Home News “Terapia col fischio o senza?” Ritorno al Futuro per Pierino e Totti

“Terapia col fischio o senza?” Ritorno al Futuro per Pierino e Totti

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Chi è stato l’ottavo Re di Roma? Da Claudio Villa a Falcao a Francesco Totti! Uno dei quesiti, irrisolti, della commedia in scena al Teatro Anfitrione dal 28 novembre all’1 dicembre e dal 5 all’8 dicembre 2024

Onorati ospiti al Teatro Anfitrione, ieri sera, abbiamo assistito alla prima dello spettacolo scritto, diretto ed interpretato da Valentino Fanelli, con Alvaro Vitali, Sandro Ghiani, Sergio Di Pinto, Carmine Faraco. Una commedia che vuole portare alla luce le differenze sociali e culturali del passato, in un viaggio tra il sexy ed il comico, per giungere ad una vera e propria morale che ci indica la necessità di vivere interagendo e di non chiudersi in se stessi e nel proprio piccolo mondo. Una commedia all’italiana che miscela momenti di ilarità ad atteggiamenti sexy, a delicate riflessioni su quello che è la vita moderna rispetto a 40 anni fa. Le limitazioni della libertà con il politically correct, la tecnologia che governa la nostra vita, lo smartphone come padrone unico del nostro quotidiano e tramite il quale possiamo ormai fare tutto, dal nutrirci all’istruirci, scandendo ogni nostra azione attraverso un click sul nostro fedele “compagno”. Nulla a che vedere con la bellezza di veri compagni in carne ed ossa, attraverso i quali emozionare ed interagire, rivangare ricordi o cercare nuove esperienze, nuove soluzioni, nuove discussioni, parlando e ragionando insieme e non chiedendo ad “Alexa” di darci la risposta. Questo era il modo di vivere di 40 anni fa, quando la commedia sexy all’italiana era un genere popolare che portava il sorriso in modo semplice e genuino e senza volgarità. Come abbiamo avuto modo di dire, un genere che è stato poi rivalutato nel tempo e collocato nel posto che merita.

In scena all’Anfitrione, da sinistra Carmine Faraco, Alvaro Vitali, Sandro Ghiani, Sergio Di Pinto

Un filo lungo oltre 40 anni e riavvolto con maestria, semplicità ed ilarità nella commedia “Terapia col fischio o senza?” che ci ha permesso di rivivere i miti di quell’epoca in cui il cinema non aveva effetti speciali e basava il suo successo sulla normalità, sulla quotidianità, certo a volte esasperata, ma mai veramente lontana dall’essere credibile. Faceva il suo mestiere quel cinema di allora che, seppur sottovalutato, dava spensieratezza ad una società che arrivava da un’epoca povera di soddisfazioni e benessere economico, faceva sorridere con poco, così come con poco si era abituati a vivere. Seppure il paese viveva un clima di rinascita economica, esplosa veramente negli anni ’80, le generazioni di allora faticavano ancora a trovare il vero benessere. Certamente, però, non mancavano le relazioni umane e le amicizie con le quali ci si vedeva “al solito posto“, sì perché non c’erano poi così tanti posti dove ci si potesse vedere senza troppi soldi in tasca. Però si stava insieme, si discuteva di cose semplici, ma si giocava in gruppo, per le strade, sui gradini di una chiesa, sul muretto sotto casa, ovunque, ma insieme!

Caricature di alcuni degli attori degli anni ’80
Da sinistra il Caporedattore Luigi A. Cerbara, Alvaro Vitali, Il Direttore Stafano Rizzo

“Ho trascorso una piacevolissima serata grazie alla comicità retrò di Alvaro Vitali e degli altri protagonisti, una maniera di far sorridere genuina e anche comunque aggiornata ai tempi nostri. Un grande plauso lo meritano quei vari caratteristi del passato che si sono contraddistinti e hanno dato lustro al cinema italiano, volti e voci noti ancora oggi, mentre i caratteristi attuali faticano ad emergere. Il finale di questa commedia ci fa riflettere, ormai è vero che ‘abbiamo il mondo a portata di click’, ma da un punto di vista della socializzazione c’è in generale più chiusura rispetto al passato. Una volta si consumavano i tacchi per vedersi dal vivo, c’era la curiosità di scoprire situazioni nuove rispetto alla propria quotidianità, mentre ora dal cellulare e dal pc si può interagire con chiunque stando comodamente a casa, si possono scrutare le vite delle persone guardando foto e video. Tutto ciò va a discapito del vivere appieno il momento presente. Diversi confronti online sono algidi e troppo rapidi. Poi purtroppo c’è anche molta diffidenza in giro. E’ giusto sapersi difendere e tutelare considerando la violenza, nei suoi molteplici aspetti, che divampa nella nostra società ma sarebbe altrettanto giusto saper discernere e non chiudersi a riccio in maniera preventiva”. Stefano Rizzo

Fonti foto: Stefano Rizzo, Luigi A. Cerbara

Luigi A. Cerbara

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