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Il muro scricchiola, l’Inter vince ma attenzione alla difesa

Fonte calciomercato.com
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Tre vittorie consecutive dopo la batosta derby, i nerazzurri tornano in pista ma la retroguardia non convince ancora, troppi i gol presi sino ad oggi rispetto all’anno scorso

Non è tutto oro quello che luccica. E’ vero, l’Inter si è rimessa in pista dopo lo shock di un derby perso in malo modo, nonostante il punteggio col minimo scarto. Le tre vittorie consecutive tra campionato e Champions League, però, lasciano delle lacune evidenti dal punto di vista difensivo, soprattutto per quanto riguarda la serie A. Se in in Europa i gol subiti non ci sono stati la musica cambia nei confini nazionali. L’ultimo turno è stato emblematico. Partita dominata in casa con il Torino, rimasto anche per più di un’ora in dieci, ma sono stati comunque due i gol subiti dalla squadra nerazzurra. Un campanello d’allarme scattato anche dopo le parole dei diretti protagonisti. Bastoni nel postpartita ha evidenziato come ci siano dei piccoli blackout nel pacchetto arretrato interista e che sarà un qualcosa su cui lavorare nelle prossime settimane.

Se è vero che l’importante è fare un gol più degli altri, come manifesto di zemaniana memoria, le squadre più vincenti della storia sono quelle che hanno preso pochi gol. Senza andare troppo indietro la stessa Inter che ha conquistato sul campo la seconda stella ha fatto di questa “legge” realtà. Se confrontiamo la Beneamata di oggi con quella della passata stagione troveremo differenze sostanziali. Innanzitutto sui punti fatti, quest’anno sono 4 in meno rispetto allo scorso dopo sette giornate. Ovviamente quello che salta più all’occhio sono appunto le reti subite. Solo 3 un anno fa, con ben 5 clean sheet e pochissimi tiri arrivati dalle parti di Sommer. Nell’attuale torneo la musica è cambiata. Sarà la rilassatezza per lo scudetto ottenuto o un eccesso di fiducia nelle proprie capacità, quest’anno la retroguardia nerazzurra è a quota 9 gol incassati in 7 match. L’anno scorso lo stesso numero di palloni nel sacco interista arrivò solamente all’ultima giornata d’andata, il 6 gennaio. Inoltre è stata tenuta la porta inviolata solamente due volte, nelle gare casalinghe con Lecce e Atalanta. Incredibile se ci si riflette su.

Non il miglior viatico se si vuole provare a difendere il titolo. Le conferme, invece, arrivano dal reparto avanzato e dal gioco collaudato che Simone Inzaghi continua a mostrare. Infatti l’attacco dell’Inter è il migliore insieme a quello dell’Atalanta con 16 reti realizzate. Ora la sosta potrebbe essere benefica per fare il punto su questa situazione difensiva che dovrà radicalmente cambiare. Interessante, invece, il fatto che in Champions League i clean sheet siano stati 2 su 2. Concentrazione massima in Europa e relax in Italia? Potrebbe essere. L’anno scorso l’obiettivo dichiarato era il ventesimo titolo, ora il focus potrebbe essersi spostato sul bersaglio più appetitoso ma anche più arduo da raggiungere. Il tecnico, però, ha dichiarato in tempi non sospetti che la detentrice dello scudetto ha sempre faticato l’anno dopo. Ci aveva visto lungo, allora sarà proprio questo su cui dovrà lavorare. In queste due settimane solo Bastoni e de Vrij saranno assenti per le nazionali nel pacchetto arretrato. Gli altri potranno allenarsi e capire, soprattutto quelli sembrati più in difficoltà. Per fare due nomi sicuramente la parte destra, ovvero Pavard e Bisseck, è sembrata quella più svagata, ma anche il resto non è parso così concentrato.

D’altronde il periodo appena concluso fa parte di quella prima tranche di stagione che rientra nei cosiddetti “lavori in corso”, dove le trappole sono più frequenti. Dalla ripresa, però, si inizia a far sul serio. Si ripartirà il 20 ottobre con Roma-Inter e allora sì che i problemi andranno necessariamente risolti. I nerazzurri devono difendere il titolo. Gli altri saranno anche più affamati, ma i ragazzi di Simone Inzaghi devono dimostrare che sono i più forti.

Glauco Dusso

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