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Serie A, la solitudine delle ultime tre: riparte il dibattito sul numero delle squadre

Fonte uscremonese.it
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C’è già distanza tra terzultima e quartultima, il nostro campionato ci ha abituati alle sorprese però per Verona, Sampdoria e Cremonese abbassare ulteriormente la guardia potrebbe essere molto pericoloso

L’eterno dibattito sulla spettacolarità della serie A è ancora aperto. La soluzione proposta dai più è sempre la stessa. Diminuire il numero delle squadre. C’è chi dice di tornare alle 18 compagini come fino agli inizi degli anni 2000, chi addirittura di scendere a 16. Effettivamente abbassare il numero di partite e aumentare la competitività delle squadre potrebbe essere la strada da intraprendere e il campionato di quest’anno ce lo suggerisce a chiare lettere.

Analizzando la classifica dopo 17 turni possiamo notare come le ultime tre in classifica siano cadute nelle sabbie mobili, tra loro e la prima posizione utile per salvarsi ci sono già sei punti senza neanche aver finito il girone di andata. Le formazioni in questione sono Cremonese, ultima, Verona e Sampdoria. Sia chiaro la distanza non è insormontabile e davanti a loro non ci sono corazzate, però perdere ulteriore terreno potrebbe essere non consigliabile.

Il Verona ha avuto una prima parte di stagione turbolenta. Ha iniziato il campionato con Cioffi passando per Bocchetti sino all’attuale Zaffaroni che coadiuverà lo stesso giovane allenatore. Le prime due del 2023 infondono fiducia all’ambiente. Il pareggio di Torino e la vittoria contro la Cremonese danno il segnale che gli scaligeri al momento non mollano.

La Sampdoria ha salutato il “maestro” Giampaolo affidandosi a Dejan Stankovic, uno che sicuramente il temperamento per fare qualcosa di più ce l’ha, anche se non basta solo quello. L’anno si è aperto con la vittoria contro il Sassuolo, domenica tra le mura amiche la caduta col Napoli. Blucerchiati col peggior attacco del campionato, 8 gol. Se non la butti dentro diventa difficile fare qualsiasi cosa. Stankovic e un buon mercato di riparazione sono le speranze a cui si aggrappano i tifosi.

La Cremonese, che è quella messa peggio, sta puntando sulla continuità. La formazione grigiorossa sembrava aver deciso di sollevare dall’incarico Alvini, soprattutto dopo la sconfitta di lunedì nello scontro diretto proprio con il Verona. Le ultime voci danno per confermato il mister attuale e la cosa stupisce non per la bontà del lavoro ma perché siamo abituati, male, in Italia a dover cambiare per forza. Di fatto la Cremonese non ha sempre demeritato, anzi, però evidentemente la qualità della rosa a disposizione del tecnico difetta. La china presa non è buona però la storia insegna che le cose si possono cambiare.

Qui torniamo al discorso di apertura. Meglio 16/18 squadre con qualità media superiore o 20 in questa situazione? La risposta sembrerebbe scontata e i vertici del calcio ci stanno riflettendo. L’equazione meno impegni più spettacolo, però, probabilmente non coincide col volere dell’attuale trend tra televisioni e nuove tecnologie.

Il campionato, comunque, ci ha insegnato che non si può dare nulla per scontato. L’imprevisto è dietro l’angolo e squadre che oggi sono tranquille domani potrebbero non esserlo più e viceversa. Alla fine il giudice supremo è sempre lui, il nostro amato pallone.

Glauco Dusso

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