Abbiamo intervistato telefonicamente Fabio Galante, ex difensore. Nella sua carriera ha giocato con l’Empoli, il Genoa, l’Inter, il Torino e il Livorno. Con i nerazzurri vinse una Coppa Uefa
A proposito di Emiliano Mondonico che ci ha lasciato ieri, che ricordo ha di lui?
E’ stato una brava persona, lo ricordo con affetto. Mi faceva giocare sempre e avevamo un ottimo rapporto. Lo considero come un maestro di calcio, era un piacere discutere di tattica con lui.
Come vede la gara tra l’Inter e l’Hellas Verona?
Sarà importante per entrambe. I gialloblù sono in lotta per la salvezza, i nerazzurri devono vincere per tenere il passo delle loro rivali e qualificarsi alla prossima Champions League.
Cosa pensa di Skriniar?
Ha sorpreso tutti con le sue straordinarie prestazioni. E’ un difensore completo dotato di enormi qualità e sa anche segnare.
Alcune indiscrezioni parlano di un possibile addio a fine stagione di Miranda. Lei lo terrebbe?
Joao è un profilo di livello internazionale, ha esperienza, lo riconfermerei. Tutto dipenderà dalla strategia adottata dalla società.
Sabatini non è più il direttore tecnico di Suning Sport. Come giudica la sua esperienza in nerazzurro?
E’ difficile capire i motivi del suo addio ed esprimere un giudizio. Non gli è stato dato il tempo necessario per applicare le sue idee. Le sue potenzialità gli permettono di essere uno dei migliori del suo ruolo.
A dicembre ha ottenuto il patentino da allenatore a Coverciano. Quale squadra sogna di guidare? Quale potrebbe essere il ct giusto per la Nazionale?
Sono all’inizio, non ho ancora ricevuto offerte. Accetterei un progetto in cui ci sono le basi e le persone giuste per poter lavorare. Mi piacerebbe allenare una delle squadre in cui ho militato. I nomi in corsa per il ruolo di ct sono tutti importanti, ma il vero problema sono i giocatori.
Nella sua carriera ha segnato diverse reti. Qual è quella che ricorda in modo particolare?
Le ricordo tutte, ma fu speciale segnare di testa in una sfida disputata a Torino contro la Juventus nella stagione 1994-1995. Giocavo nel Genoa, eravamo in 10 contro 11 e siglai la rete del pareggio all’88’. Si trattò di un goal – fantasma, che scatenò molte polemiche, non ho mai saputo con certezza se il pallone varcò la linea di porta. La Var avrebbe risolto ogni dubbio.
foto presa da www.fcinter1908.it
Giuseppina Citera








