Venerdì sera si saprà chi sarà la squadra campione d’Italia nel frattempo però la tensione è alle stelle per via delle troppe diatribe sterili
Nel calcio, così come nella vita, è fondamentale saper vivere il presente con più serenità possibile. Tutto questo non sta avvenendo per ciò che riguarda la volata finale verso lo scudetto. Malumori, proteste, recriminazioni stanno prendendo il sopravvento. Lo stesso Gianluca Rocchi, designatore arbitrale, ha dichiarato che c’è molta tensione per questo finale di campionato perchè le partite sono tiratissime ma gli arbitri restano lucidissimi. Tra l’altro entrambi gli allenatori in corsa per il tricolore, sia Antonio Conte che Simone Inzaghi, sono stati espulsi nel turno precedente e salteranno di conseguenza l’ultima giornata di campionato.
Prima dell’avvento del VAR c’era una certa sudditanza psicologica degli arbitri nei confronti delle squadre più blasonate, in quanto innanzitutto le decisioni arbitrali erano prese all’istante ed erano definitive per cui anche a livello inconscio era più semplice andare a favore di alcuni club piuttosto che contro. E’ umano anche questo aspetto oltre al fatto che l’arbitro può sbagliare a prescindere da tutto. Ora però oggettivamente la situazione è migliorata su tantissimi aspetti grazie alla tecnologia: sul fuorigioco, sulla palla dentro o fuori la porta, su situazioni eclatanti etc. In alcuni episodi però la decisione finale è soggettiva e pertanto può essere sempre contestata. Aggiungiamo pure che delle volte anche di fronte all’evidenza si crea la polemica come nel caso del rigore che ha consentito alla Lazio di pareggiare per 2-2 sull’Inter nei minuti finali grazie all’intervento del VAR. Nello specifico caso in questione il fallo è netto sia per il braccio sinistro largo di Bisseck e sia perché il difensore nerazzurro lo porta verso il pallone. Poi nello stesso momento più o meno a Parma viene assegnato un rigore al Napoli per un fallo di Lovik su Neres, ma grazie all’ausilio del VAR viene annullato per un precedente fallo a inizio azione di Simeone su Circati. Perciò le decisioni finali sarebbero a vantaggio di chi? Della Lazio e del Parma? Ma per favore! Addirittura ora l’appassionato può ascoltare le conversazioni in sala VAR. Non c’è nessuna squadra che ha beneficiato in maniera massiccia di decisioni arbitrali a proprio favore, l’errore arbitrale fa parte del gioco ed è perfettamente inutile fare polemiche. Non serve a nulla, così come non ha nessun valore ragionare sui se e sui ma ovvero se Tizio non avesse colto la traversa… o se Caio non si fosse infortunato… ma Sempronio comunque poteva non essere squalificato… etc.
Tutto materiale che va ad inquinare la bellezza di questo sport! Godiamoci invece le belle giocate in campo, l’altalena di emozioni che ci sta regalando questo campionato così combattuto sia in vetta ma anche nelle zone Europa e salvezza.
L’Inter sulla carta è la squadra più forte del campionato ma l’anno scorso si era laureata campione d’Italia con 94 punti, ora ad una giornata dal termine è seconda e sta a quota 78. Se non dovesse vincere il tricolore vorrà dire che non è stata all’altezza di ripetersi, l’altra contendente al titolo il Napoli invece sta andando oltre ogni pronostico. Il traguardo per i partenopei è ad un passo ma la squadra nel complesso ha diversi limiti: la partenza di Kvara a gennaio, i diversi infortuni, una pressione psicologica enorme da parte di una piazza che è poco abituata ai successi.
Bisognerebbe perciò ammirare di più lo spettacolo in campo e constatare ciò che avviene per godersi al meglio lo sport più bello del mondo!
Fonte foto: CalcioNapoli24.it
Stefano Rizzo








