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Tonfo del Milan, l’Atalanta fa 5-0: analisi e pagelle

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Gli uomini di Gasperini demoliscono il Milan in due tempi. A segno Gomez, Pasalic, doppio Ilicic, di cui il secondo meraviglioso e Muriel, subentrato proprio al posto del bosniaco. In casa rossonera è notte fonda

Manita. Questo è il sunto che pone fina alla partita che si è svolta alle 12.30 a Bergamo tra Atalanta e Milan. Partenza impetuosa per i nerazzurri che travolgono il diavolo e lo chiudono in una morsa senza respiro. In goal Gomez al ’10 che capitalizza al meglio un’azione solitaria conclusasi con un bel tiro sotto l’incrocio. Negli ultimi 15 minuti del primo tempo il Milan riesce lentamente a prendere le misure degli uomini di Gasperini, anche e soprattutto per il calo fisiologico di ritmo della squadra di casa. Evanescente comunque il possesso palla dei rossoneri, che si rendono pericolosi solamente con dei tiri dalla lunga distanza, il più impattante quello del terzino Ricardo Rodriguez da 25 metri, di poco a lato. Cambia nel secondo tempo Pioli che fa uscire proprio lo svizzero per Davide Calabria. Il Milan sembra più in partita, anche se le ripartenze dei nerazzurri sono sempre veloci e pericolose. Leao sembra più al centro del gioco degli uomini di Pioli e tenta di strappare in alcune occasioni arrivando sul fondo. Ma è tutto vano, perché l’Atalanta quando decide di giocare a pallone fa ciò che vuole, e lo dimostra in 3 minuti. Prima con Mario Pasalic che al ’16 sfiora con la gamba una conclusione di Gosens e realizza la rete del raddoppio e infine con Josip Ilicic, servito sempre dall’ex Pasalic, con un uno-due molto bello che insacca al lato di Donnarumma. Il Milan tenta di ritrovare il bandolo della matassa ma il bosniaco pare accarezzato dagli dei oggi: punizione dal limite, Ilicic si sposta la palla sul sinistro, lascia partire un fendente che si insacca sul set e spolvera incrocio e rete. A fine partita si porterà pallone e regnatele a casa. Minuto ’80, esce il bosniaco tra gli applausi dei tifosi della Dea per Luis Muriel, che dopo tre minuti non si lascia scappare l’occasione di sventolare la manita davanti all’estremo difensore rossonero. Lancio lungo dalle retrovie della difesa atalantina che Muriel raccoglie, scavalcando il difensore Musacchio e insaccando il portiere con un tocco sotto il pallone. Primo calcio d’angolo del Milan al ’90, il che descrive ampiamente la gara del club di via Aldo Rossi.

La Dea si dimostra una squadra aggressiva, che riesce a convertire in oro colato molte azioni che partono dalle retrovie. Organizzazione e bel gioco fanno delle squadra di Gasperini una big consolidata, e non è di certo la vittoria contro il Milan di oggi che conferma quanto scritto. 5 goal che portano ulteriore fiducia per i prossimi impegni dopo le festività.

La compagine rossonera dimostra oggi mancanza di carattere ed esperienza. Dalla società alla squadra, nessuno escluso. Oggi è tempo di riflessioni, ma di quelle serie. Dimenticassero la gloria dei tempi passati e si concentrino nel trovare un modo per riportare un po’ di positività ad ambiente e tifoseria.

Molto amaro il tecnico rossonero a fine gara: “Abbiamo sbagliato la partita contro l’avversario peggiore – dice –. Succede quando non approcci bene la gara e perdi i duelli. Non possiamo essere questi, lo abbiamo visto nelle precedenti partite, ma oggi le responsabilità sono le nostre. I meriti dell’Atalanta ci sono tutti, ma anche i nostri demeriti. Sui quali dovremo lavorare perché, ripeto, non possiamo essere quelli visti oggi. Andavano gestiti in modo diverso i primi venti minuti di gioco, siamo entrati in campo con poca lucidità – tecnica e tattica – e con una determinazione inferiore agli avversari. Abbiamo concesso troppi spazi a un avversario non è secondo a nessuno, in Italia e in Europa. Bisogna pensare a lavorare meglio, io per primo. La prestazione di oggi è gravemente insufficiente. Quando hai una squadra molto giovane, stare dentro la partita nelle difficoltà è più difficile per un giovane rispetto a un giocatore esperto. Io mi aspettavo una reazione nel secondo tempo, invece l’inizio della ripresa è stato peggiore dell’inizio del primo. Nell’intervallo pensavo che si potesse riprendere la gara, invece ci siamo disuniti ancora di più. Non siamo riusciti a reagire e quel poco è stato fatto con poca lucidità”.

Pagelle

Donnarumma 5,5: non può nulla sui goal degli avversari, tranne l’ultimo, un suo errore che porta Muriel a scavalcarlo con molta semplicità.

Conti 5: si perde Gosens e Gomez quasi fossero uno scioglilingua. Di fronte ai suoi ex tifosi non regge mai l’urto e mai riparte.

Musacchio 4,5: imbarca acqua da tutte le parti, non riuscendo a arginare le contrapposizioni avversarie.

Romagnoli 5: anche il capitano, nonostante cerchi di mettere delle pezze, non riesce a contrastare lo strapotere dell’attacco atalantino.

Rodriguez 5: l’unico che riesce a rendersi pericoloso durante il primo tempo con un tiro dalla distanza. Impalpabile al centro del gioco viene sostituito a fine primo tempo.

46′ del s.t. Calabria: male in marcatura sul primo gol di Ilicic. Inesistente in fase offensiva.

Kessié 5: tutto muscoli e poca duttilità tattica. Corre a per di fiato senza rendere le sue sgaloppate utili al gioco della squadra. Forse la sua ultima in rossonero.

Bennacer 4,5: l’unico che prova a dettare legge a centrocampo, sovrastato alla lunga dal palleggio degli uomini di Gasperini.

Bonaventura 5: contrariamente alla altre partite è impreciso e poco incisivo nei passaggi. Anche lui in balia degli avversari.

dal 66′ del s.t. Piatek 4,5: imbalsamato. Non incide sulla manovra e non si pone al centro dell’attacco cercando di fare da torre e rompere gli schemi di ripartenza avversaria.

Suso 4,5: lento, impallinato dai terzini, non si smarca mai. Affogato nel mare nerazzurro.

dal 84′ del s.t.Castillejo: s.v.

Leao 4,5: isolato, tenta di strappare in corsa per crearsi spazi, ma la sua solitudine lo porta ad incartarsi da solo.

Calhanoglu 5: giornata da dimenticare anche per il turco, che ogni pallone che tocca è un regalo per gli avversari.

All. Pioli 4,5: è inammissibile il crollo mentale della squadra, che si dimentica della partita e scende in campo 30′ minuti dopo. Lo strappo con società e tifosi, oggi si è fatto più importante.

Fonte della foto: Virgilio sport

Cesare D’Agostino

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