Dopo mesi di gioco, passione e adrenalina, l’estate porta una pausa apparente. I tifosi, sotto l’ombrellone, attendono già la prima rete della stagione 2025-2026
È arrivato il momento dell’anno in cui tutto tace.
Gli spogliatoi sono vuoti, i tacchetti non sfregano l’erba appena tagliata e i tifosi non mettono in gioco le proprie emozioni.
È l’estate in cui Napoli si colora di cori, festoni e occhi cerulei, Bologna si gode l’entusiasmo dei rossoblù, le big storiche preparano il riscatto con un sapore amaro dalla stagione appena trascorsa e l’Inter è nel limbo del quasi campione (per due).
Questo è il tempo dell’attesa, del riposo, come la siesta dopo il mare: il teatro è sospeso tra speranza, illusioni e sogni.
Quando si spengono le luci dell’ultima partita si entra in una pausa narrativa dove cambieranno alcuni protagonisti, ma la trama continuerà ad essere la stessa.
Intanto la Nazionale italiana spera nel mondiale del prossimo anno, per far vivere nuovi sogni. Il calcio non è solo calcio, è un filo che tiene unite storie, città, amicizie, tiene incollate alla TV generazioni diverse, uomini e donne che si sentono parte di una comunità, di una nazione. Strano no? Un pallone riesce ad unire più di un discorso politico, crea legami impensabili, regala la gioia e gli abbracci degli sconosciuti nei bar sotto casa e allo stadio, perché il calcio, come la vita, è più bello se condiviso. Non si vince e non si perde da soli, si ricomincia sempre, pronti per un’altra partita, un’altra avventura e quest’anno anche Passione del calcio vi regalerà un nuovo format ricco di tante emozioni.
Fonte foto: gazzetta.it
Gaia Melena








