Il record negativo di reti segnate nell’ultimo turno mette in allarme tutto il sistema calcio italiano visto il poco spettacolo offerto dal nostro campionato
Un weekend disastroso quello appena trascorso per la nostra serie A. Segnato un nuovo record negativo, il peggiore di sempre con il torneo a 20 squadre. Solamente 11 i gol fatti in 10 partite, una tre giorni da sbadiglio per una tendenza che già da diverso tempo si sta facendo largo nelle maglie del campionato italiano. Da dimenticare la giornata di sabato quando nei 4 anticipi solamente due giocatori sono riusciti a spedire la palla nel sacco. Alla fine saranno quattro gli 0-0 e qualche risultato di misura.
Nell’annata neanche i big match riescono a salvare la baracca. Juventus-Milan e derby di Roma settimane fa ne sono la testimonianza più lampante.
Quali sono i motivi di questa situazione? Di certo è ormai diverso tempo che il torneo italiano ha perso appeal. Dai fasti degli anni 90 o il primo decennio del 2000 c’è stato un crollo sempre più ripido, con la perdita dei giocatori di qualità che si sono spostati sempre più verso la Premier League e la Liga. Ora piano piano anche altri tornei ci hanno superato o lo stanno per fare.
A noi rimane quel fascino romantico che emana la serie A di una volta. La tattica, le difese arcigne, ecco quello che è rimasto. La maggior parte delle squadre sono incatenate al credo che per prima cosa bisogna non prenderle. Portare a casa la pagnotta è quello che conta, meglio fare punti, anche soltanto parcheggiando il pullman in area di rigore. Gli sbadigli del sabato di Pisa-Verona e Lecce-Sassuolo ne sono l’emblema. Per fare un esempio anche Di Francesco, seguace di Zeman, sembra unirsi alla scia.
Neanche i mister da importazione cambiano la storia. Qualche perplessità rimane infatti su Carlos Cuesta. Arrivato da discepolo di Arteta, il suo Parma invece ha le sembianze di una squadra che tutto voglia fare tranne che giocare il pallone.
Ci sono ovviamente le eccezioni. Le due più evidenti sono sicuramente il Como e l’Inter. Due squadre che si distinguono per gioco e voglia di proporre. Fabregas ha portato una ventata di aria nuova nonostante lui stesso sottolinei i problemi dell’Italia calcistica. I nerazzurri, prima con Simone Inzaghi, e ora con Chivu che ne prosegue il verbo, stanno mostrando che anche ai vertici ci si può divertire. Quello che vorrebbe fare anche Gasperini che dopo aver incantato con l’Atalanta vorrebbe ripetersi a Roma. I giallorossi, però, sono ancora non pervenuti a livello di gioco. Ironia della sorte anche il Gasp si è dedicato alla difesa. Solamente 3 le reti subite in 7 giornate.
Conte è quello che vuole adattarsi al nuovo calcio e sta cambiando i propri dettami insieme al suo Napoli. Il Milan dal canto suo è tornato a chiedere aiuto ad Allegri, che di certo non brilla per le sue trame di gioco. La Lazio ha le sue gatte da pelare con Sarri e il mercato che non c’è. L’Atalanta sta gestendo il post Gasperini. Juric ci sta provando, con la speranza di non rompere un giocattolo ben funzionante. Meglio sorvolare su Stefano Pioli, disastroso il suo rientro a Firenze. L’Arabia Saudita era forse il segnale che la sua parabola era in fase discendente. Tudor e la Juventus si sono pian piano sgonfiati e già si parla di esonero.
Una luce in fondo al tunnel la danno i mister che provano ad opporsi a questo trend. Detto di Chivu anche tecnici come Italiano, Pisacane, Gilardino, Grosso, Runjaic, Baroni e cosi via, mostrano che un’altra via è possibile.
Tutti ci auguriamo che avvenga l’inversione di tendenza, soprattutto perché poi in Europa si vanno a fare figuracce. Queste però si fanno anche mostrando questo spettacolo nel fine settimana, un prodotto che vogliamo portare in Australia a febbraio. Di questo passo, però, allo stadio ci andranno solo i canguri.
Glauco Dusso








