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Una nuova Roma per vecchi problemi: con l’Atalanta finisce 3-3. Analisi e pagelle

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I giallorossi, dopo il vantaggio di Pastore, si fanno rimontare tre gol dai bergamaschi. Reazione nel secondo tempo. Alla fine termina in parità

Primo appuntamento stagionale tra le mura amiche per la Roma, che all’Olimpico ospita l’Atalanta di Gasperini. Una squadra nuova si presenta ai tifosi, senza più Strootman, e con Cristante e Pellegrini in mezzo al campo. Sono proprio loro due le scelte iniziali di Di Francesco. E i giallorossi partono bene, trovando subito un super gol di Pastore, che col tacco tramuta in rete un cross di Under. Da lì a poco, però, tornano i vecchi problemi. La squadra si spegne. Black out totale. L’Atalanta, con le seconde linee ma in stato di grazia, ne infila 3. Prima con Castagne, che spinge in rete dopo un palo di Zapata. Poi con Rigoni, che per due volte punisce i capitolini. Protagonisti gli attaccanti della Dea, che creano più di un problema agli addormentati Fazio e Manolas. La Roma si vede poco nel primo tempo, per rivederla c’è da attendere la ripresa. Fuori gli inesistenti Cristante e Pellegrini, dentro Kluivert e Nzonzi, e la musica cambia.I giallorossi vanno all’arrembaggio, con DI Francesco che cambia veste ai suoi passando al 4-2-3-1. E così accorcia le distanza un grande Florenzi, che spacca centralmente la difesa atalantina e fa 2-3. All’80’ arriva il pareggio: Pastore pennella su punizione per l’inserimento sul secondo palo di Manolas, che con il destro porta la gara sul 3 pari. La Roma ora ci crede, e spinge con i suoi attaccanti. La grande chance capita a Schick, che si fa murare da una grande uscita di Gollini. Alla fine termina 3-3, con la squadra di Di Francesco che porta a casa il primo punto interno.

La solita Roma verrebbe da dire, con il solito problema che dura da ormai parecchio tempo: le continue amnesie. I giallorossi, infatti, hanno totalmente concesso il primo tempo all’Atalanta, e soltanto nella ripresa è arrivata la reazione d’orgoglio. Merito anche dei cambi, soprattutto quello di Nzonzi, che ha dato nuovo ordine alla squadra. Già buona poi l’intesa con De Rossi. Preoccupa invece la condizione fisica, con alcuni giocatori apparsi sulle gambe già dopo mezz’ora, su tutti Fazio. La sensazione è che la squadra non sia pronta per quel tipo di 4-3-3, con Cristante e Pellegrini lontani dal tipo di mezz’ala che vuole DI Francesco.

Bene invece l’Atalanta, che con parecchie riserve ha messo sotto i giallorossi per 40 minuti. Si vede la mano di un tecnico capace, chiunque gioca, fa bene. Premia soprattutto una condizione atletica ben superiore a quella avversaria.

Ecco cosa ha detto DI Francesco al termine del match: “Devo dare merito all’Atalanta, ha una condizione fisica strepitosa al momento. Andavano al doppio di noi, che siamo un diesel. Nel primo tempo abbiamo perso le distanze, dovevo cambiarne 7-8 all’intervallo. Abbiamo dato palla al portiere 50 volte, ci mancava velocità di pensiero e stavamo subendo la partita. Ma poi ci siamo ripresi nel secondo tempo, dove abbiamo fatto cose interessanti. Mi sono arrabbiato anche dopo il 3-3, quando abbiamo rischiato inutilmente. Sembrava una partita scapoli e ammogliati, con disattenzioni enormi e contropiedi imbarazzanti. Manolas? Per uno con le sue qualità ha subito troppo Zapata. Pastore? La scorsa settimana ha sbagliato tutto, oggi ci ha dato maggiore qualità, anche se dopo il gol meraviglioso è sparito per 45′. Certo che quando Javier si muove tra le linee, diventa un giocatore determinante. Ma ha segnato quando stava giocando da esterno e può fare pure la mezzala…”.

LE PAGELLE DELLA ROMA

Olsen 5,5: Sui gol puo’ poco, ma in generale non da mai la sicurezza a cui erano abituati i tifosi giallorossi.

Florenzi 6,5: Non benissimo in fase difensiva, ma è colui che guida l’orgoglio della Roma. Gol di pregevole fattura quello del 2-3. Sembra un altro giocatore. Costretto ad uscire per un problema al ginocchio, ma nulla di grave. Schick 5,5: Sciupa l’occasione dell’incredibile 4-3. Sembra in forma, ma c’è ancora lavoro da fare.

Manolas 6: Il gol decisivo lo salva da una prestazione quasi disastrosa. Zapata non lo vede mai. Troppo disattento, soprattutto in impostazione.

Fazio 4: Forse il peggiore in campo. Una bella statuina sul prato dell’Olimpico. Lento, impacciato e con la testa altrove.

Kolarov 6: Tutto sommato prestazione ordinata. Non è, però, il giocatore dell’anno scorso.

De Rossi 6,5: Nel primo tempo soffre come tutta la squadra, ma è comunque decisivo con due chiusure magistrali. Nella ripresa sale in cattedra, e con l’ingresso di Nzonzi, si prende il centrocampo, dimostrando di essere ancora fondamentale per questa squadra.

Cristante-Pellegrini 4,5: La coppia più attesa per un fallimento totale. Il primo sembra un corpo avulso, il secondo quasi. Nzonzi 6,5: Entra alla grande l’acquisto dell’estate, dimostrando perchè la Roma lo ha voluto tanto. Mette ordine e disciplina in un centrocampo in confusione. Qualità e legnate. Sarà insostituibile per questa squadra. Kluivert 6: Entra e porta la sua frizzantezza, ma un passo indietro rispetto a Torino.

Under 6: Come contro i granata, ha dimostrato di essere il più dinamico dell’attacco giallorosso. Ottimo l’assist per Pastore.

Dzeko 5,5: Non si vede molto il bosniaco, ancora troppo pesante. Ci mette però il solito sacrificio, confermandosi un punto di riferimento tecnico.

Pastore 6,5: Due minuti e subito El Flaco, girata magistrale col tacco la sua. Poi si spegne, per poi riaccendersi nel secondo tempo, dove offre giocate degne della sua qualità.

DI Francesco 4,5: Quello che non deve fare il tecnico è fossilizzarsi sul 4-3-3, che non sembra il modulo ideale al momento. Non era facile anche dal punto di vista psicologico per la Roma, con tutto quello che era accaduto nelle ore precedenti in sede di mercato.

Federico Leoni

Fonte foto: Corriere dello Sport

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