Lo statunitense era stato messo alla porta l’estate scorsa, fuori dai piani della Juventus, ora è diventato un elemento chiave nonchè pedina multiuso
A luglio 2024 si prospettavano tempi duri per Weston McKennie. L’arrivo di Thiago Motta aveva portato un elenco di esuberi da piazzare che non rientravano nel progetto dell’ex allenatore del Bologna. Il centrocampista a stelle e strisce figurava proprio nella lista nera consegnata dal tecnico alla dirigenza juventina. Come spesso accade, però, soprattutto per le squadre italiane, piazzare giocatori inutilizzati verso altre piazze non è facilissimo. Fatto sta che il mercato chiude e McKennie rimane come si suol dire sul groppone nella rosa della Juventus 24/25. Qualcosa però cambia. L’impegno e l’attitudine del ragazzo colpiscono Motta che pian piano inizia a farlo entrare nelle rotazioni.
Dopo soli 23 minuti nelle prime quattro partite ufficiali in questa stagione, la svolta arriva in Champions League, nell’esordio casalingo contro il PSV. Schierato mezzala, ruolo a lui più congeniale viste le caratteristiche da classico centrocampista da inserimento, gioca una partita maiuscola andando anche in rete. Fa seguito la prestazione successiva nel big match contro il Napoli pochi giorni dopo. Thiago Motta scopre un’arma segreta che non aveva considerato. Da esubero a grimaldello delle difese avversarie il passo non è molto breve, fatto sta che a McKennie è riuscito l’impossibile, o forse l’impensabile.
Impensabile è anche l’evoluzione tattica dell’americano. Altro snodo cruciale è sempre in Champions League nella battaglia di Lipsia. La Juventus in dieci espugna lo stadio tedesco con un McKennie sugli scudi schierato in mediana e pubblicamente elogiato per un recupero difensivo da Motta ai microfoni nel post partita. Dalla sua giocata è nato uno dei gol decisivi. Quella è stata la sua nuova consacrazione. Diventa praticamente insostituibile, l’allenatore lo piazza ovunque. Sono pochi i ruoli che non ha ricoperto in questa stagione. Decisivo anche partendo dalla panchina. Spettacolare la rete segnata al City entrando a gara in corso. Una mossa che aveva fatto storcere la bocca vista la partita in bilico ma che in realtà è risultata importante per lo scacco matto a Guardiola.
Ala destra, terzino destro, terzino sinistro, trequartista, centrocampista centrale. McKennie è ufficialmente l’uomo tuttofare della Juve, finanche con la fascia di capitano nel match di Champions League con il Benfica. Un bottino di 4 gol e 3 assist in tutte le competizioni. Non male per uno che a inizio stagione era praticamente ai saluti. Terminato il mercato invernale con l’arrivo di tre difensori e un attaccante una cosa è certa. Un posto per Weston McKennie crediamo che Motta lo troverà sempre. Dove? Non c’è problema, la bacchetta roteata dopo ogni gol è pronta a fare altre magie.
Glauco Dusso








