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Una settimana nel pallone: il meglio e il peggio del calcio da zero a dieci

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Dal ritiro di Marchisio passando per gli esoneri di Di Francesco e Giampaolo fino alla deludente Premier League delle due squadre di Manchester. Scopri i protagonisti e i momenti più emozionanti degli ultimi sette giorni

Zero: al periodo che sta vivendo Lamine Diaby-Fadiga. Il diciottenne francese martedì scorso è stato licenziato dal Nizza per il furto di un orologio da 70 mila € di proprietà di Dolberg. Svincolatosi, è stato ingaggiato dal Paris FC. L’attaccante dovrà però attendere sette turni prima del debutto con la nuova maglia a causa di un’espulsione ricevuta nell’ultimo match (Under 19) giocato con i rossoneri della Costa Azzurra. Pausa di riflessione.

Uno: l’incontro disputato dalla nazionale italiana con una maglia verde (5 dicembre 1954). Il 12 ottobre –contro la Grecia- i ragazzi di Mancini ne indosseranno nuovamente una. Lo sponsor Puma ha deciso di celebrare la talentuosa nuova leva di Coverciano con motivi ispirati ai tessuti e all’architettura del Rinascimento. Condividiamo la diplomatica perplessità di Mancini: “La maglia verde? Io sono vintage, preferisco quella azzurra”Se ne vedono di tutti i colori ormai… 

Due: i componenti della famiglia Håland che hanno segnato ad Anfield Road. La marcatura di Erling con la casacca del Salisburgo (mercoledì) è arrivata 7950 giorni dopo quella realizzata da suo padre Alf-Inge (26 dicembre 1997). Affare di famiglia.  

Tre: le reti di Carlos Vela nell’ultima gara di regular season della MLS. I trentaquattro sigilli (record della competizione) in 30 uscite gli hanno consentito di vincere il titolo di capocannoniere e conquistare il relativo riconoscimento (Golden Boot). Il messicano, dopo opache esperienze con Arsenal e Real Sociedad, si è imposto come trascinatore di una squadra che, al secondo anno dal debutto assoluto nel calcio, ha firmato numerosi primati. Ha trovato l’America

Quattro: i minuti che sono bastati a Paulo Dybala per siglare il vantaggio bianconero durante Inter – Juventus. L’argentino, nel 173° derby d’Italia disputato in Serie A, ha festeggiato la 100esima marcatura con squadre di club europee (79 Juventus; 21 Palermo). Negli ultimi mesi era stato quotidianamente accostato ai nerazzurri nell’ambito di un maxi scambio con Icardi. Sliding doors

Cinque: le esperienze di Eusebio Di Francesco in panchine di Serie A. Ciascuna di esse è terminata anticipatamente rispetto agli accordi contrattuali iniziali (tre rescissioni consensuali, l’ultima in ordine cronologica con la Sampdoria, e due esoneri). Le ambizioni dell’abruzzese rischiano di ridimensionarsi pericolosamente. Retromarcia

Sei: i mesi trascorsi (dall’8 novembre 2016 al 9 maggio 2017) da Stefano Pioli sotto l’ombra della San Siro nerazzurra. Il 53enne è tornato al Meazza, stavolta con i colori rossoneri. Il tifo dichiarato per l’Inter e la sentita esultanza per la marcatura di Perisic nel derby del 20 novembre 2016, non sono biglietti da visita che entusiasmano i tifosi del Milan. Inizio in salita

Sette: gli scudetti vinti da Claudio Marchisio con la Juventus, trofei che si aggiungono ad altri nove conquistati con bianconeri e Zenit. Il ritiro del Principino lascia l‘amaro in bocca: il 33enne non è mai riuscito a diventare re nelle notti internazionali con club e nazionale. Carriera incompleta.

Otto: le lunghezze di distacco in campionato del Manchester City rispetto al Liverpool. È il peggior avvio dei cityzens sotto la guida di Guardiola (cinque vittorie, un pareggio e due sconfitte) nonchè il margine maggiore della storia del torneo dopo 720 minuti. Seminato.

Nove: i punti ottenuti in Premier League dal Manchester United, ora dodicesimo con due lunghezze di vantaggio sulla terzultima. La strepitosa media punti di 2,32 registrata da Solskjaer nelle prime 19 uscite alla guida dei Red devils è un lontano ricordo: nelle successive venti è stata di 1,20, molto più bassa rispetto all’ 1,97 con cui venne esonerato Mourinho. Rivincita Special

Dieci: le edizioni di Champions League in cui Sergio Ramos ha messo a referto almeno un sigillo. Il difensore –e capitano- blanco conferma una capacità realizzativa (109 reti complessive in carriera) in grado di far impallidire tanti attaccanti. Falso nueve

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Paolo A.G. Pinna

Fonte foto: Tuttosport

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