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I figli di Biscardi: “Determinazione, studio, passione e umanità, i valori ereditati. Che ridere i siparietti con Mosca…”

   Tempo di lettura 8 minuti

Prima intervista doppia rilasciata da Antonella e Maurizio, figli dell’indimenticato Aldo, fra attualità, opinioni e ricordi. Attualmente Antonella conduce ‘Il calcio nelle rete’ su GoldTv mentre Maurizio ‘Il Processo’ su 7Gold

Quali sono gli aspetti fondamentali del primato dell’Inter?

A A questo risponde Maurizio, l’interista è lui.

M L’Inter è stata brava a restare unita nelle difficoltà, a seguire Conte, a riunirsi intorno a lui mettendo in pratica le sue direttive. In definitiva il vantaggio sulle avversarie è stato determinato dalla costanza del rendimento.

Da quale squadra è rimasta/o più delusa/o?

A Vedremo i verdetti finali.

M Dalla Juve, partita con tutti i favori dei pronostici, ma dopo 9 anni di vittorie un anno di “riposo” le si può concedere.

Quali sono gli insegnamenti più importanti che vi ha trasmesso vostro padre sul giornalismo?

A La determinazione per arrivare dritti all’obiettivo. Lo studio per non farsi trovare impreparati. Lavorare con passione e divertirsi in quello che stai facendo è fondamentale. Poi il lato umano non va mai perso di vista.

M Condivido.

I vostri progetti attuali?

Antonella

A È un mondo difficile quello di oggi, progetti tanti, ma a volte sembrano sogni. Continuare a fare quello che sto facendo e farlo sempre meglio. Ed è questo che è difficile, il meglio sembra non esserci più. Aggiungo, alla domanda di prima, un altro insegnamento di mio padre: alzare sempre l’asticella, non accontentandosi di quello che hai raggiunto, puoi fare meglio.

M Fare quello che faccio, parlare di calcio e più in là nel tempo dedicarmi alla mia altra passione, l’archeologia.

Maurizio

Aldo formava con il giornalista Maurizio Mosca una coppia di gran successo. Mosca era uno show man unico e inimitabile. Un aneddoto vostro legato a lui?

A Erano una coppia naturale e improvvisata, nulla era programmato, tutto dato dal loro estro. Gli episodi più belli sono quelli legati ai duetti sul pendolino di Mosca che Aldo cercava di orientare secondo il meglio per la trasmissione, ma che Maurizio non modificava di una virgola.

M Processo ai Mondiali, Senegal squadra rivelazione, bomba di Mosca: “il Torino vuole comprare in blocco tutto il Senegal, lo conferma la federazione senegalese!”. Alla fine della trasmissione chiedo a Maurizio Mosca: “ma com’è possibile, i giocatori avranno i loro procuratori, non sarà cosi facile?”. “L’importante è che li compri”- mi ha risposto- a ribadire la veridicità della sua bomba!

Che battuta avrebbe usato Aldo per il var dopo che per anni si era battuto per la moviola in campo? Era scherzoso anche nel privato?                           

A Forse Maurizio ha ricordi più nitidi, io rammento che non l’ha chiamato mai Var. Per lui era la “battaglia”, la moviola in campo. Cos’è sto Var…diceva. Una sera dopo la trasmissione, eravamo a Milano, andammo a cena tutti insieme, compresi ospiti e amici. Una serata piena di ricordi, aneddoti e risate. Al momento di salutarci l’amico di un nostro ospite mi si avvicina e mi dice: “sai tuo padre è un gran simpaticone, non me lo immaginavo così disponibile e divertente. Pensavo fosse austero”. Sembrava così, ma sapeva ridere della vita. Era positivo.

M Lo chiamava moviolone e generalmente era poco incline a usare termini inglesi.

I momenti più divertenti a “Il Processo del lunedì”?  L’ospite più ostico e quello più divertente avuto? Quello da cui avete imparato di più?

A Quanto tempo abbiamo? Quante pagine volete dedicarci? In diretta era un po’ difficile essere divertenti perché Aldo pretendeva la massima concentrazione e devo dire che otteneva così il meglio da tutti, ma si viveva una atmosfera serena. Dopo la diretta, l’autoironia di ognuno creava momenti molto divertenti. Vittorio Sgarbi al Processo di Biscardi. Certamente il più ostico, ma allo stesso tempo da lui si apprendeva sempre. Divertente ironico e piacevolissimo Andreotti. Il più bello posso aggiungerlo? Ero proprio ragazzina e forse ho mitizzato la bellezza, ma l’ho conosciuto ed era perfetto, umano e nostalgico, Falcao.

M Sì in genere era così in trasmissione. Il più divertente è stato l’ex Presidente dell’Ascoli Costantino Rozzi, dotato soprattutto di grande intelligenza e senso pratico.

Quale era il mito sportivo di Aldo di cui parlava sempre? Ed il vostro?                                    

A Nel calcio giocato intendete? I grandi campioni a cominciare da Pelè. Il mio non c’è! Ho visto scendere in campo tanti fuoriclasse, nel frattempo il gioco e l’atto atletico si sono modificati. Ho sempre amato il bel calcio, ma non mi sono mai legata a nessun stereotipo, non riesco ad attaccarmi, non sono viscerale…

M Di Stefano, poi Pelè e Maradona. Io ne ho avuti due da bambino: Roberto Boninsegna e George Best.

Che legame c’è tra calcio e filosofia? Il filosofo preferito e la squadra del cuore di papà?                              

A Aldo era grande amico di Pasolini, non filosofo nel vero senso della parola ma grande osservatore del calcio. Una squadra papà non l’ha mai avuta, diceva che un giornalista doveva essere super partes. Io? Amo i grandi da Pier Paolo Pasolini, Jorge Borges, Eduardo Galeano, mi piace leggere storie sul bel calcio. Non ho una squadra del cuore, non sono tifosa.

M Per Aldo questo concetto lo possiamo scherzosamente sintetizzare con l’amicizia che aveva con Manlio Scopigno, l’allenatore filosofo. Per me è negativo il concetto che vincere sia l’unica cosa che conta, lo è, ma è molto importante come si vince.

Il suo e il vostro mantra lavorativo? L’episodio più curioso successo in una redazione/trasmissione?

A Non essere mai completamente soddisfatta, so che posso dare di più sempre, quindi mi aggiorno, inseguo le notizie, leggo, osservo, scrivo, alimento la mente. Sono un “caterpillar” mi dicono i collaboratori.

M Per Aldo parlare poco e produrre tanto. Per me invece il gruppo vale più del singolo.

Chiudiamo questa intervista a entrambi con una domanda: tutti e due, in modi diversi esprimete le vostre idee sul calcio, vi vedremo mai insieme in tv?

A Mai dire mai nella vita! Ma c’è qualcuno a cui piacerebbe vederci? Forse potremmo fare una sorte di casa Vianello…una volta un amico suonò per noi, dopo qualche bicchiere di vino di troppo, intitolò un brano: “I Biscardos”, ma ovviamente fini lì!

M Con mia sorella è difficile prendere la parola soprattutto al telefono, ma via cavo o via satellite il miracolo potrebbe anche avvenire!

Fonti foto: Kronic.it; AdnKronos.com;

Erika Eramo e Stefano Rizzo

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