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Un tuffo nel calcio coi fratelli Pellacani…è red passion per lo sport

   Tempo di lettura 9 minuti

Abbiamo realizzato una doppia intervista a Chiara e Lorenzo. Giovanissimi (lei compie 16 anni proprio oggi, mentre lui tra un mese e mezzo giunge ai fatidici 18). Entrambi si sono già distinti nelle loro rispettive discipline, aiutati in casa dalla presenza vigile dei genitori (padre giornalista sportivo e madre insegnante). Ecco cosa ci hanno raccontato sui prossimi impegni e che dicono l’una dell’altro…non li accomuna solo lo sport e il colore rosso della chioma

 

Chiara Pellacani: “Lorenzo è determinato e scherzoso, ha una grande resistenza, ma se vuole una cosa…che assillo!”

Chiara sul podio. E’ il primo oro europeo senior (dopo quello junior da 3m, a Bergen 2017) e record di precocità (vincendo a 15 anni e mezzo)

Questa estate hai vinto l’oro nel trampolino sincro da 3 metri in coppia con Elena Bertocchi. Cosa hai provato? Come è stata la sinergia con lei?

E’ stato bellissimo perchè inaspettato, in quanto non ci eravamo allenate molto su questa gara. Con Elena ci intendiamo a meraviglia. Siamo simili ed affrontiamo nello stesso modo gli impegni.

Quali i tuoi prossimi obiettivi? C’è un tuffo che diventerà il tuo cavallo di battaglia?

Ho già la testa alle Olimpiadi del 2020 anche se prossimamente, esattamente il 5 ottobre, partirò per l’Argentina per i Giochi Olimpici Giovanili. Farò esperienza. Mi piace tutto ciò che può formarmi. Per il tuffo, anche perchè ha un coefficiente di difficoltà alto, sto puntando sul triplo e mezzo avanti.

Qual è stato il momento più duro della tua carriera? Come lo superi? Hai un tuo rito scaramantico?

I momenti no li supero gettandomi anima e corpo nel lavoro, concentrandomi ancora di più. Non ho un rito ma un amuleto regalatomi da mamma, una collanina di un tuffatore da cui non mi separo mai.

So che il tuo mito è Tania Cagnotto. In cosa ti ha ispirato? Che qualità deve avere una ragazza che vuole fare la vostra carriera?

Tania aveva un’eleganza unica e un bell’ingresso in acqua. Si è sempre impegnata. La sua dedizione era tutto. Alle ragazze consiglio appunto di impegnarsi molto, prendendo spunto da lei.

Oggi compi 16 anni. Un sogno da realizzare? Un qualcosa di materiale da chiedere a mamma e papà?

Il sogno è partecipare alle prossime Olimpiadi. Per il regalo vorrei una stanza nuova, tutta per me, perchè ora la condivido con mia sorella.

A proposito di genitori il papà Giampaolo è un giornalista sportivo e la mamma Francesca è insegnante di sostegno. I risultati sportivi li conosciamo…quelli scolastici? Le materie preferite? Quanto ha aiutato avere un’ottima cultura sportiva in famiglia?

Mi piace molto l’italiano, mentre ho qualche problema con la matematica (ndr, ride). Grazie ai miei genitori e al loro supporto continuo ci siamo avvicinati al mondo dello sport. Sono stati determinanti.

Un tuo pregio e un difetto come persona e come sportiva. Per tuo fratello invece lati positivi e negativi? Cosa vi accomuna? Cosa ti piace fare con Lorenzo?

Il mio pregio e difetto, sia come persona che come sportiva, sono la grande determinazione ma anche l’arrabbiatura facile se non riesco subito in qualcosa. Per mio fratello, come sportivo, è determinato e si innervosisce facilmente come me. Come persona mi fa ridere sempre, però quando vuole fortemente una cosa diventa assillante. Ci accomuna la passione per lo sport. L’estate giochiamo a beach volley sulla spiaggia e la sera durante l’anno ci piace vedere i film o le serie tv sul divano, scherzandoci su.

Se dovessi rubare un segreto al calcio, a tuo fratello come sportivo…per portarlo nel tuo sport, cosa trafugheresti perchè ne hai bisogno?

Beh non ho dubbi…la sua resistenza! Dopo due minuti che corro mi sento male ed ho il fiatone.

 

Lorenzo Pellacani: “Chiara è determinata e talentuosa, ha una bella coordinazione, ma se si arrabbia… apriti cielo!”

Lorenzo in una foto di queste settimane con la sciarpa della sua nuova squadra

 

I tuoi trascorsi calcistici sono nella Lazio e nel Bologna. I ricordi più belli? Le vittorie più emozionanti?

Con la maglia biancoceleste è stata molto positiva l’ultima stagione. Ho chiuso il campionato in bellezza perchè contro il Milan realizzai una doppietta. L’esperienza coi rossoblu invece non è stata idilliaca sia per il gruppo poco amalgamato sia per le mie prestazioni. Il ricordo migliore è stato il gol durante la prima giornata di ritorno contro l’Hellas Verona.

Ora sei stato acquistato dal Monterosi Fc. Cosa ti aspetti dalla nuova avventura? Perchè hai scelto questa squadra? In cosa pensi di dare il meglio? Ti farà effetto affrontare l’Avellino che è fallito (dalla serie B)?

E’ stato un modo per riavvicinarmi a casa e stare tranquillo. Al contempo ho sposato il loro progetto che è ambizioso e mi può far fare il salto tra i professionisti. Posso crescere in una società competitiva con ragazzi più grandi di me. Sicuramente farà molto effetto giocare contro l’Avellino dato lo stadio e l’atmosfera suggestiva che regalano i loro tifosi.

Qual è stato il momento più duro della tua carriera? Come lo superi? Hai un tuo rito scaramantico?

Non ho avuto fortunatamente momenti duri perchè i miei genitori, anche quando ero lontano, ci sono sempre stati. Per superare un momento di empasse cerco di ricordare il passato, di trarne un insegnamento. Mi estraneo per ragionare meglio e non commettere gli stessi errori.

Hai un mito nel calcio? In cosa ti ha ispirato? Che qualità deve avere un ragazzo che vuole fare il calciatore da grande? Tifi?

Daniele De Rossi per il carisma, la personalità con cui affronta in campo e fuori tutto e tutti (penso al rapporto coi media, ad esempio). Esprime con vigore le sue idee. Ci mette la faccia. Per fare il calciatore ci vogliono testa e capacità tecniche. Solo se hai il giusto mix riesci. Non tifo nè Roma nè Lazio. Non mi sono mai schierato. Seguo con passione la Premier League. Che bello il calcio inglese!

Ad ottobre compirai 18 anni. Un sogno da realizzare? Un qualcosa di materiale da chiedere a mamma e papà?

Il sogno è chiudere l’anno al meglio con più gol possibili. Non ho nulla da chiedere ai miei di materiale.

A proposito di genitori il papà Giampaolo è un giornalista sportivo e la mamma Francesca è insegnante di sostegno. I risultati sportivi li conosciamo…quelli scolastici? Le materie preferite? Quanto ha aiutato avere un’ottima cultura sportiva in famiglia?

Non amo le materie scientifiche. Mi piacciono quelle umanistiche, in particolare storia e filosofia. Sono curioso, leggo molto. La cultura sportiva è stata fondamentale, ma è stato ancora più importante condividere le paure e parlare con loro dei traguardi raggiunti.

Un tuo pregio e un difetto come persona e come sportivo. Per tua sorella invece lati positivi e negativi? Cosa vi accomuna? Cosa ti piace fare con Chiara?

Come calciatore i pregi sono la tecnica e la corsa, ma devo migliorare  nella gestione di alcuni momenti difficili in gara. Come persona sono socievole e aperto, ma ho momenti di blackout: se mi arrabbio perdo lucidità. Mia sorella ha un grandissimo pregio che vale nella vita e nello sport: ha una forte determinazione, una dedizione che è quasi talento. Si allena tantissimo ed è già un fenomeno. Di contro è testarda e se si innervosisce apriti cielo! Siamo simili nello scaricare la tensione allo stesso modo e nel trovare spazi liberi per il relax. Adoriamo scherzare guardando le serie tv insieme.

Se dovessi rubare un segreto a tua sorella, all’arte dei tuffi…per portarlo nel tuo sport, cosa trafugheresti perchè ne hai fortemente bisogno?

Beh sicuramente la sua coordinazione. Quanto mi piacerebbe fare le capriole per aria come lei!

P.s. Tutta la redazione di Passione del Calcio augura uno splendido compleanno a Chiara…e tanti successi a entrambi nei loro rispettivi sport.

Fonti foto: skysport, eurosport, blastingnews, newtuscia.it, gazzettaregionale.it, standard.co.uk

Erika Eramo

 

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