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Tutto Molto Bello | Pezzi da ‘90: Cremonese, Nottingham Forest

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Due graditissimi ritorni nel calcio delle grandi. Storie e geografie così lontane, così vicine

Prima dell’esclusiva Superlega (ma che fine ha fatto poi il progetto?), prima di quella Conference League baluardo della democrazia applicata al pallone. L’assioma di Andy Warhol, secondo cui in futuro tutti noi avremmo avuto il nostro quarto d’ora di celebrità, fu concretizzato sul rettangolo verde da un italiano stabilitosi in Inghilterra negli anni Sessanta. Questo signore -al secolo Luigi Peronace da Soverato, provincia di Catanzaro- fu un po’ l’archetipo dei vari trafficoni del calcio alla Jorge Mendes che oggi spopolano su tv e riviste sportive.

La differenza era -sicuramente mitigata- negli intenti di quel signor Peronace: non tanto arricchirsi, elevare volumi di mercato, quanto avvicinare mondi e facilitare sogni altrimenti preclusi da regole rigide -in questo caso della Football Association. Lo Swindon Town, vincitore della Coppa di Lega inglese, non poteva partecipare alla Coppa delle Fiere in quanto militante in terza serie, anziché in First Division.
Fu proprio la caparbia di quel signore da Soverato (dirigente affermato da anni e che poteva contare un certo Sir Matt Busby tra le sue amicizie più fidate) a regalare un po’ di brezza europea allo Swindon tramite la Coppa Anglo-Italiana.

Dapprima, sei squadre di serie A contro sei inglesi da First, Second e Third Division. Poi, la Coppa divenne per le squadre di cadetterie nostrane e albioniche. Fu qui, nel 1993, che si consumò una delle cicliche belle storie dalla provincia italiana: la Cremonese di Gigi Simoni (che quell’anno in cadetteria si piazzerà seconda alle spalle della ancor più sorprendente Reggiana e davanti all’altro miracolo targato Piacenza), si porta a casa l’AngloItaliano rifilandone 3 al Derby County. Fu l’inizio di un triennio da ricordare, breve ma intenso, in cui retrocedere nel 1996 con animali da area di rigore come Matjaz Florijancic e Andrea Tentoni rendeva l’idea di come la Serie A fosse davvero il campionato più duro, difficile e affascinante al mondo.

Ugo Tognazzi e Domenico Luzzara

Ventisei anni dopo, tra inferno e paradiso: il testimone di uno dei leggendari Presidentissimi quale fu Domenico Luzzara fu preso da un altro figlio della città delle Tre T (Torrone, Torrazzo…Tetàs, lasciamo a voi scoprirne la traduzione!): Giovanni Arvedi, classe 1937, una vita a comandare l’acciaio in Val Padana. L’armonia sinfonica degna del violino di Stradivari, altro orgoglio cittadino: un collettivo, sapientemente diretto da Fabio Pecchia, in cui alle parate di un autentico crack come Marco Carnesecchi si alternano le reti di ben 11 giocatori diversi: nessun cannoniere vero, solo due giocatori a quota otto e due a quota sette. Tanto è bastato, vedremo cosa combineranno i grigiorossi nella massima serie.  

Italia-Inghilterra, andata e ritorno: se la Cremo infiamma i cuori nello Stivale, figuriamoci il ritorno tra i grandi di un pezzo di Storia del calcio con la S maiuscola: il sofferto ritorno in Premier del Nottingham Forest (per la prima volta nel nuovo Millennio, dopo il mesto ultimo posto nel 1999) suggella la speranza non solo per i tifosi della città dello Sceriffo, ma anche per tutti coloro che non poterono sopportare l’onta del 2005: il club che vinse due Coppe dei Campioni col leggendario Brian Clough in panchina fu il primo in Europa a finire in una terza divisione nazionale.

La situazione, ventitrè anni dopo, sembra florida e soprattutto stabile. Al timone non ci sono sceicchi, americani, indiani o cinesi: c’è un armatore greco, Evangelos Marinakis, presidente anche dell’Olympiakos. Un progetto vero, con una riqualificazione a 360 gradi che viene da molto, molto prima dei 200 milioni di euro promessi dal magnate della navigazione per affrontare la prossima Premier League.

Marinakis fu accusato quattro anni fa per partite truccate, poi assolto, tanti gli investimenti: centro sportivo, riqualificazione dello stadio e molto altro ancora. Se poi si volesse spostare la statua di Brian Clough da Old Market di fronte al City Ground, l’apoteosi sarebbe completa. Al netto di ciò che succederà dal 6 agosto in poi, kick-off di una nuova stagione di Premier.

Valerio Campagnoli (foto Il Foglio, The Guardian, 90th Vintage, Ebay, Il Calcio a Londra, Nottingham Forest FC)

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