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Il calcio ai raggi k

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Ecco l’andamento delle prime sei della Serie A nel mese di febbraio (turni 22-25 di campionato). Quali sono state le luci e ombre delle big? La Champions, Europa League e Coppa Italia? Cosa ha veramente fatto cadere in basso il nostro calcio?

Juventus: Contro il Parma il pregevole film in bianco e nero, per la prima volta dopo otto anni, non è stato trasmesso sui canali della BBC (nessun rappresentante del terzetto presente, con gli infortuni di Bonucci e Chiellini). Risultato? Incassa tre gol, pareggiando la partita. In campionato poi non subisce più reti: passeggia sia a Sassuolo (0-3 con CR7 che mima la DybalaMask dedicando la rete al compagno escluso), che contro il Frosinone (3-0) e Bologna (0-1). In Champions Allegri si è compromesso con l’andata a Madrid (2-0) a meno che non ci sia un acuto al ritorno. Obiettivo arduo se davanti hai una delle squadre più rognose in difesa, l’Atletico. Prendiamo a prestito le parole di Bonucci: “Senza drammi, senza ansia. Guardare indietro per imparare, guardare avanti per migliorare”. Proprio lui aveva paragonato il tecnico a un mix tra il Cholo e Guardiola…e, tralasciando Pep, gli “huevos” (attributi) di Simeone dove sono? Profili social chiusi e sogno Europa soc-chiuso. C’è poco da stare Allegri…Nessun Dorma per il Wanda (lo stadio dell’Atletico)

Napoli: Dopo un rotondo 3-0 rifilato ai danni della Samp, inciampa su due incolori 0-0 contro la Fiorentina e il Torino dell’ex Mazzarri. Torna grande a Parma, dove serve un poker (Zielinski, doppietta di Milik e Ounas) lanciando un chiaro segnale, non tanto alla Juve (irraggiungibile a +13) quanto alle contendenti di Europa League. A proposito della Vecchia Signora domani c’è lo scontro diretto e Ancelotti, sulla classifica, ha ribadito: “Non mente. Loro sono sopra la media, noi dentro una media molto elevata. Abbiamo sbagliato poco ma ciò che dico è annacquato dalla straordinarietà della Juve. Qui comunque mi sento in famiglia e prima o poi vincerò”. Hamsik, ufficialmente in Cina, al Dalian, non avendo potuto salutare a dovere i suoi tifosi, si è lasciato andare ad un: “Napoli ce l’ho tatuata sulla pelle. Appena sarà possibile spero mi concederete un ultimo giro di campo al San Paolo”. Archiviata la pratica Zurigo per l’accesso agli ottavi della competizione nel mirino di Carletto: 1-3 fuori casa e 2-0 in casa. E ora…SALIsburgo o scendi?

Inter: La solita altalena. Godono Milan, Roma e Lazio, in lotta per un posto in Champions. Perde col Bologna (0-1), vince contro il Parma (0-1), batte 2-1 un osso duro come la Samp e pareggia con la Fiorentina (3-3). Voti rinnovati tra la società nerazzurra e Spalletti. Per quanto ancora non si sa. Voti non rinnovati invece tra la Beneamata e l’ormai ex capitano Icardi, una marionetta nelle mani della moglie. L’idillio si interrompe, come prevedibile, dopo 139 presenze. Sul banco degli imputati il ruolo, la leadership, l’eccesso di individualismo, l’attaccamento ai soldi e le uscite infelici. Handanovic, osannato dai compagni -in particolare da Perisic e Brozovic-, al suo posto. Nonostante tutto i nerazzurri fanno il loro contro il Rapid Vienna (0-1 fuori e poker secco in casa). Sibillino il post di Maurito: “Meglio stare zitti che apparire idioti…”. Perfetto, bastava solo pensarci prima. Compleanno in do minore…e senza sonno per l’argentino. Lo sFASCIA tutto dalla morte annunciata…Nessun Dorma per la Wanda (l’improbabile agente)

Milan: Un solo pareggio per 1-1 contro i giallorossi. Poi batte per 3-0 il Cagliari (dopo l’autorete di Ceppitelli, su cross tagliato di Suso, ci pensano Paquetà e Piątek a gonfiare la rete). Gattuso, visibilmente soddisfatto, si è lasciato sfuggire un “cominciamo a far girare bene il pallone”. Con la stessa coppia d’oro sul fronte offensivo stende l’Atalanta (1-3), bocciandone le velleità Champions e fa ancora meglio contro l’Empoli (3-0). Il mister vuole di più: “Nell’anno e mezzo della mia gestione al Milan non siamo mai riusciti a dare continuità quando serviva. Dobbiamo farlo adesso”. Con un leader pratico, che odia i complimenti, che sa sdrammatizzare sulle polemiche -vedi su donne e tattica (“E’ mia moglie a farmi la formazione”)-, che sa tirare fuori il meglio dai giocatori, i rossoneri possono dormire sonni tranquilli. Unico neo? Essere stato dominato in Coppa Italia dalla Lazio (andata a reti bianche all’Olimpico, ma ad aprile si gioca a San Siro). Altro che Pipita…Ringhio in panchina si fuma beatamente la PIPA (Piątek-Paquetà)

Roma: Dopo il disastro di Firenze, in un clima esacerbato (vedi gli insulti a Kolarov), pareggia in casa coi rossoneri, andando vicinissima ai tre punti: due interventi prodigiosi di Donnarumma, prima su Schick, poi su Dzeko, salvano il Milan, bloccando il risultato sull’1-1. Tripletta al Chievo (0-3) e Frosinone (2-3) e 2-1 col Bologna guidata da Mihajlovic. Zaniolo a 18 anni ha segnato già 3 reti in campionato. Meglio di lui solo Totti con la magica. In Europa la doppietta contro il Porto (2-1), nella porta dell’intramontabile Casillas (contro i giallorossi ha tagliato la quota di 100 presenze in Champions), fa di lui il più giovane italiano ad aver segnato in questa competizione. Neanche l’ex capitano arrivò a tanto. Il ct Mancini lo elogia. “Può già giocare in Nazionale”. La Roma si stringa intorno al presente (De Rossi) e al futuro (Zaniolo): tra loro quasi 20 anni di differenza, annullati in un abbraccio senza tempo. L’anagramma del ragazzo prodigio è “No Lazio”. Nomen est Omen, dicevano i latini, forse pensando a stasera. Il capitano e l’amuleto scaccia guai biancocelesti

Lazio: Brutta, sporca e cattiva, ma soprattutto scarica per i 120’ giocati in Coppa Italia contro l’Inter, vince di misura sul campo del Frosinone grazie al sinistro micidiale di Caicedo che si insacca all’incrocio dei pali. Contro l’Empoli stesso risultato, stesso realizzatore, questa volta su rigore. Crollo annunciato col Genoa (perde 2-1, gol sconfitta incassato in pieno recupero) e partita rinviata con l’Udinese. In Europa League era già difficile sulla carta battere il Siviglia, che ha vinto tre delle ultime 5 edizioni, ma la Lazio ci ha messo del suo a non fare il minino sindacale, complici gli infortuni: all’Olimpico subisce un solo gol e fuori casa gioca ma è inconcludente (perde 2-0). Crea ottime occasioni anche contro il Milan in Coppa Italia davanti al suo pubblico, ma non realizza (0-0). La new entry Romulo è sul piede di guerra per stasera: “Il derby della Capitale è quello più bello, il più sentito ma io non vedo l’ora di giocarlo e di vincerlo”. La sfida è lanciata, nonostante l’out di Immobile. Dalla caderona* al samba…per far saltare gli schemi giallorossi

Dalla serie C alla serie Z: Sì, Z come Zero dignità. Il nostro calcio è davvero caduto in basso. Ormai ai titoli di coda. Non mi riferisco solo ai continui episodi di razzismo o di cattiverie gratuite da rincoglionimento social (vedi gli insulti alla memoria di Astori o le minacce di morte alla figlia appena nata di Simeone). Il Pro Piacenza per non essere escluso dal campionato a causa delle rinunce è andata in trasferta a Cuneo in 8 (7 ragazzini ed un massaggiatore), e senza allenatore in panchina, perdendo 20 a zero. Il motivo? Il club emiliano, già in crisi e senza giocatori per il mancato stipendio, non si era presentato nelle ultime tre partite e rischiava l’esclusione dal campionato al quarto forfait. Da lì nasce l’umiliazione al Paschiero di Cuneo che farà discutere a lungo. Il Presidente della serie C, Francesco Ghirelli, ha tuonato: “Hanno violato le norme di lealtà sportiva”. Gabriele Gravina della FIGC ha rincarato la dose: “Sarà l’ultima farsa”. VENTI surreali di un calcio da Zero in condotta

*La caderona è il ballo tipico dell’Ecuador (di cui è originario Caicedo)  come il samba lo è del Brasile (Romulo).

Fonti foto: ilcalcioignorante, numerodiez e iltempo

Erika Eramo

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