Dopo un girone d’andata sofferto, la formazione lombarda si sta tirando fuori dalla zona retrocessione grazie a investimenti importanti e un gioco che fa entusiasmare
C’è una nuova realtà nel calcio italiano, ancora piccola a livello di piazza ma estremamente ambiziosa. Stiamo parlando del Como, che nelle ultime settimane ha ottenuto ottimi risultati in campionato, facendo divertire il proprio pubblico e allo stesso tempo lanciando molti giovani interessanti. Per la salvezza manca ancora qualche punto, ma il club lariano ha nettamente cambiato passo rispetto alle altre squadre in lotta per non retrocedere ed è atteso da un finale di stagione abbastanza tranquillo. La situazione ideale per provare già da ora a pianificare il salto di qualità nel prossimo anno.
Quali sono però le peculiarità del progetto Como? Innanzitutto una proprietà molto ricca ed ambiziosa. Il club lombardo infatti è attualmente in mano ai fratelli Robert e Michael Hartono, rispettivamente al 71esimo ed al 76esimo posto nella classifica degli uomini più ricchi del mondo. Tra i primi produttori mondiali di sigarette aromatiche, i due fratelli indonesiani dispongono di un patrimonio stimato intorno ai 48 miliardi di dollari, nettamente il più alto tra i presidenti delle società di Serie A e tra i più consistenti d’Europa. Per diversificare il loro portafoglio di investimenti, all’inizio della scorsa stagione hanno deciso di fare il loro ingresso anche nel mondo del pallone.
Il progetto sportivo ed economico degli Hartono intende trasformare il Como in una big della Serie A. Dal nuovo futuristico stadio, per ora soltanto su carta, all’acquisto di calciatori sia promettenti che affermati, passando per una crescita della città lombarda anche dal punto di vista turistico e industriale. Tanta disponibilità economica, ma anche idee valide, dato che i soldi da soli non bastano per ottenere risultati importanti. In questo senso si può spiegare l’ingaggio di un allenatore giovane ma ambizioso come Cesc Fabregas. L’ex centrocampista di Chelsea, Barcellona e Arsenal non vuole essere soltanto il classico ex grande calciatore che recita la parte di figurante della panchina. Vuole lasciare il segno nel calcio italiano, attraverso un sistema di gioco che si basa essenzialmente sui principi tattici che ha appreso nella cantera del Barça.
Per raggiungere questo obiettivo però servono i giocatori adatti e se c’è un merito della società comasca in questa stagione è proprio quello di aver ingaggiato diversi prospetti molto interessanti. In primis Nico Paz, spagnolo di nascita ma naturalizzato argentino, cresciuto nelle giovanili del Real Madrid e poi acquistato dal Como la scorsa estate per 15 milioni di euro. Il fantasista classe 2004 è una delle rivelazioni di questa Serie A: 6 gol e 4 assist finora, eleganza e personalità, abbinate ad un mancino educatissimo. Accanto a Nico, sta iniziando a brillare anche la stella di Assane Diao. Senegalese naturalizzato spagnolo, Diao ha un anno in meno di Paz ed è cresciuto nelle giovanili del Betis e ha giocato anche in prima squadra. Dal club spagnolo il Como lo ha prelevato a gennaio per soli 7 milioni di euro e Assane ha già ripagato l’investimento siglando ben 5 reti in 8 presenze in Serie A.
Dietro di loro, agiscono altri giocatori meno appariscenti ma sicuramente interessanti come Da Cunha, Fadera e un redivivo Cutrone, in attesa di vedere se anche il neo arrivato Douvikas, di professione attaccante, si rivelerà una scommessa azzeccata. Il Como di Cesc Fabregas è una squadra giovane e sfrontata, che diverte e fa divertire, ma che già dal prossimo anno non si accontenterà di ricevere elogi e basta. Scalare le gerarchie del calcio italiano ed issarsi stabilmente tra le grandi della Serie A è un obiettivo tanto ambizioso quanto proibitivo, ma il club lariano ha già dimostrato di essere disposto a fare sul serio.
Luca Missori
(Fonte immagine: Gazzetta.it)








