Con l’artista abbiamo spaziato sul calcio e sulla musica, ci ha raccontato dell’amicizia che aveva con Diego Armando Maradona e ci ha svelato che Roby Baggio è stato il giocatore che più ha apprezzato nel Brescia
Oggi abbiamo avuto il piacere e l’onore di intervistare Fausto Leali, un gigante della musica italiana, soprannominato negli anni sessanta Negro bianco per le possenti doti vocali. Nel 1967 con il pezzo A chi diventa popolare, poi negli anni ottanta arrivano tre successi di fila: Io amo (1987), Mi manchi (1988) e Ti lascerò (1989) brano che trionfa a Sanremo interpretato in coppia con Anna Oxa. Fausto è una leggenda della musica italiana che vanta diversi brani di successo e collaborazioni di spicco con Mogol, Toto Cutugno, Loredana Bertè, Al Bano, Mina, Renzo Arbore, Claudio Baglioni, Alex Britti, Francesco De Gregori, Massimo Ranieri, Enrico Ruggeri, Umberto Tozzi e tanti altri. Ha partecipato per i programmi TV quali Music Farm, Tale e quale show e Ballando con le stelle.
In questo campionato in cui sembra possa esserci molto equilibrio in vetta ritiene ci sia comunque una squadra più forte delle altre che potrà andare in fuga quanto prima?
Per adesso ci stiamo divertendo nel vedere grande equilibrio e capoliste a sorpresa quali Udinese prima e Torino ora. Molto probabilmente saranno sempre le solite tre grandi del nord a lottare per il titolo e ci inserisco anche il Napoli. Io vivendo vicino a Monza sono simpatizzante di questa squadra. Sono fiducioso del lavoro di Galliani che sta portando buoni frutti.
Lei essendo nato in provincia di Brescia simpatizza anche per questo club. Cosa si aspetta da questa stagione?
Mi auguro che il Brescia possa tornare in serie A. L’inizio di stagione è buono, la squadra è competitiva.
A quale giocatore del Brescia è più legato?
Roby Baggio, la sua avventura nel Brescia è stata straordinaria. E’ un giocatore che si è espresso a livelli altissimi in Nazionale diventando un idolo per tantissimi appassionati di calcio.
Passando da un campione all’altro, lei è stato amico di Diego Armando Maradona. Cosa ci racconta di lui?
Lui era diventato mio fan quando era un bambino perchè in Argentina ascoltava il mio brano A chi. Nel suo periodo di Napoli fu lui a chiedere di incontrarmi. Dopo un concerto nei dintorni di Napoli mi vennero a prendere per portarmi a casa sua. Mi invitò al suo matrimonio a Buenos Aires nel 1989. Con me c’era anche Franco Califano. Mangiammo e cantammo fino a notte fonda in un matrimonio da favola. Era un uomo di una generosità notevole. Sono fiero di essere stato suo amico.

Che ricordi ha del periodo del suo successo negli anni sessanta?
Fu un successo travolgente, ero giovane e non mi aspettavo tutto quel clamore.

Poi arrivano gli anni ottanta e lei fa tripletta con tre brani pazzeschi che resteranno per sempre nella storia della musica. Ci descrive quel suo periodo?
Ero diventato più maturo e neanche in questo caso mi aspettavo di ritornare al successo dopo diversi anni. Ringrazierò per sempre Toto Cutugno perchè ha creduto in me e mi scelse nel 1987 per il pezzo Io amo, musica e testo suoi ma per la parte della scrittura presi parte anche io. L’anno successivo, nel 1988, ci fu Mi manchi e poi nel 1989 con Anna Oxa abbiamo vinto Sanremo con Ti lascerò. Fu il periodo della mia consacrazione. Ancora oggi per riconoscenza nei confronti di Toto Cutugno nei miei concerti suoniamo e cantiamo L’italiano, celebre brano di Toto.
Quale artista del momento le piace particolarmente?
C’è stato un forte cambio generazionale, la musica è cambiata tantissimo in questi anni. Mi piace Lazza, ma abbiamo molti artisti validi.
E’ prossimo ad avere ottanta anni (il suo compleanno è il 29 ottobre ndr), che sogni nel cassetto ha ancora?
C’è un progetto natalizio che mi entusiasma, ne saprete a breve di più!
Fonti foto: YouTube.com; Repubblica.com; EuroFestivalNews.com
Stefano Rizzo








