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Tutto Molto Bello | Calcio italiano. Paesaggio dopo la battaglia

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L’ultimo TMB su Passione del calcio, attraverso Vasco Brondi e il suo ultimo lavoro. Descrivendo il pallone nostrano a 360 gradi. Una battaglia, le rovine, ma qualcosa che lascia spiragli di luce

Non necessariamente immagini di macerie e distruzione sono foriere di lutto e di quel senso di disperazione e perdita. Se il tempo ci impedisce di bagnarci due volte nello stesso fiume, allo stesso modo la distruzione non è eterna, ma anzi raccoglie in sé i germi della rinascita. Questo il senso di Paesaggio dopo la Battaglia: ultimo disco di Vasco Brondi (ex leader de Le Luci della Centrale Elettrica, e tra i principali artisti indipendenti del momento in Italia), comprensivo anche del diario in cui racconta la lavorazione del disco stesso. Milano, Ferrara, Parigi, Padova tra le tappe del viaggio.

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Tra miracoli e cose normali/ E canzoni che sono richiami /Richiami per gli esseri umani /Richiami per gli esseri umani /Ci abbracciamo io e te/
E non sappiamo più che in che epoca siamo/ ma noi ci abbracciamo

(Vasco Brondi – Ci abbracciamo)

Questo il prologo. Forse, un nuovo epilogo. Un miracolo? Forse, o forse no. Un qualcosa che così doveva andare, sette gare imbroccate alla grande, dalla maestria di un tecnico che si è esaltato in un’estate di notti magiche. Non sapevamo che sarebbe stata una folata di vento, una scia di profumo da annusare a pieni polmoni. Le narici le abbiamo aperte. Ne volevamo ancora.

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Forse si trattava di dimenticare tutto come in un dopoguerra
E di mettersi a ballare fuori dai bar
Come ha visto in certi posti della Ex-Jugoslavia.
Forse si tratta di fabbricare quello che verrà
Con materiali fragili e preziosi, senza sapere come si fa.
(Vasco Brondi – Le ragazze stanno bene)

Macerie macedoni. Il punto più basso della nostra storia, l’abisso più profondo raggiunto dopo l’Europeo più entusiasmante. Se l’Italia di Ventura aveva l’attenuante di non aver praticamente mai sbagliato nessun match point (perché non ne ha avuti: troppo forte la Spagna 2018), l’Italia di Mancini ha gettato al vento tutto ciò che c’era da gettare. Dietro alla Svizzera, con un rigore calciato su Marte e un pareggiaccio a Belfast quando andava spaccata la porta. La tragicommedia alla Favorita, con un rasoterra a porta vuota regalato al portiere, è annunciata da lontano. Siamo da serie B del calcio mondiale.
Eppure, possiamo ancora fabbricare qualcosa, con materiali fragili.

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Abbiamo ventiseimila giorni
Ventiseimila giorni
Ventiseimila giorni
Per portarti in mare aperto, in terre mai viste
Per portarti in mezzo ai campi a vedere la notte
(Vasco Brondi – 26.000 giorni)

26.000 giorni. 71 anni. Il tempo medio di una vita umana, ovviamente nel mondo occidentale in pace e prosperità. Dove ti puoi preoccupare di misurare il tempo. Quel tempo che, in 71 anni, congiunge il punto più basso e quello più alto (o quantomeno tra i più alti) della storia giallorossa.
Una vita in cui non c’è stato granchè, a parte svariate coppe Italia e beh, il supremo urlo del 17 giugno 2001.

Terremoti, mare calmo e tormenti
Poi sorriderti in mezzo ai templi
Sulla porta d’Europa rovinata
Dai decreti, dai venti
(Vasco Brondi – Paesaggio dopo la battaglia)

Terremoti, mare calmo, 11 anni d’attesa dopo lo strapotere a strisce bianconere. Un gran penare, per poi tornare vincenti, soffrendo prima comunque il ritorno dell’altra sponda di Milano.

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Eri allеgra quando sei andata via di casa senza chiedere scusa
Ti dovevi salvare
quando hai deciso di lanciarti, il mare si è aperto per lasciarti passare
Le leggi dell’universo
Non sono quelle di questa città
Non confondere le nostre brevi vite
Con l’eternità
(Vasco Brondi – Mezza Nuda)

Una doppia proprietà, una corsa contro il tempo per salvare il titolo e il calcio a Salerno e di nuovo, una squadra che non ingranava, un tecnico che aveva fatto il suo tempo. Via Castori, via Colantuono, dentro Davide Nicola. Mister salvezza non tradisce nemmeno stavolta: l’ippocampo si è lanciato in mare e il mare si è aperto. Un mare fatale ai quattro mori di Cagliari, al Grifone genoano. Le leggi dell’universo, a Salerno non trovano spazio. L’eternità del blasone delle due squadre rossoblù, inconfondibile dalle brevi stagioni.

IL RESTO DELL’ARTICOLO QUI


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Con questo articolo si chiude oggi la sinergia tra Tutto Molto Bello e Passione del Calcio.

Volevo anzitutto ringraziare, in ordine temporale, Alessandro Sticozzi. Mio mentore, faro, per larghi tratti musa (o -horto- muso?) ispiratrice; sicuramente uno dei motivi per cui la narrazione del gioco del calcio è forse l’unico vero motivo -assieme all’imprevedibilità di uno spettacolo mai uguale a sé stesso nei suoi novanta minuti-, per cui il gioco del calcio racchiude in sé l’universalità e la bellezza.

E di nuovo, fu costui a indirizzarmi a Passione Del Calcio, condividendo fortune e sfortune per un annetto buono.

L’altro ringraziamento, vien da sé, a Stefano Rizzo ed Erika Eramo. Loro furono presenti al colloquio, loro hanno avuto la pazienza nel credere in me. A quest’ultima riconosco un eloquio formidabile, una cultura prodigiosa. Tutte qualità con le quali son stato motivatissimo a rivaleggiarvi, e che per questo mi hanno spinto di molto al di là dei miei limiti. Del “boss” Stefano ricorderò sempre la perseveranza nel credere in un progetto che indubbiamente ha avuto, ha ed avrà corazzate da affrontare. Audentes fortuna iuvat, tuttavia. Per cui, che il vento possa soffiare in poppa a questa creatura.

Alle grandi opportunità incontrate in questo cammino: Marco Fabio Ceccatelli, altro ex redattore a cui auguro un prosieguo di carriera radioso. A tutti gli altri: Glauco, Sandro, Luca, Ale, Andrea. Siete tutte persone con un gran potenziale, e ugualmente vi auguro di sfondare raccontando del favoloso mondo della sfera a scacchi.

Last but not least, un grazie di cuore a chi ha avuto il piacere di leggermi, chiunque esso sia. Mi avete dedicato anche solo una minima parte del vostro prezioso tempo. Scusate se è poco.

Continuerete a leggermi su tmbtuttomoltobello.wordpress.com.


“ἐπεὶ δὲ πάνυ καλῶς πέπαισται, δότε κρότον
καὶ πάντες ἡμᾶς μετὰ χαρᾶς προπέμψατε”

(“Se la commedia è stata di vostro gradimento, applaudite pure e manifestate la vostra gioia – Ottaviano Augusto”)

Valerio Campagnoli (fonte Lbs, Gazzetta dello Sport, Sky, Corriere dello Sport, Fanpage)

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