Home Interviste in Esclusiva Pantaleo Corvino: “C’è entusiasmo e vogliamo rendere orgogliosi i nostri tifosi”

Pantaleo Corvino: “C’è entusiasmo e vogliamo rendere orgogliosi i nostri tifosi”

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Noi di Passione del calcio abbiamo avuto il piacere di colloquiare con il dirigente salentino spaziando sull’attualità e ricordando alcuni suoi grandi colpi di mercato messi a segno

Il responsabile dell’area tecnica del Lecce Pantaleo Corvino è partito come dirigente dalla terza categoria a Vernole, squadra salentina della sua città natale, ed è arrivato fino alla Champions League negli anni nella Fiorentina. Nel 1987 debutta nel calcio professionistico con il Casarano, lanciando talenti come Miccoli. Giunge poi al Lecce nel 1998 centrando subito la promozione in A. Resta nella società giallorossa fino al 2005 distinguendosi come abile talent scout, il Lecce Primavera conquista i suoi primi 2 scudetti 2003 e 2004, e sferrando grandi colpi quali Cristiano Lucarelli, Vucinic, Chevanton, Bojinov, Ledesma. Nel 2005 passa alla Fiorentina e ci rimarrà per sette anni. Nelle prime cinque stagioni con Prandelli allenatore la viola partecipa alla Champions League in 2 occasioni. Toni, Mutu, Gilardino e Jovetic sono i colpi di maggiore spicco. Nel dicembre 2014 inizia la sua avventura nel Bologna in B riportando immediatamente i rossoblu nella massima serie. Nella stagione 2016/17 torna nella società viola per altri tre anni lanciando Chiesa e Vlahovic. Infine nella stagione 2020/21 fa ritorno a Lecce e il resto è storia. In questo periodo scopre Hjulmand, Pongracic, Dorgu e il Lecce Primavera vince per la terza volta il campionato nel 2023.

Da dove nasce l’idea di scommettere nuovamente su un mister (ora avete puntato su Eusebio Di Francesco e in precedenza su Marco Giampaolo) che è reduce da esperienze negative a livello di risultati?

Non si tratta di scommesse ma puntiamo sulla qualità e questa peculiarità non si smarrisce all’improvviso. Nel calcio si vivono dei momenti positivi e altri meno poi sta a noi cogliere al volo le situazioni, per cui ci indirizziamo su chi ha voglia di rivalsa.

Per lei quali sono stati i momenti decisivi di queste tre salvezze consecutive nella massima serie (record per il Lecce)?

Ora c’è grande esaltazione ma sono stati vissuti momenti tosti. Noi in serie A rappresentiamo Davide e le altre squadre al cospetto nostro sono Golia. E’ fondamentale riuscire ad arrivare nelle ultime curve ancora in corsa e avere la forza di fare meglio delle nostre dirette concorrenti. Quest’anno abbiamo sofferto tanto per la tragica scomparsa di Graziano Fiorita nostro storico fisioterapista. Questa salvezza storica è dedicata a Graziano.

Come si muoverà sul mercato il Lecce?

Abbiamo delle risorse economiche inferiori rispetto agli altri club di A ma siamo una società senza debiti e dobbiamo agire in maniera mirata. Vogliamo salvarci nuovamente ma sappiamo che sarà complicato.

Ritiene che il Napoli sia il club che si sta muovendo meglio sul mercato?

Per ora sì ma il mercato è appena iniziato. Nel calcio non bisogna dare nulla per scontato.

Lei nella stagione 2017/18 scelse Stefano Pioli come allenatore della Fiorentina. A distanzi di anni Pioli è tornato ora in viola. Quanto è cambiato nel frattempo il tecnico?

Tanto perchè tra Milan e Al Nassr ha accumulato svariata esperienza. Con i rossoneri ha vinto lo scudetto e ha allenato diversi campioni. E’ tra i migliori tecnici in assoluto. E’ pronto sia per affrontare le tempeste che per muoversi bene nel mare calmo.

Cosa si aspetta dai ritorni in serie A di Immobile e Barnardeschi ingaggiati dal Bologna?

La qualità non ha età. Potranno dare molto al Bologna. Bernardeschi tra l’altro lo conosco bene dai tempi della Fiorentina, è un giocatore di livello che potrebbe arrivare all’apice della carriera avendo 31 anni.

A quali colpi di mercato è più legato?

Ho raggiunto il traguardo dei 50 anni di carriera partendo dalla terza categoria e arrivando fino alla Champions. Sono diverse le soddisfazioni che ho avuto.

Invece il giocatore più forte che ha militato nelle sue squadre?

I giocatori forti che ho acquistato li conoscete e ognuno di loro è stato determinante.

Il calcio si è molto evoluto anche grazie alla tecnologia. Lei come ha variato il suo metodo di lavoro negli anni?

Ho inizato nel periodo in cui c’erano i gettoni per effettuare le chiamate. Ho cercato sempre di rimanere aggiornato però mantenendo il mio stile, il mio modo di agire.

In serie A solo il Lecce e la Lazio hanno i rispettivi proprietari e i loro dirigenti di spicco locali ovvero lei e il patron Saverio Sticchi Damiani siete salentini e il presidente Claudio Lotito e il ds Angelo Fabiani sono laziali. Quanta soddisfazione?

Enorme. Ringrazio il presidente Saverio Sticchi Damiani perchè ha voluto fortemente il mio ritorno nel Salento. C’è in noi un grande senso di appartenenza. Siamo figli di questo territorio salentino. Evviva lu Salentu, lu sule, lu mare, lu jentu! Con le nostre competenze vogliamo soddisfare i nostri tifosi che sono tantissimi!

Fonti foto: USLecce.it; IlGallo.it

Stefano Rizzo

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