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Una settimana nel pallone: il meglio e il peggio del calcio da zero a dieci

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Ottava puntata della nostra rubrica settimanale dedicata a statistiche, curiosità e stranezze accadute in campo e fuori. Dal tifo malato sempre più diffuso passando per l’ennesimo record di Cristiano Ronaldo: scoprite i protagonisti e i momenti che resteranno indelebili

Zeroalla violenza e alla indisciplina dei tifosi. Il clima bellico che ha caratterizzato Brescia–Vojvodina e Cagliari-Pogon (amichevoli), ha raggiunto l’apice in Bulgaria–Inghilterra (qualificazioni a Euro 2020). Nello stadio Vasil Levski di Sofia, i padroni di casa non hanno centellinato insulti razzisti, saluti romani e maglie in cui la scritta dell’Uefa “Respect” è stata trasformata in “No respect”. Fuori dall’impianto un tifoso dei Tre Leoni ha perso la vita per circostanze ancora da chiarire. Diciamo: “Basta”. 

Unoil sigillo (un rigore) realizzato lunedì da Cristiano Ronaldo contro l’Ucraina. L’acuto non è bastato per evitare la sconfitta esterna dei lusitani (2-1) ma rimarrà negli annali dal momento che è stato il numero 700 (tra club e nazionale) nella carriera dell’asso di Funchal. Solo cinque giocatori prima di lui erano riusciti in questa impresa. Leggenda

Due: le volte in cui nei giorni scorsi Niklas Stark, difensore tedesco in forza all’Hertha Berlino, ha dovuto rinunciare al debutto con la Mannschaft. Contro l’Argentina (9 ottobre) ha dato forfait per una gastroenterite; tre giorni dopo ha saltato l’incontro con l’Estonia a causa di una ferita alla tibia causata dallo scontro con il bordo di un tavolo. Calimero

Tre: le squadre professionistiche (Bayern Monaco, Manchester United e Columbus Crew) in cui ha militato Bastian Schweinsteiger. Il centrocampista, dal 2017 in MLS, ha annunciato il ritiro. Durante il tempo libero avrà modo di ammirare la scintillante bacheca e lucidare i 27 trofei sollevati (a cui si aggiungono i premi individuali, un argento ad Euro 2008 e cinque bronzi tra Mondiali, Europei e Confederations Cup). Pensione da sogno.

Quattro: i giorni nell’arco dei quali si è svolta la seconda edizione del Festival dello Sport, incentrato sul tema “Il fenomeno, i fenomeni”. Sul successo dell’evento ha inciso la presenza -tra gli altri- di campioni come Baggio e Ronaldo che, oltre ai successi, hanno ricordato delusioni e momenti negativi della propria carriera. Lato umano

Cinque: le stagioni trascorse da Giuseppe Rossi al Villarreal (squadra della quale è il miglior marcatore di tutti i tempi con 82 centri). Il 32enne stamane è tornato alla Ciudad Deportiva della società del presidente Roig: l’italo statunitense si allenerà per un periodo di prova agli ordini di mister Calleja con la speranza di essere in seguito messo sotto contratto. Ultima spiaggia.

Sei: le gare da titolare disputate da Kaan Ayhan nelle qualificazioni ad Euro 2020 con la maglia della nazionale turca. Lunedì, nell’unico match in cui non ha giocato dall’inizio, ha segnato la prima rete nella competizione (contro la Francia). Una marcatura fondamentale per l’approdo dei ragazzi di Şenol Güneş al torneo continentale. A far discutere è però l’ormai noto gesto militare pro-Erdogan al momento della rete. Troppi interessi in gioco

Sette: i successi (in altrettante partite) dell’Italia di Mancini nel girone di qualificazione al prossimo Europeo. L’ultima, quella contro la Grecia, ha permesso agli azzurri di guadagnarsi un posto nella edizione che si svolgerà nel 2020 con tre turni di anticipo (record). Cavalcata

Otto: i club di Serie A allenati da Claudio Ranieri. L’ultimo iscritto alla lista è la Sampdoria: il tecnico di Testaccio, chiamato a risollevare le sorti dei blucerchiati, debutterà domenica 20 (giorno del compleanno) a Marassi contro la sua amata Roma. Chi si rivede

Nove: le reti siglate dal Belgio contro San Marino (10 ottobre) nonchè il numero di maglia del protagonista della serata, il centravanti Romelu Lukaku. In virtù della doppietta messa a referto contro i malcapitati ragazzi di Cotroneo, è giunto a quota 51 gol in nazionale e ha festeggiato nel modo migliore il compleanno (51 anni) della madre Adolphine. Coincidenze

Dieci: al debutto di Petr Cech in veste di portiere del Guildford Phoenix (squadra inglese di hockey di seconda divisione). La bandiera del Chelsea ha disinnescato due rigori nei supplementari. L‘ultimo salvataggio ha decretato il successo della sua compagine. Lo sport cambia, i riflessi e la destrezza restano. Guardiano.        

Leggi tutte le puntate della rubrica per scoprire altre statistiche, curiosità e stranezze del mondo del calcio

Paolo A.G. Pinna 

Fonte foto: Calcio e Finanza

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