Home News Arabia “Tradita”: il calcio saudita per ora è un flop

Arabia “Tradita”: il calcio saudita per ora è un flop

   Tempo di lettura 3 minuti

Negli ultimi anni diversi giocatori, anche giovani, hanno ceduto alle tentazioni economiche saudite, ma il movimento calcistico arabo per il momento ha fatto fatica a decollare e a coinvolgere gli appassionati 

Da un paio di stagioni a questa parte, il mondo del pallone ha dovuto fare i conti con l’ascesa a livello economico del movimento calcistico saudita. Una valanga a getto continuo di petrodollari sta provando da diverso tempo a spostare il baricentro del calcio verso Oriente, attirando talenti da tutto il globo e provando a scalfire il dominio tecnico e popolare storicamente esercitato da Europa Sud America. L’impatto dell’Arabia Saudita, che si è anche aggiudicata l’organizzazione dei mondiali del 2034, è stato evidente, ma ad oggi il gap con i campionati più importanti del mondo rimane considerevole. 

Nonostante l’arrivo di tanti ottimi giocatori e di diversi top player, il livello medio delle squadre infatti rimane basso. Le ragioni sono diverse: i settori giovanili delle società saudite ad oggi sono inesistenti, il know-how tattico e tecnico è stato importato in Arabia solo in piccolissima parte, con gli allenatori e i loro collaboratori che continuano a preferire l’Europa per formarsi ed affermarsi. Le infrastrutture sportive invece sono di buona qualità, ma sono numericamente ancora poche e sembrano spesso delle cattedrali nel deserto, talvolta nel senso letterale del termine. In sostanza, sembra che gli esponenti di punta del movimento calcistico saudita abbiano provato finora a costruire un palazzo di lusso partendo dall’attico, trascurando le fondamenta. 

Non solo, nell’ultima estate di calciomercato, anche l’innegabile attrattiva esercitata dai lauti stipendi proposti ai giocatori europei è diminuita. Chi ha accettato, come ad esempio CanceloDiaby Toney, si conta sulle dita di una mano, ma ci sono stati anche dei clamorosi rifiuti come quello di Dybala, che ha detto no all’Al Qadsiah rinunciando a ben 75 milioni di euro in tre anni. Ancora più recente, è il fallimento della trattativa tra Osimhen e l’Al Ahli. Sembrava fatta, invece poi l’affare non si è chiuso. Stando a quanto riferito dalla dirigenza del Napoli, il centravanti nigeriano non si trasferirà in Arabia in questa sessione (il mercato è ancora aperto) ed ora rischia di essere messo fuori rosa. 

Ultimo, ma non meno importante, è il flop che finora il campionato saudita ha realizzato a livello di audience. Le partite sono poco seguite in Europa e nel resto del mondo, l’interesse verso i risultati dei big match e gli esiti delle competizioni è bassissimo e spesso vengono dimenticati anche i nomi delle squadre in cui sono andati a giocare i calciatori europei acquistati nelle ultime stagioni. Sia gli appassionati che gli addetti ai lavori considerano l’Arabia Saudita una meta per giocatori a fine carriera, una sorta di destinazione di lusso per sportivi professionisti alla ricerca di una “pensione” d’oro. Nulla che c’entri col calcio giocato vero e proprio. Il fatto che un determinato campionato non entri proprio nel dibattito come possibile competitor dovrebbe far riflettere gli emiri che tirano i fili del movimento sportivo saudita. Staremo a vedere se nei prossimi anni questa situazione cambierà. 

Luca Missori

(Fonte immagine: Corrieredellosport.it)

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.