Il giovane tecnico italiano, dopo essersi fatto apprezzare al Nizza, sta risollevando anche l’Ajax dopo due stagioni complicate facendolo lottare di nuovo per il titolo
Se al termine della scorsa stagione, con l’Ajax arrivato quinto a -35 dalla vetta, qualcuno venuto dal futuro avesse mostrato l’attuale classifica dell’Eredivisie, anche il più ottimista dei tifosi dei Lancieri avrebbe pensato ad uno scherzo di cattivo gusto. Invece, nel giro di pochi mesi, tutto è cambiato. Una società allo sbando, in difficoltà sia tecniche che finanziarie, è riuscita ad invertire la rotta di una crisi che sembrava ormai senza via d’uscita, tornando ai livelli che la sua storia le impongono.
L’artefice di questo cambiamento è soprattutto uno e viene dall’Italia. Il suo nome è Francesco Farioli, di mestiere fa l’allenatore, ma nonostante la sua giovane età (è classe 1989) ha già vissuto tante vite calcistiche durante la sua avventura nel mondo del pallone. Farioli nasce in provincia di Lucca, gioca a livello amatoriale come portiere fino a 19 anni, poi smette e decide di iscriversi all’Università. Studia Filosofia e si laurea qualche anno più tardi con una tesi intitolata “Filosofia del gioco: l’estetica del calcio e il ruolo del portiere”, che successivamente verrà pubblicata anche a Coverciano.
Non potendo far valere un passato da giocatore professionista, la gavetta di Farioli è lunga e tortuosa e comincia dal calcio dilettantistico toscano. Si alterna tra ruoli di preparatore dei portieri e vice allenatore prima al Margine Coperta, poi al Fortis Juventus e infine alla Lucchese. Nel 2015 diventa collaboratore tecnico dell’Under 17 del Qatar, con il compito di formare i giovani calciatori qatarioti in vista del mondiale in programma nel 2022. Poi, nel 2017 l’incontro con Roberto de Zerbi, che lo ingaggia come preparatore dei portieri del Benevento e lo porta con sé anche a Sassuolo al termine della stagione.
Dal 2020 Farioli comincia la sua avventura in Turchia. Prima assume il ruolo di vice di Cagdas Atan all’Alanyaspor, poi nel marzo del 2021 passa al Fatih Karagumruk, dove a soli 31 anni firma il suo primo contratto da primo allenatore. È il tecnico italiano più giovane d’Europa in quel momento. Nel 2023, dopo essere ritornato all’Alanyaspor da mister principale, ecco il passaggio al Nizza. Qui l’allenatore toscano si mette subito in mostra: tiene testa al Paris Saint-Germain per tutto il girone d’andata, poi finisce quinto in classifica grazie ad uno stile di gioco allo stesso tempo gradevole e solido (quarta migliore difesa tra i 5 campionati top d’Europa).
A maggio 2024, lo ingaggia l’Ajax. La situazione che il giovane tecnico italiano trova al suo arrivo è disperata. Nelle due stagioni precedenti infatti i Lancieri sono arrivati rispettivamente a -13 e a -35 dalla vetta, cambiando diversi allenatori e peggiorando di netto la loro situazione finanziaria a causa dei mancati introiti Champions. In pochi mesi di gestione Farioli però è cambiato tutto: nonostante molti problemi siano tutt’altro che risolti, in campionato l’Ajax si ritrova ora a -2 dal primo posto occupato dal PSV, con una gara in meno e ieri è arrivata anche la vittoria allo scadere contro gli eterni rivali del Feyenoord.
Una rinascita vera e propria di un club tra i più gloriosi della storia del calcio europeo, che nelle ultime stagioni aveva smarrito sé stesso, il suo DNA. C’è voluto un forestiero, venuto dall’Italia, per rimettere insieme i cocci, grazie alla sua capacità di unire i principi del calcio di posizione Orange con l’attenzione tipicamente italiana alla fase difensiva e chissà che quel forestiero, appassionato tanto di pallone quanto di filosofia, non possa debuttare nel campionato del suo paese natale già tra qualche mese.
Luca Missori
(Fonte immagine: Goal.com)








