I suoi metodi non sono spesso condivisibili, fatto sta che il colombiano con le sue giocate difensive e il suo atteggiamento sta aiutando non poco i rossoblu
L’anno è iniziato nel migliore dei modi per il Cagliari. I sardi nelle prime 3 gare del 2025 hanno racimolato due vittorie e un pareggio dando impressione di solidità difensiva e buona vena offensiva. Se parliamo della retroguardia è stato sicuramente d’aiuto l’arrivo di Caprile tra i pali. Si è notata una certa sicurezza in più da quando l’ex Napoli si è infilato i guantoni in Sardegna, ma come stiamo per vedere c’è anche un altro aspetto importante da sottolineare.
I due successi negli scontri diretti al cospetto di due pretendenti alla salvezza, Monza e Lecce, portano sicuramente una firma ben precisa. Si tratta di Yerry Fernando Mina Gonzalez, conosciuto semplicemente come Yerry Mina. Il colombiano è ormai diventato il totem della difesa sarda, come già aveva sottolineato Claudio Ranieri che lo aveva accolto un anno fa nel mercato invernale dalla Fiorentina.
Il segno, però, lasciato dal difensore rossoblu forse farà storcere il naso a molti, però ci riporta indietro a un calcio antico dove senza le telecamere quasi ogni mezzo era lecito per irretire l’avversario. Ecco Yerry Mina negli ultimi tempi si è segnalato per non stare molto simpatico ai calciatori della squadra opponente. Le sue continue provocazioni, il cosiddetto trash talking, qualche colpo proibito, lo stanno segnalando alle cronache non solo come l’ottimo difensore quale è ma come un giocatore da tenere d’occhio dal punto di vista comportamentale. Proprio le vittorie con Monza e Lecce si segnalano per due episodi con la fitta ragnatela costruita dal colombiano che ha fatto cadere in fallo i giocatori delle due compagini avversarie.
A Monza subito dopo il gol del 2-1 di Piccoli ecco Yerry Mina e Danilo D’Ambrosio che si allacciano sulla linea di fondo. Al difensore brianzolo, rialzandosi, scappa un pestone vicino alle parti meno nobili del giocatore sardo. Il Var richiama l’arbitro che dopo la revisione sventola il cartellino rosso sotto il naso dell’incredulo numero 33 in maglia rossa. Col Monza in dieci per il Cagliari è stato sicuramente più semplice gestire il vantaggio. Domenica stesso copione. Il Cagliari ribalta sul 2-1 il vantaggio del Lecce. In area rossoblu dissapori sempre tra Mina e il malcapitato Ante Rebic. Il croato casca nella provocazione e mentre l’avversario è a terra gli rifila una tacchettata sul braccio. Missione compiuta anche questa volta: altra revisione al monitor e altra espulsione per il giallorosso appena entrato in campo. Il Cagliari poi dilagherà in condizioni favorevoli portando a casa i tre punti.
La narrazione è sempre un po’ la stessa. Se osserviamo altre partite del Cagliari noteremo come il numero 26 rossoblu sia sempre coinvolto in qualche zuffa o discussione. Ricordiamo anche quella con Thuram in Cagliari-Inter dello scorso 28 dicembre.
Il fine giustifica i mezzi diceva Machiavelli. Questa probabilmente è la filosofia di un difensore tanto forte quanto furbo. Yerry Mina non vincerà il premio simpatia ma bisogna riconoscergli nervi d’acciaio e capacità di far saltare quelli degli avversari. Sino alla prossima sfida.
Glauco Dusso








