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La rinascita di Moise Kean

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Il centravanti della Fiorentina sta vivendo quella che probabilmente è la miglior stagione della sua carriera, ritagliandosi un ruolo da protagonista con la Viola e presto anche in nazionale 

Non tutti i calciatori maturano nello stesso momento. Più aspettative si hanno addosso, soprattutto da giovanissimi, più è difficile riuscire a sfruttare al meglio il proprio potenziale. È una missione difficile, perché oltre al talento sono richieste una disciplina ed una costanza di rendimento inusuali per l’età che si ha. Negli ultimi anni, complice il netto calo qualitativo dei giocatori italiani, tanti prospetti del nostro calcio sono stati bollati come promesse mancate, anche quando non lo erano. In ogni caso, in questa categoria non può non rientrare Moise Kean

Nato a Vercelli nel febbraio del 2000, Kean ha bruciato le tappe sin da bambino. A 7 anni ha iniziato a giocare a pallone nell’Asti, poi è passato al Torino. Infine, nel 2010 si è trasferito ai rivali della Juventus, grazie all’aiuto dello zio. Dopo aver compiuto tutta la trafila del settore giovanile bianconero, Moise ha esordito con la prima squadra in Serie A all’età di 16 anni e 9 mesi. Tre giorni dopo, ha debuttato anche in Champions League, diventando il primo calciatore classe 2000 in assoluto a fare il suo esordio sia nel campionato italiano che nella massima competizione continentale. 

Da lì in avanti, la carriera di Kean è stata un susseguirsi di promesse non mantenute e di aspettative spesso disattese per vari motivi: principalmente, a causa della condizione fisica precaria e di una certa indolenza caratteriale che l’ha fatto scontrare con molti allenatori, precludendogli un ruolo da protagonista anche in nazionale. Nell’estate del 2017 Moise è passato in prestito al Verona, ma complici diversi infortuni e la retrocessione dell’Hellas il centravanti italiano è stato in grado di realizzare soltanto 4 gol, tornando a Torino l’estate seguente. 

Dopo un’altra stagione da comprimario in bianconero, ecco il passaggio all’Everton nell’estate del 2019 per 27,5 milioni di euro. In Premier League però l’ambientamento è difficile, Kean parte spesso dalla panchina e segna poco (solo 4 reti). A ottobre del 2020 arriva un’altra cessione in prestito, questa volta al Paris Saint-Germain. Con i parigini Moise fa molto bene, segnando 17 gol in 41 presenze tra Ligue 1 Champions League. È l’anno dell’Europeo, quello che l’Italia poi vincerà, ma nonostante l’ottima annata Roberto Mancini lo esclude dalla lista dei convocati. La delusione è tanta, ma ad agosto sul finire del mercato si rifà viva la Juventus che prima lo acquista in prestito e poi l’anno dopo lo riscatta. Kean Torino ritrova Allegri, il tecnico che lo fece esordire in Serie A ed in Champions League, il rapporto tra i due però non decolla mai. L’ultima stagione, prima del passaggio alla Fiorentina quest’estate, si chiude addirittura con zero gol segnati.

Viola lo acquistano ad inizio luglio per 13 milioni di euro più 5 di bonus, una cifra da molti considerata eccessiva. Adesso non più. Moise infatti ha realizzato già 11 reti in 14 presenze stagionali, sembra rinato a livello fisico e mentale ed in poco tempo si è ritagliato il ruolo di terminale offensivo della squadra di Palladino, che dopo un inizio di campionato stentato ora è addirittura a -1 dal primo posto. Forse, essere arrivato per una volta in sordina, giungendo a Firenze quasi come uno scarto, ha contribuito a togliere a Moise quelle pressioni che spesso l’hanno soffocato nella prima parte della sua carriera, impedendogli di esprimersi al massimo del suo potenziale. Ora però, il ragazzo di Vercelli non può più nascondersi. 

Luca Missori

(Fonte immagine: Goal.com)

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