Il tema, di cui si parla già da anni, è diventato ancora più divisivo in questa stagione con l’avvio della nuova Champions League ed il Mondiale per Club del prossimo giugno
Negli ultimi anni il numero delle partite giocate in ogni stagione non ha fatto altro che aumentare. Quest’anno in particolare, la nuova formula della Champions League ed il Mondiale per Club, che partirà il prossimo giugno, hanno aggiunto un carico di impegni che molti giocatori considerano già insostenibile. Diversi top player, tra cui Rodri e Koundé, starebbero addirittura pensando ad uno sciopero per far valere le loro ragioni contro le istituzioni calcistiche internazionali, ree secondo loro di considerare solo gli introiti economici e non anche la salute degli atleti nell’organizzazione delle varie competizioni. Sul tema è intervenuto anche il presidente dell’Aic Umberto Calcagno, che auspica il raggiungimento di un compromesso senza arrivare ad uno sciopero vero e proprio, ma che allo stesso tempo ritiene necessario fare pressioni sull’Uefa e la Fifa per invertire la tendenza e diminuire il numero di partite stagionali.
Luca Missori
(Fonte immagine: IlMessaggero.it)








