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Diario Mondiale 2026: l’Argentina di Messi si racchiude nella frase di Roland Garros

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Alla conquista del suo secondo titolo di fila, l’Albiceleste è in missione per far felice un popolo intero. Il 10 è il suo leader e capobanda

Victory belongs to the most tenacious” (La vittoria appartiene ai più tenaci) questa è la frase che campeggia in uno dei teatri sportivi più importanti e celebri della storia, ossia il Philippe Chatrier di Parigi. Meglio noto come il Centrale del Roland Garros. Citazione che appartiene al celebre aviatore transalpino Roland Garros, a cui è stato dedicato il famoso e antico Slam della racchetta, ma oggi non parliamo naturalmente né di tennis né tantomeno di Francia, bensì di Argentina. Quella tenacia, di cui parla Roland Garros, gli argentini ne hanno in abbondanza. Anzi, probabilmente sono i veri e sani portatori di questa dote umana, ed è proprio grazie alla tenacia, alla determinazione e alla garra che Leo Messi e compagni mercoledì sera (21 italiane) hanno battuto in rimonta l’Inghilterra ad Atlanta, regalandosi la seconda finale Mondiale consecutiva. Eguagliato il precedente del quadriennio 1986-1990.

Roland Garros a sinistra, esultanza Argentina a destra

L’Argentina è più di una nazionale, è più di una squadra. La Seleccion, guidata dal buon Lionel Scaloni, è una grande famiglia. Una famiglia in missione per far felice un intero popolo. Da Buenos Aires a Rosario, da Bahia Blanca a Mendoza, da La Plata a Cordoba: l’Albiceleste sembra spinta da una forza, capace di trasformarsi in un Armageddon letale per tutte le rivali.

L’Argentina è ineluttabile e la fase ad eliminazione diretta di questo Mondiale ne è stata la perfetta dimostrazione: battuto Capo Verde ai supplementari, l’Egitto dopo una rimonta epocale da 0-2 a 3-2, la Svizzera ai supplementari e l’Inghilterra nuovamente in rimonta da 0-1 a 2-1. Un’Argentina infinita e rediviva guidata da un Leo Messi bionico. La Pulce è riuscito nell’impresa di migliorare quanto fatto 4 anni prima in Qatar. A 39 anni si è preso la scena con 8 gol e 4 assist.

Leo Messi

Messi è la guida, il riferimento, quel leader capace di spingere tutti i suoi compagni verso mete elevatissime. Da Enzo Fernandez, capace di timbrare 2 dei gol più significativi di questo Mondiale (Egitto e Inghilterra), a Lautaro Martinez, che ha messo a referto il gol probabilmente più importante della sua carriera, grazie proprio al piedino magico del suo capitano. Tutti ai piedi del Diez, che di sogni nel cassetto ne ha realizzati parecchi nel corso della sua carriera.

Chissà se si realizzerà ancora un altro: ossia quello di vincere il nono Pallone d’Oro.

Domenica sera, ore 21 italiane, ci sarà l’ultimo atto del primo Mondiale a 48 squadre: Spagna-Argentina. Messi che sfida un ragazzo-uomo destinato a vincere il Pallone d’Oro, ossia Lamine Yamal. Nel New Jersey si giocherà probabilmente la finale più bella e imprevedibile. Quella che metterà a confronto due espressioni calcistiche diametralmente opposte: da un lato l’orchestra di palleggiatori e dribblatori di Luis de La Fuente e dall’altro la banda, ma nel senso positivo del termine, di Scaloni con il capo-banda Messi. La posta in palio è altissima, così come il livello tecnico dei protagonisti in campo. Fateci divertire!

Sandro Caramazza

Fonte foto: Corriere.it, Shutterstock, Gazzetta.it, TIO, Sportface

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