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Simone Inzaghi si è preso l’Inter

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Dopo un inizio di stagione con qualche difficoltà, l’ex tecnico della Lazio ha costruito una squadra a sua immagine e somiglianza ed ora è campione d’inverno

Razionalmente parlando, Simone Inzaghi aveva molto da perdere nel momento in cui ha accettato la panchina dell’Inter la scorsa estate. Si è trattato di un salto importante, verso una squadra prestigiosa, ma che veniva già da un campionato vinto in scioltezza con Antonio Conte e che proprio mentre reclutava il suo nuovo allenatore perdeva tre pilastri della rosa campione d’Italia: Christian Eriksen, Achraf Hakimi e Romelu Lukaku.

I primi mesi della gestione Inzaghi sono stati un po’ ondivaghi: ottime prestazioni alternate a gare dove la proverbiale solidità dei nerazzurri è venuta meno, pagando con un eccesso di reti e rimonte subite il poco cinismo a conclusione della mole di gioco creata. Si è visto in Champions League, nella gara d’andata col Real Madrid, ma soprattutto in campionato, negli scontri diretti con Lazio, Milan e Juventus. Poi, dopo l’ultima pausa per le nazionali, c’è stata la svolta grazie alla vittoria in casa contro il Napoli. Da lì in poi sono arrivati altri cinque successi consecutivi, senza concedere nemmeno un gol, ed il titolo di campione d’inverno con una giornata d’anticipo. L’Inter delle ultime settimane sembra uno schiacciasassi, solido in difesa e spumeggiante in attacco. Inzaghi è stato bravo a non smantellare totalmente l’impianto tattico di Conte, soprattutto per quanto riguarda il pressing offensivo, ed allo stesso tempo ha avuto la pazienza di far assimilare progressivamente i suoi principi di gioco sia alla vecchia guardia che ai nuovi arrivati. Non è un caso infatti che sia Calhanoglu che Dzeko siano stati tra i trascinatori dei nerazzurri in questa seconda parte del girone d’andata. In ogni caso però, non vanno menzionati solo loro due, dato che tutta l’Inter ormai sembra un’orchestra che suona alla perfezione lo spartito del proprio direttore, a prescindere dai singoli interpreti che la compongono. Il tempo e la fiducia concessi dalla società al proprio allenatore si sono rivelati, per il momento, molto opportuni.

Ora in campionato c’è il Torino, squadra ostica da affrontare, ma che i nerazzurri vogliono battere per festeggiare al meglio il Natale. Dopo la pausa, a gennaio, un mese e mezzo di fuoco, con scontri diretti in Serie A, Supercoppa italiana e Champions League. Saranno settimane decisive per la continuazione della stagione, nonché un’occasione irripetibile per permettere a Simone Inzaghi di consacrarsi tra i grandi allenatori del calcio italiano. Le premesse sono incoraggianti.

Luca Missori

(Fonte immagine: Eurosport.it)

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