Diverse le sorprese in negativo nei tornei più importanti, alcune annunciate altre inaspettate dopo grandi investimenti
La stagione calcistica volge al termine. Poco più di un mese e si avranno tutti i verdetti nelle varie latitudini d’Europa. Chi lotta per il titolo, chi per una qualificazione in Europa o addirittura chi aspetta di sollevare uno o più trofei. C’è anche chi ha già festeggiato come il PSG in Francia, un campionato che ormai ci ha abituato, salvo rare eccezioni, ad avere un padrone assoluto. L’altro lato della medaglia, però, sono le grandi squadre, o presunte tali, che hanno deluso, che hanno disputato una stagione molto al di sotto delle aspettative e anche magari dopo ingenti spese sostenute tra mercato estivo e invernale.
Partendo dalla Premier League impossibile non citare l’accoppiata Manchester United – Tottenham. I red devils dopo l’ennesima campagna acquisti a dir poco onerosa e un cambio di allenatore (via ten Hag dentro Amorim) sono sprofondati. Non che le annate negative siano mancate negli scorsi campionati questa però lo è particolarmente. Idem per gli Spurs che dopo l’exploit con Postecoglou l’anno scorso hanno deluso su tutti i fronti posizionandosi in un clamoroso sedicesimo posto, un punto sotto proprio lo United. Solo per la pochezza delle ultime tre i due club non sono stati coinvolti nella lotta per non retrocedere. Entrambe le compagini hanno un’unica speranza per salvare la stagione. Entrare in Champions League dalla porta secondaria, ovvero vincendo l’Europa League. Le due squadre potrebbero ritrovarsi in una finale tutta inglese se supereranno Bilbao (lo United) e il Bodo Glimt (il Tottenham). Nell’ultimo mese sapremo se una delle due salverà la pelle.
Discorso analogo alle due inglesi si può fare per il Milan in Italia. Rossoneri autori di un anno da dimenticare che li vede al nono posto in classifica lontano dai piazzamenti europei. Fallimento sul mercato e sulla scelta dell’allenatore, cambiato a metà stagione. Venti i punti dal primo posto sono il risultato di un cammino sciagurato. Come le precedenti, però, esiste il modo di condurre la nave in porto per Conceiçao e i suoi. Vincere la coppa Italia e guadagnarsi l’accesso all’Europa League. Stasera il penultimo gradino, il derby in semifinale. La vita o la morte calcistica. La supercoppa vinta è solo un contentino, ci vuole qualcosa di più altrimenti sarà fallimento totale. La sensazione, però, è che qualunque sarà il finale, le valige del tecnico siano già sulla porta.
Tempi duri in Bundesliga per il Borussia Dortmund. Sebbene sia arrivata ai quarti di Champions League la squadra ora allenata da Niko Kovac rischia di rimanere fuori dall’Europa. Quattro giornate a disposizione per tentare di salvare il salvabile entrando in una delle competizioni europee. Dipenderà dai gialloneri e soprattutto dalle avversarie che li precedono. La strada è in salita ma non impossibile. Certo è che la caratura della formazione meriterebbe altre zone, anche qui fallita la scelta dell’allenatore. Troppo acerbo Sahin per gestire una panchina del genere.
Forze in campo rispettate si può dire in Spagna e Francia. In Ligue 1 forse ci si aspettava qualcosa di più dal Brest, l’anno scorso qualificato in Champions League. Forse proprio la partecipazione all’Europa dei “grandi” ha condizionato il resto della stagione. In Liga, infine, continuano ormai a deludere due vecchie conoscenze dei piani alti, Valencia e Siviglia. Quasi a braccetto nelle parti basse della classifica, due nobili decadute che tenteranno di tornare il prima possibile ai fasti del passato.
Glauco Dusso








