittoria finale, sono sicuramente una temibile outsider. Vincenzo Italiano ha già all’attivo due finali europee (in Conference League, purtroppo entrambe perse) ed ora proverà a ripetersi anche nell’ex Coppa Uefa. Rimanendo in tema outsider, occhio alle squadre francesi (LilleLione Nizza), ma anche al Porto, non più ai livelli di qualche anno fa, ma sempre un avversario ostico nelle sfide ad eliminazione diretta. È (quasi) tutto pronto per l’inizio della nuova stagione europea e allora parola al campo. 

Luca Missori

(Fonte immagine: Uefa.com)

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