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Yacine Adli: da sicuro partente a perno del progetto del Milan

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Sembra davvero questo il destino del francese che sta risalendo la china dopo un inizio davvero buio e senza apparente sbocco. Adesso potrebbe aver trovato il suo ruolo definitivo e una maglia da titolare

Sappiamo molto bene come, nel calcio, si passi da brocco a fuoriclasse, nel giro di una partita, ma nel caso di Adli qualcosa di buono si era intravisto già in tempi non sospetti, tranne l’aver trovato sin qui spazio sufficiente per mettersi realmente e completamente in mostra. Sicuramente le sue prestazioni sono state altalenanti e anche se qualche sprazzo di ottima tecnica e discreta personalità si sono notate in più occasioni, adesso sembra che la mossa tattica di Mr Pioli di schierarlo come mediano davanti alla difesa, possa aver incastrato, al posto giusto, l’ultimo tassello del puzzle per portare l’opera a compimento.

Yacine ha avuto un inizio travagliato in rossonero, trascorrendo la sua prima stagione da vero e proprio emarginato, sino ad arrivare ad un passo dall’addio l’estate scorsa, ma la sua caparbietà e l’attaccamento alla professione e alla maglia, l’orgoglio di dimostrare le sue qualità, lo hanno tenuto legato a doppio filo ai colori rossoneri e queste caratteristiche, insieme alle sue qualità tecniche, potrebbero portarlo ad essere non solo un perno del Milan attuale, ma anche di quello futuro. Gli elogi per la sua prestazione contro l’Atalanta, in un ruolo sino ad ora inedito per lui, come quello di mediano davanti alla difesa, fanno ben sperare. Il francese di origini algerine ha messo in mostra buon dribbling, sicurezza, ottime coperture difensive e recuperi palla e una discreta visione di gioco, tutto quello che serve in quel ruolo. Si sono addirittura scomodati paragoni con veri e propri fuoriclasse del passato e del presente, come Seedorf e Modric, ma ciò che è certo è che servirà tempo per capire se il vero Adli è quello contro l’Atalanta, oppure quello contro il Monza che, per sua stessa ammissione, lo ha visto mettere in campo una pessima prestazione.

I paragoni sono sempre un qualcosa di poco simpatico e ancor meno rispettoso nei confronti di chiunque, ma se non si può realmente paragonare Adli ai due mostri sacri menzionati poco sopra per qualità tecniche, lo si può senz’altro fare però per la centralità con cui ha interpretato il ruolo contro la Dea, è stato sempre presente nel fulcro del gioco chiedendo costantemente palla, non ha mai tirato indietro la gamba e come detto, ha dimostrato davvero personalità, quella che serve per giocare a lungo nel Milan. Il classe 2000 ha dimostrato abnegazione al lavoro, umiltà e pazienza, adesso sta incominciando anche a dimostrare quanto vale in campo e potrebbe avere un gran bel futuro a tinte rossonere. Ci sono sempre state bandiere a Milano e chissà che il franco-algerino possa arrivare ad esserne una nel prossimo futuro.

Fonte foto: milannews.it

Luigi A. Cerbara

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