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Serie A, aria di rivoluzione: il Napoli la guida. Le tre grandi a picco

Fonte sport.virgilio.it
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Juventus, Inter e Milan non danno la sensazione di un futuro vincente e incontrastato. Ne sta approfittando la squadra di Spalletti, che è da modello per le altre sorelle

Il Napoli si avvia verso la vittoria dello Scudetto. A meno di clamorosi scenari – peraltro mai da scartare nel calcio – gli azzurri conquisteranno il terzo alloro italiano della loro storia. Scudetto che in quel di Napoli manca addirittura dal lontano 1990, ovvero dal Napoli Maradoniano. Si procede dunque ad un terzo titolo consecutivo vinto da una squadra diversa: nel 2021 l’Inter, nel 2022 il Milan e nel 2023 il Napoli (probabile). Non accadeva dai primi anni 2000 che lo Scudetto fosse vinto da squadre diverse nel giro di pochissimi anni. Nel 1999 il Milan, nel 2000 la Lazio, nel 2001 la Roma e nel 2002 la Juventus. Oggi ovviamente è tutta un’altra storia rispetto ad un ventennio fa. L’Italia non è più l’ombelico calcistico del mondo, i campioni scarseggiano e le grandi società navigano verso porti meno sicuri e abbienti. Tutto ciò prospetta anche un futuro ancor più particolare e interessante.

LE TRE GRANDI IN CRISI

La probabile conquista dello Scudetto del Napoli inaugura una sorta di rivoluzione dal basso. Ovvero senza più il dominio incontrastato delle grandi del nord Juventus, Inter e Milan. La crisi economica, manageriale e tecnica di tutte e tre non prospetta infatti un futuro calcistico italiano caratterizzato dal loro costante e incontrastato dominio. Per dirla alla leggera: sono finiti gli anni dei nove scudetti juventini, dei 5 consecutivi dell’Inter. Gli ultimi recenti anni (compreso e soprattutto quello corrente) ne sono la perfetta dimostrazione. Per vincere occorre una società solida, stabile e forte. Juventus e Inter, in maniera differente, non ne sono più provviste. Il club bianconero è finito nel mirino di procure e collegi di garanzia. Le dimissioni in toto del CdA, i 15 punti di penalizzazione (con l’incubo di pene ancor più severe) hanno demolito lo scheletro della Juventus. Il futuro è enigmatico. L’Inter non è da meno. I problemi di Zhang sono ormai un dato di fatto. Il club è in condizioni economiche molto precarie, il mercato in continuo autofinanziamento con uno o più big in vendita praticamente ogni estate. La seconda stella è mancata lo scorso anno e probabilmente anche quest’anno. Vanno bene la Coppa Italia e la Supercoppa, ma lo Scudetto o gli Scudetti sono ben altra cosa. Infine, il Milan, l’unica delle tre con una società apparentemente solida ma con tanti dubbi di competitività sportiva. Cosa che un club storico come quello rossonero non può permettersi. Il titolo vinto a sorpresa lo scorso anno doveva essere un viatico per trionfi immediati e importanti. Nulla di tutto questo. Il concetto di sostenibilità portato alle estreme conseguenze con un mercato deficitario sta conducendo il Milan campione in carica verso una stagione fallimentare.

LA RISCOSSA DELLE ALTRE SORELLE

Dalla crisi strutturale e soprattutto sportiva delle tre sorelle possono emergere le varie Napoli, Roma, Lazio e perché no anche l’Atalanta. La squadra di Spalletti ne sta già approfittando quest’anno con uno ‘Scudetto’ dominato, vista la grande e polverosa scia lasciata alle rivali (+13 dall’Inter seconda). Il tutto grazie ad una società solida e brillante alle spalle, che non solo ha i conti a posto ma acquista e valorizza giocatori di livello internazionale: Osimhen, Kvaratskhelia, Lobotka. La strada è ben avviata, ma occhio anche a Roma e Lazio. Le due romane, ancora lontane dai sogni Scudetto, stanno lavorando bene per arrivarci. Se i Friedkin stanno operando per risanare le casse giallorosse, Lotito non sbaglia quasi mai in termini di conti e bilancio. La sensazione è che manca veramente poco per il definitivo salto. C’è solo una cosa da fare: approfittare e crederci. Infine, l’Atalanta, società modello in tutti i sensi. Management dirigenziale e sportivo all’altezza che punta in grande. Un club capace di rimodularsi e mantenersi competitivo ogni anno, anche per la Dea, serve l’ultimo passo e soprattutto salire sull’onda che sta cavalcando il Napoli.

Sandro Caramazza

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