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Arcadio Spinozzi: “Sono fiducioso sulla Lazio in zona Champions”

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L’ex difensore è stato anche il vice di mister Boskov nel Perugia e ci ha svelato qualche aneddoto

Per un punto sulle volate finali nelle zone Champions e salvezza abbiamo contattato Arcadio Spinozzi ex difensore tra gli anni ’70 e ’80 del Verona, del Bologna e della Lazio.

Chi ha più possibilità di andare in Champions considerando lo stato di forma e il calendario?

E’ difficile fare previsioni perchè basta un passo falso magari per compromettere l’intera annata. Un singolo episodio arrivati a questo punto può condizionare la stagione. La Lazio è la squadra più in forma, rischiano sia la Juve che il Milan perchè anche l’Atalanta e il Napoli hanno buone possibilità. E’ tutto ancora in gioco.

Cosa le piace in particolare della Lazio?

Il collettivo. In diverse partite i biancocelesti superano nettamente gli avversari. E’ una formazione capace di comprimere la compagine rivale nella propria metà campo per larghi tratti di partita, ma allo stesso tempo può anche velocizzare all’improvviso il gioco con dei contropiedi letali, con giocatori molto adatti alle ripartenze. Quando la Lazio è in palla e gestisce l’incontro l’avversario di turno sembra incapace di reagire. Purtroppo delle volte però la classifica viene rovinata da dei momenti di smarrimento.

Quali sono i difensori della Lazio che preferisce?

Acerbi su tutti, ma il reparto è comunque buono. A volte sui gol presi le responsabilità sono anche del centrocampo. Acerbi mi stupisce sempre di più, dopo tanti impegni ravvicinati ha la capacità di tenere sia a livello mentale che fisico. Merita la Nazionale.

In chiave salvezza quali squadre rischiano di più?

Dal Genoa al Benevento sono tutte coinvolte. Ai rossoblu manca pochissimo, il Benevento è in netta difficoltà nel ritorno, la Fiorentina deve stare attenta perchè ha un calendario complicato. Il Torino e il Cagliari stanno facendo una grande rimonta, lo Spezia gioca bene ma deve ancora raccogliere dei punti per tirarsi fuori. Senza pubblico poi è tutto anomalo.

La partita più bella da lei disputata?

L’esordio in A con il Verona, mi sembrava impossibile raggiungere questo traguardo dal mio paesino di marinai e contadini. L’annata nel Bologna e la prima stagione nella Lazio. L’ambiente biancoceleste è incredibile, migliaia di tifosi ci seguivano sempre anche in Serie B.

L’attaccante invece che ha sofferto di più?

In settimana mi allenavo al meglio per evitare brutte figure. Ce ne sono stati tanti ma ho sempre dato il massimo.

Lei ha svolto il ruolo di vice allenatore in A nel Perugia allenato dall’indimenticato Vujadin Boskov nel 1999. Qualche aneddoto?

Era un personaggio fantastico, un modo di proporsi unico. Non voleva andare in ritiro e ci riusciva convincendo il presidente Gaucci attraverso una dialettica spiazzante. Boskov spesso tirava fuori delle frasi uniche dentro lo spogliatoio. In quel periodo era preoccupato per la guerra nell’ex Jugoslavia. Ci salvammo per un solo punto all’ultima giornata nonostante la sconfitta per 1-2 contro il Milan che poi vinse il campionato. Ricordo una tensione, una pressione, uno stress incredibile. Per fortuna che al Piacenza serviva un punto per salvarsi e condannò con il punteggio di 1-1 la Salernitana. In queste situazioni si va oltre lo sport con vari discorsi economici, in più bisogna sempre tener conto dei tifosi che sono la parte fondamentale del calcio.

Fonti foto: LazioChannel.it; PicClick.it

Stefano Rizzo

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