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Massimiliano Allegri: tentazioni arabe per l’ex allenatore bianconero

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L’Al-Ahli, squadra araba, desidera ingaggiare il tecnico toscano per il prossimo giugno e intanto sta per affidare la squadra ad un altro mister italiano, l’ex Verona e Udinese Cioffi

Allegri, nonostante i tanti anni da allenatore, le grandi formazioni allenate, i tanti titoli nel suo curriculum, non ha mai allenato all’estero. In un’epoca di globalismo e dove i grandi ingaggi la fanno da padrone, il mitico Max non ha mai sentito l’esigenza di percorrere strade fuori dall’Italia, neanche come allenatore e nemmeno per soldi, almeno fino ad ora. Le offerte, nel corso degli anni, non sono mancate, sia a livello di club che di nazionali, come quella del Belgio che ha gentilmente declinato. Una nuova tentazione giunge però dall’Arabia Saudita, dopo quella rifiutata solo poche settimane fa da parte dell’Al-Shabab che ha poi ingaggiato Fatih terim, ed ha il nome dell’Al-Ahli che lo ingaggerebbe da giugno. Il club attualmente è al quinto posto della Saudi Pro League e sta già valutando un cambio alla guida tecnica della squadra con il probabile esonero del tedesco Matthias Jaissle e l’arrivo di un altro tecnico italiano, Gabriele Cioffi (ex Verona e Udinese), con il compito di guidare la squadra sino a fine stagione per poi consegnarla nelle mani di Massimiliano Allegri.

La Saudi Pro League, al netto di quanto poco la si possa seguire e conoscere, sta avendo una progressiva e costante crescita. Certamente gli alti ingaggi arabi allettano tanti campioni e tanti allenatori di grido e questo sicuramente facilita e accelera la sua crescita. In occasione della Supercoppa Italiana, Stefano Pioli, ex tecnico milanista, intervistato per l’occasione, non ha avuto difficoltà nell’ammettere la sua sorpresa sul quanto fosse competitiva la lega araba e chi meglio di lui che allena l’Al-Nassr di Cristiano Ronaldo, Sadio Mané, Marcelo Brozović, Aymeric Laporte e altri. Qualora decidesse di accettare la corte araba, Massimiliano Allegri non avrebbe certo un parco giocatori inferiore a quello di Stefano Pioli, infatti nell’Al-Ahli militano campioni come gli ex “italiani” Franck Kessié, Merih Demiral, Roger Ibañez, ma anche Riyad Mahrez, Ivan Toney, Édouard Mendy, Roberto Firmino. Inoltre, non meno importante a livello professionale, nella Pro League araba ci sono fior fiore di allenatori come, Steven Gerrard, Laurent Blanc e Sabri Lamouchi e i già citati Pioli e Terim.

Il futuro del calcio è forse in Arabia Saudita? Probabilmente no, il calcio è nato in Europa ed è qui che cresce e prospera maggiormente, sia in quanto a diffusione, sia per passione, ma i fondi arabi possono senz’altro dare ancor più linfa al mondo del pallone e, contemporaneamente, alimentare le proprie aspettative di crescita. Il campionato mondiale di calcio 2022, “Qatar 2022” e il campionato del mondo del 2034 già designato all’Arabia Saudita sono la testimonianza dell’interesse e del volere emergere.

Fonti foto: figc.it; youtube.com

Luigi A. Cerbara

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