La serie A 2024/2025 racconta una differenza tra squadre fresche ed energiche contrapposte a quelle mature e rifinite dall’esperienza pluriennale del gioco sempre più seguito e apprezzato a livello nazionale
Basta analizzare i dati per avere delle risposte nette. È interessante notare come il podio dell’età media per partita venga dominata da Parma Calcio (23,8 anni), Juventus FC (24,3 anni), Hellas Verona e Empoli FC (25,1 anni), mentre a chiudere la classifica ci siano SS Lazio (27,2), SSC Napoli (28,2) e Inter (29,1 anni).
Una classifica che viene quasi ribaltata se si vedono i risultati di fine campionato, dove a dominare ci sono state la squadra partenopea e la neroazzurra.
L’età media di una rosa racconta l’idea di calcio di un allenatore, di un direttore sportivo, la strategia di un equilibrio tra corsa e cervello. Parma e Juventus hanno puntato tutto sulla freschezza di chi, al di sotto dei 25 anni, ha la grinta giusta per affrontare ogni partita, ma qualche blackout di troppo nei finali di gara. Al contrario, Napoli e Inter hanno scommesso sugli over 28, mettendo sul campo la leadership assoluta dei campioni, l’esperienza al servizio del risultato, capaci di reggere, nonostante lo sforzo di muscoli e articolazioni, il peso della coppa (il caso dell’Inter) e di un campionato sfibrante.
L’età giusta non esiste per i veri campioni, sempre pronti a dimostrare la loro abilità e la loro lucidità nell’ampio rettangolo verdeggiante. Nel calcio vince chi riesce a dosare perizia e fiato dal lancio incipitario, alla fatica intermedia, alla volata finale.
Fonte foto: mediaset.it
Gaia Melena








